HOME CINEMA: Jiro e l’arte del sushi

Sono sempre stata convinta del fatto che mangiare sia una delle cose più belle di questo mondo. Da profana che non sa nulla di cucina, semplicemente mi piace godere della fortuna che ho di poter mangiare molti cibi diversi, anche “esotici” e che non appartengono alla tradizione culinaria italiana.

Così come in Italia, anche in Giappone ci sono tradizioni dure a morire, fortunatamente, e una di queste è l’arte del sushi. Ho deciso di guardare un documentario dedicato su Netflix al posto del solito film e sono rimasta molto colpita dalla filosofia dietro la produzione di questo piatto, quindi mi sembrava valesse la pena condividere con voi le mie impressioni.

images
Jiro Ono, shokunin

Il documentario ci parla del lavoro svolto da Jiro, un signore di ben 85 anni, con borse sotto gli occhi talmente evidenti da poterci portare la spesa, che possiede un piccolo ristorante a Ginza, il Sukiyabashi, specializzato esclusivamente in sushi. Il suo locale è davvero piccolo, molto piccolo, infatti può ospitare solo dieci coperti, ma l’arte del sushi in esso praticata è grande, tanto da esser meritevole delle rinomate tre stelle Michelin. Il locale di Jiro ci viene introdotto anche grazie all’aiuto di Yamamoto, un critico gastronomico che ci fa sapere di aver mangiato in ogni ristorante di Tokyo, dichiarando che quello di Jiro è di gran lunga il migliore. E non stento a crederlo, vedendo ciò che fa ogni giorno per il suo locale.

Continua a leggere

Annunci

HOME CINEMA: La storia della principessa splendente

Quando ricordo questa vita
La gioia che ho provato quando ti ho toccato è stata molto, molto profonda,
ed è filtrata in ogni angolo e in ogni piega di questo corpo.
Anche se sono lontana e non capisco più nulla,
perfino quando arriverà il momento in cui questa vita avrà fine.
Tutto ciò che c’è ora è tutto il mio passato, ne sono certa.
Ci incontreremo ancora, in qualche luogo pieno di nostalgia.

Lo Studio Ghibli non è solo Miyazaki e questo film d’animazione ne è la dimostrazione, poiché è stato diretto da Isao Takahata, dopo un lungo ritiro dal suo ultimo lavoro di regia. Non conosco questo regista e altri suoi lavori, ma questo lungometraggio mi è piaciuto moltissimo per come è riuscito a trasmettere le emozioni che doveva comunicare anche l’opera da cui è stato tratto.

2FF_LSDPS_STRILLO_GHIBLI_2-page-001La storia della principessa splendente è infatti basato sul Taketori monogatari, “Storia di un tagliatore di bambù”. Il monogatari è un genere letterario giapponese caratterizzato dai suoi contenuti prettamente fantastici e immaginari, insomma un racconto di fiction e non realistico e per questo considerato per lungo tempo di bassa lega. Tuttavia, dal X secolo, si diffusero moltissimo e il Taketori fu uno di questi, seguito poi per esempio dal più emblematico del genere, ovvero il Genji monogatari.

È quindi, a mio parere, necessario sapere quali erano i temi e i contenuti tipici del monogatari e del periodo in cui si diffusero, per poter così comprendere anche il film stesso, che porta con sé tutti gli elementi dell’opera letteraria.

Continua a leggere

Fashion Week(end): Decora

Eccoci all’ultima intervista di questa lunga serie che ha accompagnato il blog per qualche mese. Sono contentissima del risultato, innanzitutto perché tutti coloro che ho contattato hanno deciso di aiutarmi e hanno accettato le mie richieste. Inoltre hanno risposto in maniera molto esauriente e io ho imparato un sacco di cose, spero anche voi lettori! Sono stata fortunata a trovare rappresentanti per ogni stile che mi ero prefissata di approfondire e chissà, magari per qualcuno questi post potranno essere un’ottima guida di partenza per cominciare a vestire queste mode così particolari ma bellissime a modo loro. Personalmente, mi è venuta tantissima voglia di provare il Classic Lolita, il Mori kei e il Decora, di cui parliamo oggi insieme alla super kawaii Ilaria!

Il Decora è uno stile che è ancora possibile vedere per le strade di Harajuku, pur essendo nato negli anni ’90/primi anni 2000. Ciò che lo contraddistingue sono le decorazioni, da cui viene il nome stesso di questo stile, e la regola è: più ce n’è, meglio è! Si possono indossare tantissime mollette tra i capelli tinti di colori stravaganti (o parrucche), bracciali che coprono interamente i polsi, spille, pendenti, brillantini, berretti, motivi con stelle, strisce, animali e cose kawaii, il tutto in un tripudio di colori!

Sembra molto facile vero? E invece potreste risultare ridicoli se non saprete abbinare vestiti e accessori secondo un buon criterio! Continuate a leggere per saperne di più 😀

decora 2

decora 3
Questa è Haruka Kurebayashi, modella di maggior riferimento per lo stile decora insieme al suo amico Junnyan, organizzatore della Fashion Walk di Harajuku!

Disclaimer: le foto che mostrerò delle ragazze/dei ragazzi intervistate/i non mi appartengono, ma sono dei rispettivi fotografi. Se alcune foto senza logo sono di vostra proprietà, vi invito a contattarmi per mettere i vostri crediti.

Continua a leggere