#NostalgiaPortamiVia – W.I.T.C.H. pt.1

Altra nuova rubrica (ma le cose nuove non si dovrebbero fare con l’anno nuovo? Va beh)! Ci tenevo molto a scrivere questo post e spero ci sia qualcuno che avrà voglia di leggerlo fino in fondo.
Spero di non risultare troppo polemica, mi rendo benissimo conto che ora ho tutta un’altra capacità critica e che quello di cui vado a trattare si tratta di un prodotto destinato ad un altro target, spero che ciò che dirò venga preso con ironia, dato che la maggior parte delle cose sono più assurde che altro.
Vi ricordo ancora una volta che potete seguire la mia pagina facebook Kotodama and Tea Time per essere aggiornati sui miei nuovi articoli, commentare insieme e conoscerci 🙂
Con questa premessa, si comincia!

Il Lucca Comics è una graaaande fiera e, come tale, è un’enorme occasione per cercare tesori nascosti. La prima esperienza mia e di Luca (di cui ho scritto un post qui sul blog) ha dato degli ottimi frutti e, insieme al mal di schiena, ci siamo portati a casa anche due serie complete della nostra infanzia/pre-adolescenza: W.I.T.C.H. e PK New Adventure.

Quest’oggi vi parlo appunto di W.I.T.C.H. (che per comodità, d’ora in avanti, scriverò Witch sia per riferirmi al titolo sia al gruppo delle ragazze), di cui c’è davvero molto da dire e la maggior parte delle cose che dirò non sarà positiva, andando quindi un po’ contro la “politica” che mi sono imposta e in cui credo, ovvero recensire solo quello che ci piace.

Ma in questo caso dovevo scrivere qualcosa in proposito, perché ritrovandolo in fiera sono stata super felice, non avendo mai letto la fine e non avendo nemmeno mai cercato informazioni a riguardo, quindi quale occasione migliore per scoprirlo da sola? L’avessi mai fatto. No, ok, non sono pentita del mio acquisto. Di sicuro ho fatto contento il tizio dello stand, che non credo contasse di liberarsi così facilmente di 139 volumetti spillati al prezzo a cui li aveva messi (che è meglio non farvi sapere…). Diciamo che preferirei non esistessero, come minimo, gli ultimi 50 volumi.

Sarà un post lungo e pieno di spoiler, io ve lo dico. Da qui in poi non c’è via di ritorno. Per chi non conosce il proseguimento della storia fino alla fine, sarà come scoprire la vera storia e il finale di Rossana o Piccoli Problemi di Cuore (credetemi, la Mediaset censura davvero TANTO). Dove vorrò andare a parare, lo scoprirete leggendo fino in fondo almeno la mia recensione (già non avete letto il fumetto, fate almeno lo sforzo!).

witch

Partiamo dall’inizio.

Witch è (era) un magazine prodotto dalla Disney Italia e ideato da Elisabetta Gnone, conosciuta per la serie di libri di Fairy Oak. In questo fumetto tutto italiano vengono raccontate le avventure di cinque amiche che scoprono di essere le prescelte custodi dei poteri elementali: Acqua, Fuoco, Terra, Aria e l’Energia che li lega insieme. Questi sono originati dal Cuore di Kandrakar, un monile dato in custodia alla leader del gruppo, Will, dall’Oracolo di Kandrakar, un mondo che fa da tramite per tutte le dimensioni e altri mondi esistenti. Le cinque Guardiane sono quindi chiamate a proteggere la barriera, chiamata Muraglia, creata dai saggi di Kandrakar per dividere la terra dal mondo di Meridian, il cui tiranno Phobos minaccia un attacco per conquistare gli altri mondi.

Fin qui pare una gran figata, no?

Il fumetto uscì per la prima volta nel 2001, io avevo appena sette anni, dunque una storia del genere incontrava molto i miei gusti, infatti, sempre durante la mia frequenza alle elementari, scoppiò il fenomeno di Harry Potter, per cui partii in quarta. Insomma, era il periodo in cui la magia aveva catturato i cuori di tutti, ci permetteva di sognare e fingerci noi stessi magici perché i personaggi erano tutti giovanissimi come noi, le Witch in primis.

Ma esattamente chi erano le Witch?

