Fashion Week(end): Lolita fashion – Kodona

Eccoci con un nuovo sottogenere del Lolita, il Kodona!
Ve ne avevo già accennato nel primo articolo riguardo il Lolita, dunque non mi ripeterò ma lascerò parlare i due rappresentanti di questo stile che si sono prestati alla mia intervista: Shane e Victor! Quest’ultimo addirittura studia proprio moda, quindi abbiamo qui con noi un esperto, perché questo è un blog serio, non stiamo qui a pettinare giraffe u.u

Come descrivereste in poche parole la moda di Harajuku?
Shane: Harajuku è creatività. E’ esprimere se stessi senza paure e senza limiti.
Victor: Il più grande caleidoscopio della moda di tutti i tempi. Ci sono stili che attraversano passato, presente e futuro, colori ed emozioni, tutti in un unico concetto.

Che stile indossate e da quanto tempo?
Shane: Vesto Ouji (anche se in Occidente è più usato il termine “Kodona”). Dal momento che tendo a prediligere i colori scuri, direi che il mio stile si orienta verso il Gothic Kodona.  Ho deciso che volevo vestire Kodona nel 2012, e da quel momento ho iniziato a sperimentare outfit ed arricchire il mio guardaroba piano piano.
Victor: Il mio stile più frequente e più costruito è il Kodona, ovvero la versione maschile del Lolita. Lo vesto da circa 3 anni.

Disclaimer: le foto che mostrerò delle ragazze/dei ragazzi intervistate/i non mi appartengono, ma sono dei rispettivi fotografi. Se alcune foto senza logo sono di vostra proprietà, vi invito a contattarmi per mettere i vostri crediti.

Come avete scoperto la moda giapponese e in particolare il Kodona ? Perché lo avete scelto?
Shane: Ho scoperto la moda Harajuku partendo dallo stile Lolita. Conoscevo persone che la indossavano, in particolare Rika Liddell.
Adoravo lo stile Lolita, e le chiesi se per caso esisteva una “controparte maschile”. Mi parlò del Kodona e fu amore a prima vista. E’ semplicemente uno stile che ho sentito subito mio. Mi sentivo a mio agio indossandolo, e ovviamente amavo la sua estetica. Ho da sempre avuto una piccola “ossessione” per l’Epoca Vittoriana, e indossare abiti ispirati alla moda dell’epoca non poteva che rendermi felice.
Victor: Ho scoperto l’universo Harajuku 8 anni fa grazie a una canzone di Gwen Stefani, Harajuku Girls. Ero, e sono, suo grande fan e quando vado in fissa con qualcosa mi metto a fare approfondimenti e ricerche: così cercando sul web mi si è aperto questo nuovo mondo. Ho scoperto i vari stili, e in particolare mi sono innamorato del Lolita: grazie anche a questo ho trovato la mia vocazione come fashion designer, iniziando da lì a disegnare vestiti Lolita di ogni genere, così da allora ho continuato a disegnare vestiti. Mi piaceva molto quello stile, ma in quegli anni ero in una fase diversa, personalmente ero più sul punk anni 80, mi ispiravo molto a Madonna perché era stata un’icona di libertà e ribellione e volevo cambiare quello che ero sempre stato, timido, gentile, introverso e silenzioso. Volevo ribellarmi a questo lato di me che ha sempre avuto il predominio e ho cercato per un po’ (quasi 5 anni) di essere l’esatto opposto, ma non è servito a molto. Così ho deciso di accettarmi così come mi era più naturale essere, innatamente fine e posato -tiritera che mi son sentito dire sin da piccolo-, e lo stile Kodona si univa perfettamente al mio modo di essere.
Continua a leggere

Annunci

Fashion Week(end): Lolita fashion – Sweet Lolita

Eccoci per la terza volta sulla rubrica della moda giapponese!
Proseguiamo immediatamente con il prossimo sottogenere del Lolita, per il quale si sono prestate due ragazze come per la prima intervista 🙂
Questa volta trattiamo dello Sweet Lolita, un sottogenere molto più kawaii del Classic, ricolmo di cose carine come frutta (ciliegie, fragole), dolci (torte, cupcake, cioccolata) e animaletti (coniglietti, orsetti), il tutto spesso in colori che possano rispecchiare la dolcezza che scaturisce da questi temi: rosa, azzurro, bianco, mixati talvolta col marrone e il rosso e magari anche con motivi come i quadretti, qualche merletto e accessori quali fiocchetti, perle ecc. Ha di sicuro un’aria un po’ più infantile e “fiabesca”!

Disclaimer: le foto che mostrerò delle ragazze intervistate non mi appartengono, ma sono dei rispettivi fotografi. Se alcune foto senza logo sono di vostra proprietà, vi invito a contattarmi per mettere i vostri crediti.

