HOME CINEMA: La storia della principessa splendente

Quando ricordo questa vita
La gioia che ho provato quando ti ho toccato è stata molto, molto profonda,
ed è filtrata in ogni angolo e in ogni piega di questo corpo.
Anche se sono lontana e non capisco più nulla,
perfino quando arriverà il momento in cui questa vita avrà fine.
Tutto ciò che c’è ora è tutto il mio passato, ne sono certa.
Ci incontreremo ancora, in qualche luogo pieno di nostalgia.

Lo Studio Ghibli non è solo Miyazaki e questo film d’animazione ne è la dimostrazione, poiché è stato diretto da Isao Takahata, dopo un lungo ritiro dal suo ultimo lavoro di regia. Non conosco questo regista e altri suoi lavori, ma questo lungometraggio mi è piaciuto moltissimo per come è riuscito a trasmettere le emozioni che doveva comunicare anche l’opera da cui è stato tratto.

2FF_LSDPS_STRILLO_GHIBLI_2-page-001La storia della principessa splendente è infatti basato sul Taketori monogatari, “Storia di un tagliatore di bambù”. Il monogatari è un genere letterario giapponese caratterizzato dai suoi contenuti prettamente fantastici e immaginari, insomma un racconto di fiction e non realistico e per questo considerato per lungo tempo di bassa lega. Tuttavia, dal X secolo, si diffusero moltissimo e il Taketori fu uno di questi, seguito poi per esempio dal più emblematico del genere, ovvero il Genji monogatari.

È quindi, a mio parere, necessario sapere quali erano i temi e i contenuti tipici del monogatari e del periodo in cui si diffusero, per poter così comprendere anche il film stesso, che porta con sé tutti gli elementi dell’opera letteraria.

È col tagliatore di bambù che inizia la nostra storia. Il vecchio sta tagliando alcuni bambù quando in uno stelo luminoso trova una bambina delle dimensioni di un pollice, che decide di portare a casa. Non appena la mostra alla moglie, la bambina assume le dimensioni di un neonato e i due anziani decidono di crescerla come fosse figlia loro e le danno il nome di Kaguya-hime (Principessa Splendente appunto). Kaguya-hime continua a crescere velocemente ma nessuno si porrà mai domande a riguardo e così la sua vita prosegue in mezzo alle montagne, giocando coi bambini del villaggio e aiutando il tagliatore di bambù nella foresta. Da quando però c’è lei, il vecchio trova pepite d’oro e vesti pregiate negli steli di bambù, così interpreta questi fatti come un segno del Cielo, che vuole che il vecchio e la moglie si prendano cura al meglio di Kaguya-hime. La famigliola quindi si trasferisce nella capitale e Kaguya è quindi costretta ad abbandonare gli amici e la montagna che tanto ama per iniziare una vita nel lusso, iniziando a prendere lezioni di musica, calligrafia e educazione da dama Sagami. La sua bellezza e la sua leggiadria diventano tanto famose da giungere all’orecchio di cinque ricchi pretendenti e, in seguito, addirittura l’imperatore. Kaguya-hime però non vuole sposarsi e appartenere a nessuno, così impone cinque prove impossibili da far superare per ottenere la sua mano, che i pretendenti falliranno miseramente. L’imperatore invece è più testardo, ma Kaguya non cede nemmeno a lui, iniziando intanto a sentirsi sempre meno adatta a quella vita d’alta società che la costringe a fare cose che non vuole, lontano da un mondo che invece amava. Per questo si rivolge spesso alla luna sospirando e autocompatendosi, finché comprende la propria natura sovrannaturale: Kaguya-hime viene proprio dalla luna e presto i suoi abitanti verranno a prenderla per riportarla a casa.

Il finale è purtroppo triste, perché sarà inevitabile il ritorno di Kaguya sulla luna. E devo rivelarvelo per potervi spiegare ciò che ne deriva.
Kaguya, pur non volendo separarsi dai genitori e da Sutemaru, l’uomo che solo alla fine si rende conto di aver amato, indosserà una veste che le farà dimenticare ogni esperienza avuta nel mondo terreno. Non accade lo stesso per coloro che l’hanno conosciuta, che continueranno a ricordarsi di lei provando un sentimento di malinconia, che proverà anche Kaguya ma che per lei sarà inspiegabile. Questo è detto mono no aware: un concetto giapponese che esprime la consapevolezza di quanto tutte le cose siano precarie e immanenti e il rammarico che consegue da questa consapevolezza. Coloro che hanno conosciuto Kaguya e Kaguya stessa non hanno potuto impedire che lei tornasse al regno della Luna. Kaguya si rende conto solo all’ultimo che forse avrebbe trovato la felicità se fosse rimasta sulla montagna con gli altri bambini.

