CULTURE CLUB: Giochi tradizionali giapponesi

L’estate sta finendo! (cit.) E io finalmente riesco di nuovo a scrivere qualcosa qui dopo.. boh, secoli? Sono in pieno rush finale per gli esami, ma non resistevo più e volevo scrivere qualcosa! Spero di riuscire a metter su qualcos’altro  anche durante quei giorni di fuoco, perché il blog mi manca troppo T^T

Oggi mi piacerebbe parlarvi di una serie di giochi tradizionali che delle volte vengono anche rappresentati su stampe o addirittura fumetti.

Comincerei subito da giochi che a qualcuno di voi sono sicuramente familiari: il Go, lo Shogi e il Mah Jong.

Il Go e il Mah Jong hanno avuto origine in Cina, con cui il Giappone ha avuto molti rapporti diplomatici e commerciali, mentre lo Shogi è giapponese al 100%.

go

Il Go viene giocato da due avversari che posizionano pedine tonde, dette pietre, rispettivamente nere e bianche, sulla griglia disegnata sul tavolo da gioco, detto goban. Ci sono diversi tipi di goban, per permettere anche ai principianti di allenarsi su un goban più facile, ma per le partite tra giocatori professionisti si usa un goban con griglia 19×19. Le pietre vengono posizionate sui punti d’incrocio della griglia e l’obiettivo è quello di conquistare un territorio che impedisca all’avversario di espandere il proprio catturando le nostre pietre. Poiché le pietre dell’avversario si catturano circondandole con le proprie, la difficoltà strategica sta proprio nel sapere giocare in maniera equilibrata le proprie pietre: metterle vicine tra loro riduce il rischio di cattura, ma cercare di allargarsi mettendole lontane permette di creare un territorio più vasto. Il gioco quindi va avanti finché entrambi i giocatori passano il turno, decretando di non poter espandere il proprio territorio o diminuire quello avversario.

Anche nel Go, come nelle arti marziali per esempio, vi sono dei gradi di bravura detti kyu e dan. Inoltre su questo gioco sono nati proverbi di carattere generale e strategico (per esempio sulle risposte a determinate mosse avversarie) ed è stato trattato anche in ambito artistico: in letteratura troviamo per esempio l’opera Il maestro di Go di Kawabata Yasunari; in ambito manga invece c’è Hikaru no Go, che è stato seguito da una maestra di questo gioco e infatti contiene davvero molte spiegazioni tecniche; e molto altro ancora, in scene di film, serie tv e romanzi.

mahjong

Il Mah Jong è un gioco invece per quattro giocatori, che devono creare combinazioni di tessere e rimuoverle dal gioco per fare punti. Le tessere possono rappresentare i numeri in forma di cerchi, canne di bambù o coi loro caratteri, i kanji delle quattro direzioni (nord, sud, est e ovest), i cosiddetti draghi rosso, verde e bianco, i fiori e le stagioni.

Ogni Paese ha sviluppato le proprie regole, quindi se vi incuriosisce il gioco potete trovare le regole italiane online e anche siti di gioco online internazionali, che hanno regole basate su quelle cinesi tradizionali.

Io ho conosciuto questo gioco tramite il videogame per la playstation 1 di Mulan ahah ma l’ho ritrovato anche in seguito in NANA, con i componenti dei BLAST  a giocarci insieme!

nana mahjong

Lo Shogi si gioca, come per i nostri scacchi, su una scacchiera apposita, 9×9, detta shogiban. L’obiettivo è fare scaccomatto al Re avversario ma, come vi spiego di seguito, le pedine e le regole sono decisamente diverse.
Insieme al Re ci sono due Generali d’Oro e due d’Argento, due Cavalli, due Lance, un Alfiere, una Torre e nove Pedoni. Come vedete, non esiste Regina, inoltre i pezzi saranno disposti su tre file diverse.

shogi

Oltre ad avere ciascuno il proprio movimento caratteristico, ogni pezzo, tranne il Re e il Generale Oro, può essere “promosso”, cioè capovolgersi rivelando il carattere speciale di promozione e modificando così il proprio movimento, finché non viene mangiato e rimosso dalla scacchiera.

shikamaru shogi

Infine, esiste anche il “paracadutaggio”, ovvero il giocatore può mettere dalla propria parte del campo uno dei pezzi rimossi dell’avversario e usarlo come se fosse suo!

Sicuramente qualcuno di voi avrà visto giocare a Shogi Shikamaru di Naruto!

Abbiamo, tra gli altri che hanno preso piede anche nel resto del mondo, anche la kendama, che forse avrete visto anche in qualche negozio di giocattoli.

kendama

Consiste in un pezzo di legno conico su cui bisogna riuscire a posizionare la sfera collegata ad esso da una cordicella. Sembra facile, eh? Invece è un gioco che si è sviluppato in maniera piuttosto variegata, con diverse tecniche e movimenti. Ci sono ben cinque impugnature di base che si deve saper padroneggiare, insieme a una posizione del corpo adeguata, e si può diventare così bravi da partecipare a delle gare come per un vero e proprio sport competitivo! Potremmo paragonarlo al nostro yo-yo, poiché anche con la Kendama si possono fare vari trick d’esibizione.