La leader del gruppo è Will Vandom, che all’inizio della storia è la nuova arrivata ad Heatherfield insieme alla madre Susan. Lei sarà la detentrice del Cuore di Kandrakar e della sua Energia, un potere che non viene ben chiarito per lungo tempo ma che pare essere vagamente legato all’elettricità, dato che le permette di dialogare con gli elettrodomestici.

Will Versions
Per ognuna di loro, vi propongo da sx a dx immagini del primo periodo e di quello degli albi con numeri più alti, le trasformazioni (normale e New Power) e il loro aspetto nel cartone animato.

Irma Lair è la seconda Guardiana, detentrice del potere dell’Acqua, che ben si addice a questa ragazza pimpante, dalla battuta sempre pronta e che ama i lunghi bagni in vasca.

Irma Versions

Taranee Cook è un’altra ragazza nuova a Heatherfield, molto tranquilla e un po’ timida che però nasconde un’indole molto più vivace e sicura, rendendola più focosa e dunque adatta al suo elemento, il Fuoco appunto.

Taranee Versions

Cornelia Hale è un po’ la snob del gruppo, la più concreta e abbastanza con i piedi per terra, tant’è che questo sarà il suo elemento e sarà una di quelle ad avere più dubbi riguardo il motivo per cui possiedono questi poteri.

Cornelia Versions

Infine Hay Lin Lin possiede il potere dell’Aria, adatta a lei che ha sempre tante idee per la testa, ama fantasticare disegnando e stare con la testa fra le nuvole, infatti per non dimenticarsi le cose si annota spesso i memo sul palmo della mano.

Hay Lin Versions

Un gruppo di amiche molto diverse tra loro e ognuna con interessi e passioni differenti che, nonostante tutto, non le dividono. Ma tranquilli, ci penseranno le situazioni cui andranno incontro a farle litigare. Spesso.

Partiamo intanto dal presupposto che non esiste solo la serie dedicata al mondo di Meridian. Gli archi narrativi principali sono ben undici e man mano divengono uno peggio dell’altro. Perché?

Se Elisabetta Gnone aveva ideato il gruppo di amiche e il fatto che avessero i poteri elementali, la storia è poi stata sviluppata insieme ad altri fumettisti collaboratori della Disney, primi fra tutti Barbara Canepa e Alessandro Barbucci, conosciuti anche per altre opere quali Monster Allergy e Sky Doll. Insieme a loro c’erano lo story-editor Francesco Artibani (anch’egli coinvolto in Monster Allergy) e la sceneggiatrice Teresa Radice.

Ebbene, la Gnone scrisse solo le storie per i primi due volumi, mentre Canepa e Barbucci, soprattutto per motivi legali, abbandonarono il progetto dopo pochi volumi e, già così, di sicuro andò persa quella spinta iniziale che, per esempio, fece sì che Witch non avesse di mezzo il personaggio di Paperina (come all’inizio era stato previsto) per mettere in risalto la forte personalità del gruppo.

Comunque, la redazione gestì le saghe a ritmo “annuale”, infatti ognuna di esse è composta dai 10 ai 13 volumi circa. In ognuna di esse le Witch hanno nemici di ogni tipo, problemi legati alla loro “doppia vita”, problemi di cuore eccetera. Le saghe erano più o meno consequenziali l’una all’altra, le ragazze proseguono nelle loro missioni ricordando quelle precedenti. Ma mai che si ricordino una cosa fondamentale, che sempre viene ripetuta loro dall’Oracolo (anche conosciuto, grazie a Irma, come il Capellone) e dalla nonna di Hay Lin, la saggia Yan Lin: devono essere unite se vogliono riuscire a sconfiggere i loro nemici.

Spesso, infatti, nemici come Phobos o Nerissa metteranno a dura prova l’amicizia delle Guardiane, che si lasceranno continuamente ingannare iniziando a discutere tra loro. E vi giuro che è così frustrante vedere ‘ste cinque ragazzine non imparare dai loro errori, che spesso avrei voluto sbattere i volumi contro il muro (ma non l’ho mai fatto perché sono costati fior di quattrini).