la-principessa-splendente
Kaguya-hime appena nata è una Pollicina *^*

Il film si discosta davvero poco dall’opera originale. Per esempio non è presente il “fratellone” Sutemaru e l’imperatore riceve dei lasciti da Kaguya, dopo il suo ritorno sulla luna: una lunga lettera e un elisir di lunga vita, che egli porterà a bruciare nel vulcano del Monte Fuji (si dice tradizionalmente che sia per questo che dal monte salivano ancora volute di fumo, all’epoca molto più attivo).

Tutto viene espresso tramite disegni stupendi. Il tratto che delinea le persone è semplice, quasi abbozzato e con pochi dettagli, che vengono riservati per dar risalto alla bellezza dei paesaggi naturali, che sembrano dei quadri ad acquerello o ad olio, tanto sono belli e delicati nei colori. Esprimono pienamente quella fine eleganza a cui tutti ormai associano il Giappone ed esaltano ambienti incontaminati e dall’atmosfera poetica, sia quando si tratta della montagna con i suoi alberi e i suoi colli, sia parlando invece del piccolo giardino che Kaguya crea sul retro della sua nuova casa nella capitale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

I personaggi comunque, anche nella loro semplicità, sono espressivi, in particolare ovviamente Kaguya, di cui potremo percepire ogni stato d’animo: le sue risa e il suo dolore saranno rappresentati in una maniera talmente incisiva da far venire la pelle d’oca e il tutto è accompagnato da silenzi significativi o dalle musiche del maestro Joe Hisaishi, che renderanno uniche queste scene cariche di emotività.

Proprio questo mi è piaciuto più di tutto: Kaguya è al centro della storia e per questo, secondo me, si è scelto di dare il titolo alternativo del Taketori monogatari al film. E poiché di lei si parla, ho amato vederla crescere e provare sentimenti come una normale ragazza della società di periodo Heian, con una sua psicologia approfondita, al contrario di come sarebbe nella sua vera natura, probabilmente indifferente alle cose terrene come i suoi simili.

L’unica cosa che non ho apprezzato, in generale, è stata la scelta di tradurre il nome di Kaguya-hime nella versione doppiata. In italiano purtroppo rende malissimo, secondo me. Avendo mantenuto un registro stilistico leggermente antiquato per i dialoghi (ma d’altronde parliamo dello Studio Ghibli, con traduzioni e adattamenti spesso discutibili), suppongo anche per rendere coerente l’ambientazione storica in cui si utilizzava un giapponese arcaico, la scelta può anche essere comprensibile e il nome proprio può essere considerato semplicemente un appellativo alla stregua di “sua maestà”, ma io avrei preferito conservare il nome originale.

download
Da piccolina è tenerissima!

I disegni, comunque, mi hanno davvero lasciata estasiata e mi hanno fatto realizzare nuovamente che non servono la CGI o altre grandi tecniche video per produrre qualcosa che possa colpirti nel profondo. Trovo che siano riusciti a dare al film una connotazione romantica molto piacevole da guardare e sentire, anche per chi non conosce la storia originale di Kaguya-hime, senza stravolgerne i contenuti originali.

Se vi siete perlomeno incuriositi, vi consiglio caldamente la visione, sia per apprendere qualcosa in più sulla cultura giapponese, molto legata alla figura di Kaguya (tanto che la si trova come personaggio anche in prodotti e contesti più pop come anime e videogiochi), sia per godere di un fantastico prodotto dell’animazione giapponese come pochi ce ne sono adesso e che penso avrebbe potuto anche meritare l’Oscar per l’animazione per cui era stato nominato nel 2015 (vinto da Big Hero 6. Sì, penso lo meriti di più La storia della principessa splendente).

Detto questo, vi lascio la canzone a mio parere più bella del film, Inochi no Kyoku (di cui vi ho riportato all’inizio di questo post alcune parole) e ci vediamo alla prossima!

Annunci

2 thoughts on “HOME CINEMA: La storia della principessa splendente

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...