MANGA REVIEW: Angel Sanctuary

Riprendiamo un po’ di attività, tanto per concludere bene l’anno 😀 spero abbiate passato un piacevole Natale!
Quest’oggi, vi parlo di Angel Sanctuary, manga col quale è iniziata la mia esperienza consapevole nel mondo fumettistico. Quest’opera mi fu prestata quando frequentavo il primo anno di liceo. È il primo manga che io abbia mai letto sapendo cosa tenevo tra le mani e vi sono molto affezionata, ma cercherò di essere oggettiva nel fare questa recensione.

Kaori Yuki comincia a pubblicare Angel Sanctuary (Tenshi Kinryouku in originale) nel 1995 ma la storia si proietta nel 1999, anno X per molti manga di genere “catastrofico”: in quell’anno sarebbe dovuto finire il mondo ma, come sempre, un eroe, un “messia”, lo salverà permettendoci di vedere il 2000.

Siamo dunque nella Tokyo di fine millennio e ci vengono presentati i due fratelli Mudō, Setsuna e Sara, entrambi liceali. I due sono molto legati sin da bambini ma Setsuna è tormentato dal desiderio carnale nei confronti della sorella. Sa che il suo è un desiderio sbagliato ma riesce appena a frenarsi e non sa che Sara prova i suoi stessi sentimenti.

La storia vera e propria prende avvio quando due demoni, Kurai e Arakune, si avvicinano a Setsuna e gli rivelano di essere la reincarnazione di un potente angelo decaduto femminile di nome Alexiel. Ella si era ribellata a Dio insieme ai demoni ma venne condannata ad un eterno ciclo di reincarnazioni, le quali avevano tutte lo stesso tragico destino di morte. Mentre Setsuna apprende la verità che lo riguarda, un individuo di nome Catan, che si scoprirà appartenere ai Cherubini, inizia a distribuire in giro un misterioso dischetto chiamato “Angel Sanctuary”, che ha la funzione di risucchiare l’energia di chi lo usa per liberare Rosiel, gemello di Alexiel e angelo più potente del Paradiso prima che si corrompesse, affinché questi ristabilisca l’ordine nel Paradiso ora in completa anarchia anche se dominato dall’angelo dispotico Sevoftarta.

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A sinistra Sakuya Kira, A destra il senpai Kato e al centro Setsuna Mudo.

Dopo che Sara rimane vittima di un angelo al servizio di Rosiel, Setsuna si troverà a dover combattere contro il suo presunto gemello, che è in cerca di vendetta poiché venne imprigionato nella terra dalla sorella. La coscienza di Alexiel si risveglia in Setsuna e per la rabbia questa distrugge mezza Tokyo, venendo fermata dall’apparizione di Adam Kadamon, un angelo dalle sei ali in grado di utilizzare la magia del tempo. I due fanno un patto: Adam Kadamon mantiene fermo il tempo per sei giorni consentendo a Setsuna di ritrovare l’anima di Sara all’Inferno ma Setsuna dovrà poi raggiungere l’Etenamenki, luogo dove vive Dio, per liberare Adam Kadamon dalla sua prigionia.

Così Setsuna partirà per un viaggio attraverso l’Inferno e il Paradiso, accompagnato da numerosi personaggi: i due demoni Kurai e Arakune; il suo senpai Sakuya Kira, la cui anima in realtà viveva all’interno della spada Nanatsusaya di Alexiel; il senpai Kato, morto a causa di Rosiel, e altri ancora che incontrerà nel corso della storia, scoprendo quanto in realtà il Paradiso sia più corrotto dell’Inferno.

Il manga è lungo ben 26 volumi e si presenta come un’opera shōjo fantasy dai tratti piuttosto dark.

I temi principali sono sì l’amore, come in un qualunque shōjo che si rispetti, ma anche la dannazione che da questo ne deriva poiché incestuoso, l’amicizia, la lotta fra il bene e il male, la natura della divinità e il nostro ruolo nel mondo.

In particolare, l’amore tra Setsuna e Sara è in bilico tra l’incondizionato, l’egoistico e il superficiale: si amano alla follia, tanto da non curarsi del fatto di essere fratelli di sangue e dell’opinione che la società ha di questo tipo di rapporti; entrambi pensano molto a se stessi, sembra che vivano per l’altro ma che lo cerchino per soddisfare se stessi in maniera del tutto egoistica e egocentrica (un episodio che lo dimostra è il tradimento di Sara nei confronti di Ril, piccolo angelo che la serve mentre la sua anima è prigioniera in uno dei piani del Paradiso) e ciò li rende incuranti e superficiali nei confronti di coloro che contano sulla forza di Setsuna in quanto reincarnazione di Alexiel.

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La splendida Alexiel, da cui ho preso il mio nickname su questo blog.