Elyon e Phobos - Saga Meridian
I due fratelli, Elyon e Phobos. Phobos è un usurpatore, poiché a Meridian è tradizione che la famiglia reale segua la linea femminile per la corona. Elyon era talmente piccola quando avvenne il colpo di stato che nemmeno sapeva di appartenere ad un altro mondo. Quella di Meridian penso fosse davvero una bella saga.

Bene, ora che ho inevitabilmente parlato di un difetto di questo fumetto, in questo caso legato alla personalità delle protagoniste, non posso esimermi dall’elencare e spiegare tutti gli altri che ho trovato. Proverò a giustificarli in qualche modo, dopo tutto era un fumetto per ragazzine e non credo avesse troppe pretese, ma credetemi, certe cose non hanno senso.

Per ricollegarmi alle ragazze che litigano di continuo, cercherò già di giustificare questa loro smania di discussione: sono giovani, all’incirca tredicenni, a quell’età è normale. Anzi, credo possano anche dare un buon esempio, poiché hanno uno scambio di idee senza doversi per forza insultare o altro, cosa che non mi pare fosse applicata “ai miei tempi” (oh mio dio cosa ho scritto). Ora però sono una giovane adulta (e con questo cerco di recuperare terreno dalla frase precedente) e non posso fare a meno di pensare:“Ragazze. Divergenze di intenti, conflitto di interessi, scegliete la vostra versione, ne ho altre (semi-cit). Ma CAVOLO. State combattendo contro mostri di altri mondi e gentaglia con poteri speciali come i vostri, vi dicono di stare sempre unite, insomma fatevi furbe!”. Invece addirittura si arriva al punto in cui Taranee abbandona il gruppo, perché lei (ma anche le sue compagne) ritiene che l’Oracolo non sia del tutto esaustivo nelle risposte alle loro domande.

Ecco infatti un secondo difetto: non viene mai spiegato con quale criterio le ragazze siano state scelte per il ruolo che ricoprono. Sono delle prescelte. Punto.

In Harry Potter (sì, mi riferirò a lui se serve, potete ben capire perché, sopportatemi), per esempio, anche il nostro maghetto viene considerato “The Chosen One”, ma ciò viene giustificato da una profezia fatta dalla Cooman anni addietro. Le Witch, nel primo numero, scoprono i loro poteri dal nulla e nulla viene detto sul perché siano state scelte proprio loro.

Nella seconda serie, durante la missione che vede le Witch contro la malvagia Nerissa, una ex Guardiana, viene data una speranza a riguardo: prima delle Guardiane attuali, infatti, furono altre cinque ragazze le protettrici della Muraglia e una di esse era niente meno che la nonna di Hay Lin, la quale infatti è poi diventata saggia di Kandrakar e ha consegnato i poteri alle nostre Witch. La prima cosa che viene da pensare allora è che forse, almeno nel caso di Hay Lin, la cosa sia ereditaria, una specie di passaggio del testimone da nonna a nipote (col classico salto generazionale della mamma). La stessa cosa per quanto riguarda Will, che pare fosse da sempre controllata da Kadma, una delle altre ex Guardiane che abita nella città dove abitava prima anche lei (perché la controllasse, non si sa). Cassidy, la precedente detentrice del Cuore di Kandrakar morta dopo aver provato a fermare la prima volta Nerissa, dona la propria copia del monile a Will per permetterle di battere definitivamente la nemica, gesto che però sembra essere anche un riconoscimento del ruolo assunto da Will.

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Nerissa, pur non essendo l’originale detentrice del Cuore, fu accecata dal suo enorme potere e si rivoltò contro le sue stesse compagne pur di conquistarlo, fallendo e venendo rinchiusa per l’eternità. Dopo una lunghissima prigionia, riesce a liberarsi e cerca di riappropriarsi del ciondolo, finendo per scontrarsi con le Witch e le sue ex compagne sopravvissute.

E invece no. È successo tutto a caso, infatti non si ripresentano più legami di alcun tipo con le precedenti Guardiane. La cosa assurda per di più è che poi Will avrà un fratellino che possiederà sin dalla nascita poteri magici, cosa che ancora di più non spiega perché lei sia stata scelta per averne.

L’unica cosa che viene fatta sapere, man mano che si prosegue con le saghe, è che Heatherfield pare essere un punto nevralgico carico di magia, dove accadono molti fenomeni paranormali, per cui addirittura vengono infatti chiamati degli esperti, come l’agente dell’Interpol Ralph Sylla, che starà alle calcagna delle ragazze durante la terza saga.