Ma ora passiamo a giochi meno strategici e impegnativi e più semplicemente d’intrattenimento e svago!

Innanzitutto esistono i karuta, cioè giochi di carte tradizionali, spesso rivolti ai bambini ma a cui possono giocare anche gli adulti. Uno dei più popolari è l’Uta karuta, che consiste nell’accoppiare due parti di poesia (uta appunto) scritte su due carte diverse. Le poesie inserite in questo gioco vengono da un’antologia chiamata Hyakunin isshu e hanno temi che vanno dall’amore alle stagioni. Più o meno lo stesso, ma in modo più strategico, avviene nell’Hana karuta, che ha per tema proprio le stagioni e i fiori e gli uccelli che le caratterizzano (temi davvero cari alla tradizione giapponese, poiché li si trova in molte opere d’arte ed era molto importante che queste venissero esposte nel periodo adatto).

uta karuta
Uta karuta
hana karuta
Hana karuta

koi koi

Ci sono poi delle carte particolari chiamate Hanafuda e raffiguranti dei fiori con cui si gioca a Koi Koi. Il Koi Koi si gioca in due e i giocatori stabiliscono insieme quanto far durare la partita, di solito si gioca fino al completamento dell’anno, in modo da giocare ogni fiore assegnato ad un mese.

Il giocatore svolge il suo turno in due fasi: tra le otto carte che tiene in mano può posarne una insieme alle otto in tavola, oppure usarla per prendere una di quelle già sul tavolo, secondo specifiche combinazioni.

Perfino questo gioco è stato incluso in alcuni media, come nel film d’animazione Summer Wars, dove viene giocato da tutta la famiglia della protagonista, e di nuovo in Naruto: la squadra di Shikamaru, Ino e Choji viene anche chiamata Ino-Shika-Cho, che è una combinazione di punti nel Koi Koi!

ino_shika_cho

menko batmanAnche il Menko è un gioco di carte. Ognuno possiede il proprio mazzo, poiché esse possono raffigurare diverse cose: eroi di manga o anime, samurai o famosi sportivi ecc. dato che erano già popolari in periodo Edo (dal 1603 fin oltre la metà del 1800).

Queste carte immagino siano abbastanza spesse e pesanti da poter essere ribaltate dal peso di un’altra. Infatti il gioco consiste nel spargere le proprie carte per terra, mentre l’avversario, in piedi, lascerà cadere una alla volta le proprie tentando di girare le nostre. menkoSe ci riesce si aggiudica le carte ribaltate e riprende la propria.

Tra i vari giocattoli con cui i bimbi giapponesi
potevano divertirsi ci sono il Koma e il Taketonbo.

Il Koma non è altro che un trottola di legno con un peso interno che le conferisce l’equilibrio per girare. Si provava a farlo girare il più possibile sul palmo della mano oppure si giocava a Bei-goma, che ha come obiettivo semplicemente di riuscire a far girare di più la propria trottola rispetto a quelle degli amici. Bey Blade insegna, no?

Vintage Wooden Top
Vi ricordano niente? XD

taketombo-1

Mentre il Taketonbo è invece un gioco composto da uno stecchino e un pezzo a elica. Viene chiamato “Libellula di bambù”, perché costruito con questo legno e lo si fa volare come fosse un’elica di un elicottero.

Tra i giochi all’aperto abbiamo il classico hanetsuki: una specie di badminton, con racchettoni in legno decorati (hagoita) e palline volanti colorate. Si può giocare in due passandosi la pallina con la hagoita oppure da soli facendola rimbalzare la pallina il più possibile sulla propria hagoita.

hanetsuki-1
Le ragazze ci giocano spesso a Capodanno e pare che più a lungo si tiene in aria la pallina-volano più si sarà protetti dalle zanzare nell’anno a venire xD
hane_main
I volani colorati sono chiamati hane e una volta i bambini li sostituivano con le ciliegie! Chi lo fa cadere, come penitenza veniva macchiato d’inchiostro sul viso lol
kamifusen.jpg
Sono carini anche per decorare la stanza!

Poi c’è il Kamifusen: un palloncino di carta da gonfiare e cercare di mantenere in aria gonfio. Ce ne sono con colori e decorazioni diverse, come per esempio quelli a forma di animale o di frutta, e si trovano spesso in celebrazioni tradizionali come i matsuri.