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Vi sono molti richiami alle credenze cristiane, ebraiche, buddhiste e addirittura riferimenti alle leggende nordiche: Alexiel è condannata a reincarnarsi, concetto presente nel pensiero buddhista; compaiono sugli sfondi brevi citazioni bibliche dell’Apocalisse, la fine del mondo viene chiamata Ragnarok, i cieli hanno tutti nomi che farete fatica a pronunciare; il luogo supremo dove si trovano l’Eden e Dio si chiama Atziluth; vi sono gli arcangeli Raphael, Michael, Gabriel (proposto col nome arabo Djibril, come nel Corano) e Uriel (mai nominato direttamente nelle scritture ma solo nel Libro di Enoch) e così via.

Il materiale proposto dunque non solo era molto vasto, viste le ricerche fatte dall’autrice, ma aveva anche un buon potenziale, soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi, i quali, muovendosi in simili ambienti, avrebbero potuto dimostrare le loro capacità appieno.

Purtroppo, il protagonista stesso è il primo a non essere esattamente un personaggio a tutto tondo. Setsuna ha il chiodo fisso di Sara, pensa solo a lei ed è sventato e incurante di coloro che lo circondano e questo spesso causerà grosse conseguenze. Imparerà poco dai propri errori e rimarrà testardo e convinto che il suo modo di fare sia quello più giusto. Inoltre è tormentato dal fatto che gli altri lo vedano solo come reincarnazione di Alexiel, angelo bellissimo e potentissimo, mentre lui è solo un umano, e questo lo spingerà spesso ad allontanare chi vuole aiutarlo.

Sara è un po’ più accorta del fratello all’inizio ma anch’ella commetterà sbagli che la cacceranno dei guai. Sono i personaggi secondari quelli più razionali e che faranno da guida al protagonista, un po’ come Virgilio con Dante (della cui Commedia vengono riprese le strutture dei mondi dell’aldilà e la suddivisione degli angeli), in particolare l’angelo Zafkiel e l’arcangelo Uriel.

Il migliore amico di Setsuna, Sakuya Kira, è un personaggio cupo ma interessante, esattamente come Belial, conosciuto anche come Cappellaio Matto per via della sua ambiguità (anche sessuale e la sua androginia credo sia un altro dettaglio che me lo fa piacere tantissimo!).

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Secondo voi è un uomo o una donna? 😉 scopritelo!
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Raphael e Michael

L’autrice inserisce davvero moltissimi personaggi, ognuno con una propria storia, e desidera talmente approfondirle tutte che spesso il lettore rischia di perdere il filo del discorso e di non saper associare i nomi con le persone, visto il passaggio repentino da una scena ad un’altra che si svolgono in luoghi diversi ma nello stesso momento. Io stessa ho fatto fatica a capire il perché di alcuni avvenimenti e l’ordine cronologico di questi.

Un’altra cosa che distoglie l’attenzione del lettore sono i dialoghi: altisonanti e lunghi poiché si cerca di dare in pochi baloons molte informazioni, che altrimenti non starebbero nelle pagine settimanali concesse all’autrice mentre pubblicava su rivista. Attraverso di essi, l’autrice ha cercato di trasmettere la solennità e la maestosità che possiedono i luoghi e alcuni dei personaggi stessi, che sia nel bene o nel male (penso a Belial ma anche a Sevoftarta, Rosiel o Alexiel, alla tana dei demoni o all’Etenamenki).

Ciò che fa riguadagnare punti al manga è il totale ribaltamento delle credenze su cui esso stesso è basato. Sulla Terra le religioni rappresentano gli angeli come belli, casti e puri ma la verità è ben diversa: sono corrotti, preda delle passioni e della brama di potere e soprattutto abbandonati a loro stessi, si può dire che siano esattamente come gli umani: imperfetti, facilmente corruttibili e peccatori. Dio non c’è, nessuno, tranne i pochissimi che avevano l’onore di presentarsi al suo cospetto, sa dove sia e questi non sembra nemmeno intenzionato a volersi curare dei propri figli.

Il disegno è elegante, dai tratti gothic per cui l’autrice è famosa, adatto alla storia e all’ambientazione e curato nei dettagli, soprattutto nel character design e negli sfondi, soprattutto quelli che rispecchiano la corruzione del Paradiso (luoghi in rovina, macerie, abitanti emaciati e feriti…). Come accade per tutti i manga, il tratto migliora man mano che si avanza con i volumi e si arricchisce di dettagli.

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COME CAVOLO SI FA.

Angel Sanctuary è il capolavoro della Yuki, nonostante possa sembrare di primo acchito un poutpurri messo insieme alla bell’e meglio. È certo che se si decide di leggerlo bisogna farlo con la consapevolezza di iniziare un manga che si discosta del tutto dalle ideologie religiose classiche e che, purtroppo, non ha approfondito del tutto alcuni aspetti dei personaggi di maggior rilievo. La storia comunque cattura, anche se non è proprio scorrevole e forse non è consigliabile per chi si avvicina al genere.

Rileggerlo a distanza d’anni mi ha fatto ricordare il mio ingresso nel mondo dei manga con piacere e ora sono contentissima di possederlo.

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