A proposito di personaggi secondari, una cosa che proprio trovo assurda è che alcuni di essi vengano totalmente dimenticati, per non dire rimossi.

Per esempio, tanto per cominciare, le Gocce Astrali. Quasi fin dall’inizio, le nostre cinque protagoniste si rendono conto di avere qualche problema a giustificare le loro assenze per lungo tempo e i loro comportamenti strani alle famiglie o a scuola, così creano autonomamente con la magia dei cloni che chiamano Gocce Astrali. Queste copie però inizieranno a ragionare di testa loro, proprio come nei film di fantascienza sui robot, e a non voler più sottostare agli ordini delle Witch vivendo una vita non loro. Saranno fonte di guai per le ragazze e così, finita la vicenda che le vede coinvolte, l’Oracolo decide che esse avranno una nuova vita, lontana da Heatherfield e dalle Guardiane, con un nuovo aspetto. Dice però anche che un giorno potranno incontrarsi di nuovo con le Witch.

Ecco, tu le hai viste? Eh, nemmeno io. Sarebbe stato di certo un ottimo spunto per una nuova saga, che avrebbe permesso anche il ritorno di personaggi già conosciuti come è accaduto per Cedric e Phobos nella quarta e nella quinta serie, senza doverne creare di nuovi con scarsi risultati.

36_gocce

Un altro personaggio completamente dimenticato è Joel, il secondo fidanzato di Irma (per alcuni il primo era Martin, ahahah poveri stolti).

Joel è grande amico di Matt Olsen, ragazzo storico di Will, e Peter, il fratello di Taranee. Ama surfare e ascoltare la famosa Karmilla, cantante che spesso passa dalle parti di Heatherfield con i suoi concerti. I gusti musicali sono ciò che lo accomuna con Irma, insieme alla verve umoristica che entrambi posseggono e che li fa andare subito d’accordo. Credo che, inconsapevolmente, insieme alla coppia di Hay Lin e Eric, anche Joel e Irma fossero i miei preferiti perché erano naturali.

E quindi cosa è successo?

Durante una missione delle Witch, nella settima serie, le ragazze incontrano un gruppo di ragazzi stabilitosi letteralmente sotto la città, in mezzo a tubature e tunnel. Tra di essi c’è Stephen, amico d’infanzia di Irma per cui lei aveva una cotta da bambina. Così, senza un motivo apparente, Irma si innamora di lui, gli rivela di avere dei poteri magici e puf, Joel non esiste più. Non è dato sapere se tra loro ci sono state divergenze, non c’è nessun dialogo tra i due in cui magari Irma ipoteticamente può aver detto:“Guarda, la mia vera aspirazione è vivere sottoterra col mio nuovo fidanzato, ci si vede eh!”. Sembrerà una cosa banale, dato che forse da bambini/ragazzini non si fanno caso a queste cose in un racconto, soprattutto con una pubblicazione mensile che, nell’attesa, ti permetteva di dimenticare codesti dettagli. Ma una lettura dritta filata come la mia invece fa notare eccome questa mancanza, tanto che mi sono anche chiesta se non avessi saltato dei numeri o delle pagine.

Stessa fine viene riservata a Nigel, il primo ragazzo di Taranee. Perlomeno i due avevano un motivo abbastanza sensato per lasciarsi: nonostante le lotte contro il giudizio dei genitori di Taranee per poter stare insieme (Nigel era un teppista), i due discutono quando Taranee riprende quella che era una sua grande passione quando abitava a Sesamo, ovvero la danza. A Heatherfield apre la Jensen Academy e lei si distingue subito per il suo talento, riuscendo a farsi dei nuovi amici che, secondo Nigel, le rubano il tempo per stare con lui. Così i due si lasciano. Ma poi lui che diavolo fa? Anche questo non sembrerà poi così importante, ma durante la loro storia, Nigel diviene amico degli altri ragazzi legati alle Witch, giocando spesso con loro a basket. Dopo la loro rottura però è come se avesse smesso di essere loro amico e questa cosa per me non è realistica, soprattutto in una città come Heatherfield dove pare si conoscano più o meno tutti.

