MANGA REVIEW: Penguin Revolution

Ben ritrovati 😀

Oggi vi propongo un manga che ho comprato poco tempo fa e che lessi al liceo, quando avevo una compagna di classe che me li prestava. Fu in quel periodo che decisi di iniziare a comprare e collezionare i miei e qualche mese fa mi era tornato in mente questo, non potevo non comprarlo quando l’ho visto completo in fumetteria!

Penguin Revolution è un manga dell’autrice Sakura Tsukuba, composto da sette volumi. Questa autrice mi era sconosciuta ma ho trovato anche un altro paio di sue opere online, se avete voglia di darci un’occhiata.

Il manga racconta la storia di Yukari Fujimaru, studentessa dalla famiglia disastrata: la madre se n’è andata via di casa quand’era piccola e il padre vive con alti e bassi nel lavoro. Quando per l’ennesima volta il padre fugge a causa dei debiti, Yukari si trova a doversi rimboccare le maniche. La ragazza conosce quasi per caso la vicepresidentessa del comitato studentesco, che altri non è che un ragazzo travestito. Ryo Katsuragi, questo il nome del giovane, fa parte della Peacock, agenzia dello spettacolo che sforna talenti di ogni tipo e che impone ai suoi componenti di travestirsi per non farsi riconoscere e mantenere la privacy. Infatti, la prima volta che lo vede in vesti femminili, Yukari scorge sulle sue spalle un paio di ali eteree e meravigliose che solo lei può vedere: sono il talento innato per lo spettacolo materializzato e quelle di Ryo le sono sembrate grandissime e brillanti. Dovendo mantenere il segreto di Ryo e cercando un lavoro, Yukari si troverà a dover fare da manager al ragazzo ed entrambi i ragazzi scopriranno che la via del successo è tutta in salita.

Ryo Katsuragi, Yukari Fujimaru e Makoto Ayaori
Ryo Katsuragi, Yukari Fujimaru e Makoto Ayaori

Oltre a seguire i due protagonisti nelle loro vicende, il manga è costellato di personaggi secondari che ci fanno anche capire com’è strutturata gerarchicamente l’agenzia Peacock: abbiamo il capo, Hidemitsu Torii, che adora mettere in difficoltà i nostri protagonisti; Makoto Ayaori aka Ayaori Mashiba, numero 1 dell’agenzia, taciturno ma dal grande talento per la recitazione; Shogo Fukatsu, il numero 8, arrogante e in competizione con tutti; Yuzuru Narazaki, fissato con la spada e numero 10 della Peacock, che darà del filo da torcere a Yukari; e a seguire i Corvi e i Pinguini. Infatti, alla Peacock, il cui nome vuol dire “Pavone” e che già ci fa intuire ciò, si usa la metafora degli uccelli per indicare il livello artistico di ogni suo membro: ci sono i primi dieci, che sono i migliori, quindi i Corvi (ovvero un livello medio di capacità e fama) e i Pinguini (artisti che ancora devono debuttare e che ancora non hanno sviluppato del tutto le loro capacità). Yukari vede appunto le ali che caratterizzano questi tipi di uccello sulle spalle di ciascuno di loro e su Ryo vede quelle di un pinguino, al contrario di quanto aveva visto la prima volta. Il titolo del manga ci fa quindi intuire le grandi cose che Ryo riuscirà a fare con l’aiuto di Yukari e, in effetti, i due di strada ne faranno, non senza grosse difficoltà. Il mondo dello spettacolo infatti non è clemente con nessuno e diverse prove e scoperte attenderanno i due ragazzi, oltre ad una certa presa di coscienza dei propri sentimenti e delle proprie ambizioni.

Hidemitsu Torii, capo della Peacock
Hidemitsu Torii, capo della Peacock, si intuisce già così quanto sia calcolatore eheh
Yuzuru Narazaki, numero 10 della Peacock
Yuzuru Narazaki, numero 10 della Peacock. Sexy Yuzuru is sexy…

In questo manga troviamo due elementi che ricorrono spesso in molti altri del genere: il mondo dello spettacolo giapponese e il travestimento.

Si può dire che l’agenzia Peacock ricalchi in qualche modo quelle giapponesi produttrici di idol: gli idol, in Giappone, sono giovani ragazzi e ragazze che diventano popolarissimi nel campo del canto e della recitazione (un esempio lampante sono le AKB48, gruppo numerosissimo che detiene il record mondiale di membri, se volete dateci un’occhiata sul tubo!) ma che ad un certo punto scompaiono dalla scena per tornare ad essere persone qualsiasi. Durante il periodo della loro ribalta però sono molto conosciuti, compaiono in spot pubblicitari e fanno anche eventi meet&greet coi fan (i cosidetti handshake meeting, poiché in Giappone è considerato un onore poter stringere la mano ad un personaggio famoso e, soprattutto, sono meno scalmanati di noi e non salterebbero mai addosso al loro idolo!).