Continua a leggere

GG – Gadget&Games: il Professor Layton VS Phoenix Wright-Ace Attorney

Per il mio compleanno ho ricevuto diversi regali, tutti bellissimi! Ringrazio infatti da subito coloro che hanno avuto un pensiero per me, sia facendomi un regalo che mandandomi gli auguri, l’ho apprezzato tanto!

Passata più di una settimana, ora sono qui a parlarvi di uno di questi regali, che mi ha tenuta attaccata al mio 3DS fino alla fine 😀

Sono una grande appassionata dei giochi del Professor Layton: è un personaggio carismatico e interessante sotto molti punti di vista e nei sei giochi della sua serie ho sempre trovato un piacevole passatempo. C’è azione, c’è mistero, ci sono gli enigmi da risolvere che mettono alla prova il giocatore, c’è sentimento e un’ottima resa grafica, per non parlare anche della colonna sonora, adattissima agli ambienti, che vanno dall’inglesissima Londra ai paesi misteriosi che Layton e il suo assistente Luke si trovano a visitare.

Quando ho finito l’ultimissimo gioco della serie, mi è rimasto un senso di vuoto che sono riuscita a colmare un po’ solo adesso, grazie al suddetto regalo di compleanno: il videogioco crossover tra Layton e Phoenix Wright!

Questi due personaggi, sviluppati da case produttrici diverse, si trovano quindi insieme in una nuova storia in cui si potranno portare avanti sia gli enigmi, sia i processi svolti dall’avvocato difensore Wright, come se i rispettivi giochi fossero davvero uniti in uno solo.

Tumblr_noczf5o5NA1tpkngio1_500
Sembra che Phoenix voglia darmi ragione puntando quel dito ahahah

Tra l’altro sono stati uniti alla perfezione: entrambi hanno egual spazio e le azioni di questi due personaggi sono utili per arrivare pian piano alla risoluzione della storia.

Sono quindi rimasta piacevolmente colpita sia dall’inserimento di Phoenix e della sua assistente Maya, per niente forzato e anzi, di grande aiuto, sia di ritrovare il mio amato Professore e i suoi enigmi.

Questa volta la storia inizia con la fuga di due giovani, Sebastian Fate e Luna Minstrel. Non si capisce da cosa stiano fuggendo ma di sicuro è pericoloso. Luna riesce a scappare e raggiungere il professor Layton nel suo alloggio per consegnargli la lettera di Sebastian in cui il ragazzo chiede l’aiuto del professore per proteggere quella ragazza. Ma Luna viene rapita da ciò che la stava inseguendo, apparentemente una strega, quindi il professor Layton e Luke decidono di salvarla e capire chi la sta inseguendo e perché.

Continua a leggere

Fashion Week(end): Lolita Fashion – Gothic Lolita

 

Eccoci di nuovo con il secondo appuntamento per questa serie di interviste sulla moda giapponese! Sono contenta che la prima intervista doppia sia stata apprezzata e spero che andando avanti sia sempre meglio, perché le ragazze che mi hanno aiutata sono tutte molto in gamba a modo loro!
Se non volete perdervi nessun aggiornamento, come al solito vi ricordo la pagina Facebook del blog, Kotodama and Tea Time 🙂

gothic lolita 3Quest’oggi si parla di Gothic Lolita che, come già vi ho mostrato nell’articolo precedente, nasce anche grazie ad artisti come Mana dei Mois Dix Mois e viene spesso rappresentata anche nei manga (basti pensare ad alcuni personaggi tipo Misato in NANA, Misa Amane in Death Note ecc.).
Diversamente dal Classic, molto più facile da portare anche nel quotidiano, il Gothic ha toni più dark, con colori scuri e accessori ispirati fortemente dalla moda vittoriana (cappellini a cilindro, retine, parasoli, guanti, cuffiette…).

Per questa intervista si è prestata la gentilissima Grazia, moglie e mamma di un bimbo, che ci dimostrerà che si può seguire una passione sempre e comunque, basta volerlo 😀

Disclaimer: le foto che mostrerò delle ragazze intervistate non mi appartengono, ma sono dei rispettivi fotografi. Se alcune foto senza logo sono di vostra proprietà, vi invito a contattarmi per mettere i vostri crediti.

Continua a leggere

HOME CINEMA: Hotarubi no mori e

Ogni tanto riesco a trovare il tempo di guardare qualcosa, di tempo ne avevo poco quindi ecco che la mia scelta è ricaduta su Hotarubi no mori e.

Ok, parliamo innanzitutto del fatto che questo mediometraggio di 45 minuti mi è stato suggerito da quella che si suppone debba essere la mia migliore amica. Dunque colei che dovrebbe volere solo la mia felicità. E invece no. Perché dopo la visione di Hotarubi no Mori e (letteralmente “Verso la foresta della luce delle lucciole”) tutto ho provato meno che la felicità.