N.B.: dopo questo fatto e un po’ di “pausa di riflessione”, Taranee diventa talmente sicura di sé che inizia a fare la marpiona, con apprezzamenti e ammiccamenti vari, dal fratello di Erin (ragazza di un altro mondo che le Witch aiuteranno durante la sesta serie) al tipo giapponese (?) del campo estivo dove la mandano i suoi genitori. Okaaaaay.

Witch Boys
Già che c’ero vi ho messo tutti i ragazzi citati: da sx, Joel, Stephen, Peter, Nigel, Matt e Eric.

Mi è anche dispiaciuto che se ne andasse Orube, guerriera del mondo di Basiliade, giunta sulla Terra per aiutare le Witch durante la loro terza missione, per prendere il posto di Taranee che in quel momento aveva lasciato temporaneamente il gruppo. Orube aveva faticato per ambientarsi ma alla fine era riuscita a farsi accettare dalle Witch e a essere meno severa con se stessa. Mi ha stupito la sua seppur breve relazione con Cedric, coerente poiché entrambi erano “costretti” in un mondo non loro e dunque capivano le difficoltà l’uno dell’altra. Finita la quinta serie in cui tutto ciò avviene, si è ritenuto che Orube dovesse tornare al proprio paese e la cosa mi ha fatto storcere il naso perché credo sarebbe stata molto utile alle Witch sotto molti punti di vista.

Orube e CedricOrube

Ad Elyon, amica delle Witch fin dai primi numeri che poi diviene la regina di Meridian, è capitata la stessa cosa. Ovviamente, diventando regina, ha acquisito nuove responsabilità. Ma mai che le sue amiche vadano a trovarla (Cornelia dice più volte di considerarla la sua migliore amica e viceversa). Avrei preferito vedere le Witch fare visite di cortesia di questo tipo verso chi le ha aiutate durante le loro missioni, al posto di quell’obbrobrio che è la nona serie, 100% Witch.

E proprio di questo parlerò ora. Questa serie è forse la più inutile in assoluto e quella che più mi ha fatto capire quanto il magazine avesse iniziato a cambiare in peggio.

In 100% Witch la serie di missioni delle ragazze subisce un brusco stop, per dare spazio ad una lunga serie di episodi autoconclusivi filler, diciamo quasi spin-off. Infatti è composta da 17 maledetti volumi, in cui vediamo le Witch alle prese con la loro vita quotidiana, mentre affrontano un qualche problema di scuola, si raccontano aneddoti o fanno qualcosa tutte insieme e con i loro genitori.

Forse è anche un’idea carina quella di mostrare le protagoniste non solo come ragazze con poteri che combattono il male, ma anche ragazze normali con persone normali a circondarle. Il problema è la nascita stessa di questa serie: essa percorre praticamente tutto il 2010, sono quindi passati 9 anni dal primo volume e le lettrici che allora erano bambine, ora sono ormai molto più che adolescenti. Per cui, giustamente, la rivista ha ben pensato di cercare nuove giovani lettrici, poiché lo zoccolo duro di fan che si era costruito non bastava più e probabilmente non garantiva lo stesso numero di vendite. E lo capisco, perché io stessa non comprai più il fumetto per vari motivi (tra cui il fatto che non capii mai il funzionamento delle cadenze mensili, ero troppo giovane e stupida). Ma ritengo che sia stato un errore non dare fiducia alle fan più accanite, che proprio grazie alle Witch probabilmente si erano avvicinate anche ad altri fumetti e quindi non avrebbero certo smesso di comprarlo (oltre al fatto che la redazione di Witch era anche presente ai Lucca Comics di quegli anni, che quindi era un’occasione per accrescere la propria cultura fumettistica). Tutto ciò mi ha reso la lettura di questi volumi molto difficile e noiosa. Molte di queste “one-shot” avrebbero potuto essere raccolte in uno speciale a tema, considerando che ne sono stati fatti molti in concomitanza con il fumetto. In questo modo le lettrici di sempre avrebbero avuto una serie come le altre e insieme un approfondimento sulle vite delle protagoniste, mentre le lettrici nuove avrebbero potuto iniziare a conoscerle, per poi avvicinarsi alla serie principale.