Il travestimento invece è un espediente usato da molti mangaka per creare situazioni equivoche e rendere i propri personaggi androgini (basti vedere quanto Ryo sembri davvero femminile con solo una lunga parrucca in testa!). Infatti le scene più frequenti sono i momenti in cui il personaggio travestito si cambia e viene scoperto oppure quando questi viene molestato, se si tratta di un ragazzo travestito da ragazza (e poi il molestatore non trova niente da toccare ahahah) o ancora quando il personaggio travestito, maschio o femmina che sia, viene scambiato per il partner del secondo protagonista poiché vengono visti sempre insieme mentre il primo indossa i panni dell’altro sesso. Nel caso di Penguin Revolution più di un personaggio è costretto a ricorrere al travestimento per eludere i fans, in modo da poter mantenere una vita normale. Il più divertente tra tutti è Ayaori, il quale si spettina semplicemente i capelli e indossa un paio di occhialoni da vista. Non ha bisogno di un travestimento radicale come Yukari e Ryo, stranamente non viene riconosciuto da nessuno e, anzi, riesce a mantenere un profilo talmente basso da essere considerato inutile come presidente del consiglio studentesco, i cui componenti gli intimano di tornare a casa perché “non serve a niente”. E stiamo parlando di colui che ha grandissime capacità di recitazione e che molte ragazze nella sua scuola ammirano!

Yukari Fujimaru e il suo "alter ego", Yutaka Fujimaru
Yukari Fujimaru e il suo “alter ego”, Yutaka Fujimaru
Ayaori Mashiba, l'inutile presidente del consiglio studentesco :')
Ayaori Mashiba, l’inutile presidente del consiglio studentesco :’)

I disegni hanno tratti dolci e delicati, ma senza troppi dettagli. Una pecca è la quasi totale assenza di sfondi, che lascia decisamente molto spazio all’immaginazione. Ma questa potrebbe essere stata una scelta ponderata per lasciare più spazio alle visioni che ha Yukari dei vari talenti (oltre che essere semplicemente lo stile dell’autrice, ma in questo caso trovo che sia una mancanza). Spesso infatti vengono usate piume di pavone o alcune simili a quelle dei cigni o dei corvi per far vedere al lettore le stesse cose che vede Yukari, oltre alle classiche “cornici” date da queste piume e dai retini che usano tutte le mangaka di shojo.

Il finale è in un certo senso aperto. Non viene fatta chiarezza su ciò che provano Yukari, Ryo e Ayaori, come nella maggior parte degli shojo. L’autrice lascia che un velo di dolcezza cali sui protagonisti, che sono riusciti a realizzarsi e sono felici dei propri traguardi. Nonostante ciò,  mi è piaciuto che l’autrice ci facesse sapere in poche pagine quel che è successo a ciascuno dei personaggi incontrati, proprio come se fino a questo momento avessimo letto i retroscena del debutto di Ryo su una rivista, come fanno alcune compagne di classe di Yukari, e ora stessimo continuando ad informarci su di loro.

La sensazione che mi ha lasciato questo manga è dolceamara: se penso al susseguirsi delle vicende, avrei voluto un finale più deciso che mi desse una certezza su quanto avevo sperato per i protagonisti. Ma d’altro canto questo manga è d’ispirazione per qualunque cosa noi stiamo cercando di fare: che sia recitare, cantare, ballare o qualunque altra cosa, bisogna impegnarsi, essere umili, accettare che ci sarà sempre qualcuno migliore di noi, imparare da queste persone e gioire dei propri risultati, esattamente come fanno Ryo e Yukari. Penguin Revolution, superficialmente, può sembrare una storia piuttosto banalotta di un ragazzo non proprio sicuro di sé e di una ragazza un pochino sfigatella, ma nel profondo ha dei contenuti e un messaggio che possono essere uno sprono per tutti noi ed è questo ciò che me lo ha fatto apprezzare al liceo e anche adesso a distanza di qualche anno.

Spero di avervi incuriosito e che proverete a leggere questo breve manga senza pretese, una piccola perla del genere shojo che sono stata contenta di ritrovare.

Alla prossima,

Alexiel

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