La mia suddetta amica ha dovuto sorbirsi la mia frustrazione tramite Whatsapp, adesso tocca a voi.

La Brain’s Base è la casa di produzione di questo breve film d’animazione tratto da un manga dell’autrice Yuki Midorikawa. Il tankobon originale include quattro one-shot, ognuna dedicata ad una stagione, nel caso di Hotarubi l’estate.

La protagonista è una bambina di nome Hotaru, che ogni estate va a stare dagli zii in un villaggio di montagna. La Montagna del Dio, vicino cui sorge il villaggio, è un luogo pericoloso in cui nessuno degli abitanti osa addentrarsi. Ma le dicerie e superstizioni non sono sufficienti per fermare la curiosità di un bambino e Hotaru un giorno decide di avventurarsi ed esplorare la foresta, perdendovisi. Per la stanchezza e la disperazione, inizia a piangere, attirando così uno yōkai (uno spirito) di nome Gin. Gin ha aspetto umano ma porta sul viso una maschera di volpe e mette da subito in guardia Hotaru sulla maledizione che pende su di lui: se verrà toccato da un umano, scomparirà. Tra i due nascerà una particolare amicizia che continuerà anche col passare degli anni e la crescita di Hotaru, finché entrambi inizieranno a provare qualcosa l’uno per l’altra.

Ed è qui che adesso vi voglio.

Continua a leggere

Fashion Week(end): Lolita fashion – Classic Lolita

Dunque eccomi di nuovo sull’angolo della moda giapponese! Dopo la Fashion Walk a cui partecipai l’anno scorso come osservatrice, ho avuto modo di stringere qualche contatto con alcune delle ragazze presenti e di mantenere viva la mia curiosità riguardo la moda del quartiere di Harajuku a Tokyo. Perciò ho deciso di ampliare il discorso, non potendo essere sempre presente a questi eventi, con questa serie di approfondimenti riguardanti i singoli stili e, per quanto mi è possibile, di accompagnarli con le testimonianze di questi ragazzi per capire come il fenomeno della Harajuku Fashion si sia diffuso in Italia, dal Nord al Sud, e soprattutto per dimostrare che una passione può essere sempre seguita, non importa cosa il mondo circostante pensi di noi.
Pensavo da molto di cominciare questo progetto e ora sono felice di poter finalmente dare il via a questa serie di interviste raccolte apposta per voi!
La moda giapponese è qualcosa di speciale: è caotica e allo stesso tempo canonizzata, kawaii ma stravagante, coloratissima e semplicemente fuori dagli schemi. Per questo mi sono rimboccata le maniche e ho contattato più persone possibile per tirar fuori qualcosa di buono per questa rubrica!
Gli obbiettivi di queste interviste, per me, sono essenzialmente tre:
1) mostrare come vengano reinterpretati questi stili dai ragazzi italiani: la moda non è solo ciò che fa tendenza, ma anche qualcosa di personale e quello che volevo raccontare erano le esperienze dirette di ragazzi pressoché della mia età;
2) dare una guida a chi volesse iniziare a cimentarsi in uno stile particolare o semplicemente trarre ispirazione da chi ne sa di più. Grazie a queste interviste, un novellino può subito scoprire siti online dove comprare e gruppi fb dove chiedere consiglio e in cui si organizzano eventi, così da fare anche nuove amicizie!
3) far capire a tutti coloro che vorrebbero far qualcosa ma non la fanno per paura dei giudizi altrui che non devono lasciarsi frenare da niente e da nessuno. Se la moda, o qualunque altra cosa, è il vostro modo di esprimervi al meglio, allora seguitela e siate voi stessi, sempre.

Cercherò di dare una cadenza settimanale o bisettimanale, sempre nel weekend, finché ci sarà modo di parlare di queste mode colorate all’insegna del kawaii 🙂

Oggi comincio subito con uno degli stili più comuni e amati, il Lolita.

Lo stile Lolita è una moda ispirata all’estetica Rococò e Vittoriana e nacque circa negli anni ’80, quando iniziarono le prime vendite di capi d’abbigliamento oggi considerati Lolita.

 

 

Mana-sama-moi-dix-mois
Ora  questa moda è diffusa in Giappone anche grazie all’influenza di artisti come Mana, chitarrista dei Malice Mizer e dei Moi Dix Mois, il quale ha anche creato il proprio brand, Moi-Meme-Moitié.

Il fenomeno si è ampliato in vari sottogeneri, i quali seguono tutti più o meno il principio dell’essere eleganti e carine, invece che sexy e provocanti (dunque in forte contrapposizione con quanto il termine Lolita evoca ai più, cioè il personaggio del libro omonimo di Nabokov), e addirittura può diventare una sorta di filosofia di vita, votata alla bellezza e ad attività femminili “d’altri tempi”.

Continua a leggere