Witch Special

Insieme a questi episodi autoconclusivi e alla storia principale, venivano inoltre pubblicate delle brevi storie (circa 8 facciate) che nascevano dagli aneddoti raccontati da personaggi famosi intervistati dalla redazione. Si va da attori e cantanti fino ad atleti e campioni sportivi del momento. Per citarne qualcuno: Laura Esquivel del Mondo di Patty, Marco Carta, Jacopo Sarno. Gente che conta insomma. Qualcuno me ne spieghi l’utilità. Probabilmente il semplice raggiungimento del numero base di pagine che doveva avere il volume per essere pubblicato. Se possibile, rendevano il tutto ancora più dispersivo di quanto già non fosse.

Questo è praticamente l’inizio del decadimento di un fumetto che avrebbe potuto andare molto oltre. Nemici inesistenti o ridicoli, come le Ladies (una delle quali è fatta di metallo, ama prendere la forma di un’automobile e sapete come viene sconfitta? Rimane a secco. Senza carburante. EPIC FAIL), e storie senza capo né coda, esattamente come il resto della rivista.

Per esempio, la copertina. In questo tipo di fumetti da edicola è ciò che attira il piccolo lettore, con grafiche accattivanti e colori. Ebbene, guardate la differenza tra una copertina dei primi anni e una degli ultimi.

Io mi rendo conto che in dodici anni la tecnologia ha fatto enormi progressi e che anche nel campo della grafica ci siano netti miglioramenti nella tecnica e nella qualità delle illustrazioni. Ma diciamocelo, sono ingannevoli. Riguardate le immagini più sopra dove vi presentavo le ragazze. Se quelle dei primi tempi rispecchiavano abbastanza bene le stesse immagini del fumetto all’interno, quelle dei numeri più alti sono diventate illustrazioni puramente virtuosistiche che niente hanno a che vedere con i personaggi che rappresentano. Le ragazze vengono snaturate dai loro ruoli, per diventare quasi delle modelle “da copertina” appunto. Guardo la copertina del numero 15 e del numero 95 e la più grande differenza che vedo, oltre alla grafica, è che non vengono più rappresentate come delle amiche dalla bellezza naturale ma come ragazze alla moda che stanno in posa davanti all’obbiettivo. E credetemi, io adoro questa illustrazione di Hay Lin, la trovo stupenda! Ma Hay Lin non è così. Hay Lin si crea da sola i vestiti, indossa accessori che richiamano lo spazio e gli alieni, di cui va matta, grazie ai quali esprime la propria creatività. Questo stile la rende più bella, ma non esprime più, secondo me, la sua semplicità.

Hay Lin

Suddetto snaturamento avviene anche nelle storie dedicate alla Jensen Academy, una serie di brevi racconti paralleli alla linea principale della storia in cui vediamo le nostre eroine alle prese con lo spettacolo organizzato dalla scuola di danza (pare che ormai avessero preso gusto a fare due fumetti invece che uno lineare e continuo).

Ma come, non la frequentava solo Taranee? Eh, appunto. All’improvviso, tutte quante scoprono un interesse per la danza che non avevano mai manifestato prima e si ritrovano addirittura a sostenere una sorta di esame d’ammissione, dove l’insegnante valutatrice non ritiene solo Hay Lin adatta alla disciplina. MA OVVIAMENTE! E non doveva essere l’unica! Ma questi sono dettagli, perché Hay Lin può occuparsi dei costumi e quindi viene ammessa lo stesso insieme alle altre (wtf).

Insomma, viene strappata via una passione che distingueva una di loro dalle altre per farne una scusa per poterle mettere insieme anche in quel contesto. Bello il fatto che tutte si impegnino in maniera diversa per il musical che decidono di allestire, ma perché devono far parte di qualcosa che non le aveva mai interessate prima e che non fa parte di un progetto scolastico (dove almeno sarebbe stato più sensato vederle tutte insieme)? Mah.

Per non parlare poi della serie Teach2bWitch (titolo che non sono sicura sarei stata in grado di capire se nel 2008 avessi avuto meno dei miei 14 anni). Come ho accennato più su, il fratellino di Will mostra di possedere poteri magici non ben identificati e si scopre che non è l’unico in città, ma ci sono molti altri “magici” in circolazione (la cosa si poteva già intuire nella sesta serie Ragorlang con la nemica Tecla Ibsen, un’umana capace di emanare entità oscure).