C’è anche la versione giapponese del nostro “Orologio di Milano/Un Due Tre Stella”, un po’ più avanzata, chiamato Darumasan ga koronda. Letteralmente vuol dire “La bambola daruma è caduta”. Chi sta sotto dice la frase darumasan ga koronda, mentre gli altri cercano di avvicinarglisi. Quando egli si gira, tutti devono immobilizzarsi e se vede qualcuno muoversi, questa persona viene “catturata” e dovrà tenersi per mano con lui. Quando finalmente qualcuno tocca la schiena di chi sta sotto, questi può liberare dalla stretta di mano i prigionieri e poi tutti si allontanano dal “daruma”. Questo può allora dire “tomare!” (lo so, può suonare come un insulto per noi ahahah ma significa stop) e se riesce a toccare qualcuno dei fuggitivi raggiungendolo in massimo tre passi, i due si scambiano di ruolo.darumasan hostclub

Questo gioco compare in Ouran Koukou Host Club!

Come giochetti da fare in casa invece ci sono il Fukuwarai e la Linea Yamanote.

Il Fukuwarai consiste nel rimettere a posto i connotati di un viso disegnati su dei foglietti di carta, ma da bendati! Credo sia divertente se si hanno a disposizione diversi tipi di elementi facciali da riposizionare, specie se disegnati da persone diverse.

fukuwarai
I visi e le loro caratteristiche sono sempre disegnati in maniera grottesca e caricaturale xD

La Linea Yamanote penso si possa quasi paragonare al nostro telefono senza fili. È un gioco di parole che consiste nello stabilire una categoria, un argomento e dire a turno una parola che si colleghi ad esso. Per esempio: la categoria scelta sono i fiori e uno per volta si dicono nomi di fiori: orchidea, rosa, giglio, mimosa ecc. Il gioco si fa dunque sempre più difficile man mano che finiscono le parole da collegare, vuoi perché sono state dette quasi tutte o perché non ne conosciamo altre!

Infine, per concludere, non posso non includere in questa lunga lista gli Ozashiki Asobi, ovvero una sorta di drinking games che si svolgono durante gli ozashiki, gli incontri tra geiko e clienti nelle ochaya, sale da tè.

_storia-proibita-di-una-geisha-1344467402

Di recente sto leggendo la vera storia della geiko che ha ispirato il libro di Arthur Golden Memorie di una Geisha, Mineko Iwasaki (penso potrei recensirlo per voi, se lo riterrò opportuno). Così di punto in bianco mi sono ritrovata a guardare video su Youtube di qualche fortunato che ha potuto trascorrere del tempo con una o più geiko.

Oltre ai video di danza, che vi straconsiglio, ho trovato questo video dove viene spiegato dalla geiko più anziana un gioco che sono solite fare con i loro commensali dopo cena, chiamato Konpira Fune Fune. Questo gioco è accompagnato dall’omonima canzone cantata allo shamisen, una specie di liuto con tre corde.

Si gioca davanti a un tavolino con sopra una piccola ciotola ribaltata. I due commensali siedono uno di fronte all’altro e, partendo con le mani unite davanti a sé, a turno toccano la ciotola. Ogni tanto uno dei due può prendere in mano la ciotola e portarla all’altra mano, perciò l’altra persona, che sta per toccare quindi il tavolino vuoto, dovrà toccarlo chiudendo la mano a pugno. Colui che ha preso la ciotola può riposarla quando è di nuovo il suo momento di avvicinare la mano al tavolo oppure continuare a tenerla, per tendere così una trappola all’avversario. Si può trattenere la ciotola al massimo per tre tocchi consecutivi. Sembra divertente e le geiko e le maiko che ci giocano sembrano molto brave!

SONY DSC
SONY DSC

In un altro documentario invece hanno nominato il Tora Tora e ho trovato anche di questo dei video molto interessanti che lo spiegano. Anche questo gioco è accompagnato dalla sua canzone omonima allo shamisen ed è paragonabile a Carta Forbici Sasso (esistente anche in Giappone col nome Jan ken pon): si gioca in due, stando nascosti ai due lati di un paravento mentre si canta la canzone. Quando questa rallenta, indicandone la fine, i due giocatori si sporgono facendo il gesto scelto e così si vede chi vince. I gesti sono chiamati Tigre, Kato Kiyomasa (un feudatario del 1500 giapponese) e Signora anziana: la Signora anziana batte il samurai, che batte la Tigre, che batte la Signora anziana.

toratora

Da notare come in questo gioco si faccia riferimento al fatto che Kiyomasa combatté in Corea, dove si dice desse caccia alle tigri come passatempo, per portarle poi allo shogun Toyotomi Hideyoshi, credendo che la loro carne potesse migliorarne la salute.

Conoscevate alcuni di questi giochi? Ne conoscete altri? Ne esistono davvero molti e io vi ho fatto solo una selezione, potrei fare una seconda parte (forse più breve lol)! Mi sono divertita a cercare le informazioni su questi giochi e spero riuscirete  a provarne qualcuno, vi lascio qui sotto i link utili come al solito e ci vediamo alla prossima!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...