E qui ritorna la domanda fatta più su: perché proprio le Witch? Se nemmeno avevano poteri e nella loro città invece era pieno di gente con evidenti caratteristiche magiche, perché scegliere cinque ragazzine sprovvedute? Questo fa dunque sì che le Witch perdano anche la loro esclusiva sulla magia. Ma oltre al danno, la beffa: viene loro imposto di insegnare agli altri detentori di poteri come gestirli al meglio. Good job, Kandrakar.

teach 2b witch van
Oltre a mille altri cliché, ovviamente non poteva mancare la scuola di magia. Su una sottospecie di autobus multidimensionale. Rosa.

Proseguiamo ora con le pagine della rivista.

Man mano che questa cresceva, venne arricchita di contenuti, come lettere e disegni delle lettrici, la “Witchissima del mese” (che non ho mai capito con che criterio venisse selezionata), test e così via.

Quei test. Se magari all’inizio consistevano in qualcosa del tipo “quale sarebbe il tuo potere?” o “A chi somigli di più tra le Witch?”, le cose iniziano a farsi strane, se non ridicole, quando questi titolano “Cosa dice la tua bocca?” o “Di che insalata sei?” (VE LO GIURO), oltre ovviamente ai classici test dedicati al “tipo ideale”, “l’appuntamento ideale” eccetera eccetera. Meno male che non avevano voluto alzare il target. Certuni sembra vogliano dire che una ragazzina di, toh, undici anni debba già avere il fidanzatino o come minimo una cotta stratosferica, altrimenti che utilità avrebbero? Alcune domande poi erano semplicemente incomprensibili. Come certi risultati, poi.

Si proseguiva con “articoli” e interviste ai personaggi famosi del momento, magari gli stessi per più e più numeri (quante cavolo di volte ho rivisto i Sonohra in copertina ormai non lo so più), per poi finire inevitabilmente su pagine piene di consigli di moda e vestiti fuori dalla portata economica di chiunque (addirittura in un numero sono mostrati dei modelli disegnati da Armani, ARMANI ragazzi, con le Witch come modelle a cui sono ispirati).

IMG-20151130-WA0003
Mi spiegate il senso di questa domanda?
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Cosa vogliono dire gli aggettivi “smagata” e “sgamata” in questo contesto?
Witch by Armani
La moda di Armani. Alla portata di tutte le ragazzine!

Ma il culmine viene raggiunto con We.

Probabilmente perché il magazine principale non era sufficiente per tutte le boiate di cui sopra, ne venne creato uno correlato chiamato Welcome (wut), la cui mascotte era un cosetto peloso basato su un incrocio tra un procione e uno scoiattolo, fucsia e azzurro, di nome We. Farei spallucce e andrei avanti se questa fosse rimasta una cosa a sé. Purtroppo no. We viene inserito totalmente a random anche nella storyline delle Witch, confermando lo stereotipo secondo cui debba esserci una mascotte tenerina in ogni maledetto fumetto. Almeno avesse uno scopo. Invece non è in alcun modo utile alla trama, serve solo a creare casini.

We

Non dico nulla del finale, se non semplicemente che mi ha dato  una sorta di conferma del fatto che quasi sempre odio i finali aperti, senza nulla di veramente concluso e definitivo.

Del cartone animato non ne voglio proprio parlare. Sarò semplicemente diretta e schietta: la grafica fa schifo, la sigla fa schifo (e sapete? Una delle cantanti è Emma Marrone. Ah), il fatto che sia solo di due stagioni fa schifo. Punto.

E con questa dichiarazione lapidaria che non ammette discussioni, dichiaro concluso il papiro dedicato alle critiche su questo fumetto.

Sì, ho finito con le critiche. Quindi, se volete sapere cosa invece ho apprezzato di Witch nonostante tutti gli strafalcioni e la sua brutta evoluzione, vi invito a leggere la seconda parte di questo articolo., che pubblicherò prestissimo. Prometto che sarà più breve e meno polemica.

Grazie a chi a letto fino a qui! Fatemi sapere che ne pensate e se anche voi avete notato incongruenze e strafalcioni in questo fumetto!

A presto con la seconda parte!

 

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