MANGA REVIEW: Touch

Ritorno alla grande parlandovi di uno degli acquisti fatti in blocco nelle ultime fiere a cui sono stata, ovvero Touch di Mitsuru Adachi!

Adachi è ormai famosissimo per i suoi manga in cui lo sport fa da sfondo al tema amoroso e Touch è una delle sue perle più riuscite. In Italia lo conosciamo col titolo Prendi il mondo e vai e per i lacrimoni che ha suscitato già al tempo della sua uscita e a me durante la lettura.

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I gemelli Uesugi, Tatsuya e Kazuya, e la loro amica d’infanzia Minami iniziano il liceo e devono scegliere il club in cui vogliono entrare (se non sapete in cosa consistono i club, vi consiglio la lettura del mio articolo dedicato alla scuola giapponese, qui). Per Kazuya e Minami non c’è alcun dubbio, entrambi entrano nel club di baseball, il primo come lanciatore e la seconda come manager della squadra. Tatsuya è il più pelandrone e scansafatiche dei tre e solo dopo molte pressioni da parte di Minami decide di iscriversi al club di pugilato, scelta dettata dal desiderio di Tatsuya di non entrare in competizione col fratello. Infatti, fin da quando era piccoli, Tatsuya è sempre stato più veloce nell’apprendimento, mentre Kazuya ha sempre dovuto metterci più impegno per eccellere. Inoltre, crescendo, tra i tre amici si è sviluppato un sentimento poco chiaro che va oltre l’amicizia e questo è ritenuto una sorta di ostacolo per il mantenimento di buoni rapporti dai gemelli, entrambi molto riflessivi (senza contare parenti e amici che invece danno Minami e Kazuya già per fidanzati). Ma Tatsuya ha talento per il baseball e questo viene notato da tutti molto presto, tanto che perfino lui se ne rende conto, continuando però a non voler entrare nel club di baseball per evitare un confronto diretto con Kazuya.

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Purtroppo, lo sviluppo degli eventi si avrà attraverso un brutto episodio, che devo spoilerarvi poiché necessario al proseguimento di questa recensione: Kazuya muore in un incidente mentre si sta avviando al Koshien, lo stadio dove si svolge il campionato. Viene meno quindi la promessa che aveva con Minami, ovvero di riuscire a giocare al Koshien con lei sugli spalti a guardarlo.

Da questo momento in poi, Kazuya sarà all’inizio come un’ombra dietro Tatsuya, che ne prende il posto in squadra, per poi divenire il ricordo per cui tutti si impegnano a ripercorrere la strada verso il Koshien, tra duri allenamenti e partite all’ultimo punto.

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La morte di Kazuya sarà veramente un punto di svolta per Tatsuya: ormai al secondo anno di liceo, non solo egli potrà giocare dando prova di tutto il suo talento, ma potrà anche conquistare a modo suo il cuore di Minami. La ragazza infatti, mentre i due gemelli cercavano ognuno la propria strada, è diventata anche membro del club di ginnastica ritmica e ora è combattuta tra il continuare ad essere manager del club per sostenere Tatsuya anche in ricordo di Kazuya, o impegnarsi al massimo nella ginnastica, nella quale sta già portando a casa ottimi risultati. I due amici continueranno a sostenersi l’un altro, talvolta con parole e azioni, altre volte solo col pensiero, che sarà sempre rivolto in parte a Kazuya e al sogno che ora tutti hanno in comune, mentre pian piano si stagliano all’orizzonte nuove partite con giocatori sempre più forti, tra cui la giovane promessa Akio Nitta.

Tatsuya troverà un fortissimo stimolo in queste competizioni, tanto da diventare subito il degno sostituto di suo fratello e asso della squadra, su cui tutti fanno affidamento per la vittoria. Questa posizione è del tutto diversa da dove Tatsuya si trovava all’inizio: pigro come pochi e guardone di ragazze che si cambiano negli spogliatoi o che fanno ginnastica, ora è invece la punta di diamante della scuola insieme a Minami.

Ritengo che Tatsuya si sia ritrovato un grosso fardello da sostenere: le aspettative attorno a Kazuya sono state spostate su di lui e, pur essendo consapevole di poterle soddisfare, gli sono capitate tra capo e collo in un attimo. Allo stesso tempo però il brutto incidente di Kazuya è andato a suo vantaggio e questo gli provoca sentimenti contrastanti: il baseball e Minami sembravano destinati a Kazuya, mentre adesso può “appropriarsene” Tatsuya. Il ragazzo farà fatica a liberarsi dell’ombra di suo fratello, specie dal momento che tutti li paragonano fin dall’inizio della storia, ma riuscirà a farsi il proprio nome e a diventare rivale di giocatori che prima vedevano un degno avversario solo in Kazuya.

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Minami, dal canto suo, ha sempre amato Tatsuya e voluto un bene profondo per Kazuya. Pur essendo consapevole dei sentimenti di Kazuya, Minami non lo ha mai respinto e anzi, in un certo senso alimentava le aspettative dei genitori di sposarsi un giorno con lui. Minami infatti è il classico stereotipo di ragazza presente in molti manga: bravissima in tutto ciò che fa, occupatissima in mille faccende diverse e pure attenta ai bisogni altrui, insomma, veramente quella che potrebbe diventare una mogliettina modello. Dal momento della scomparsa di Kazuya, Minami si dimostrerà sempre più di sostegno per Tatsuya, cedendo a volte anche ad una gelosia più o meno velata.

Devo ammettere che, all’inizio, il modo in cui è stata affrontata la morte di Kazuya da Adachi mi ha un attimo spiazzato. Certo, lacrime ci sono state da parte di chi era vicino a Kazuya e la sua famiglia, ma presto si ha il balzo temporale in cui vediamo Tatsuya già ben inserito nella squadra di baseball. Ma poi ho pensato che è così che sono i giapponesi: quasi stoici, cercano subito un modo per continuare ad andare avanti anche onorando il defunto, senza pianti superflui e eccessivi. Un modo di affrontare le cose molto diverso dal nostro e dal mio personale, ma comunque d’esempio per poter tornare a vivere serenamente. La tragedia quindi è stata in realtà affrontata in maniera molto delicata e il ricordo di Kazuya non va comunque perduto, accompagnando Tatsuya e Minami nei loro nuovi percorsi di vita e dando loro la forza per realizzare i loro sogni.

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Insomma, come avrete capito, Touch è un manga molto sentimentale che in realtà ha poco a che fare col baseball. Non vengono spiegate regole di gioco e ruoli dei giocatori, lo sport è praticamente un mezzo con cui i protagonisti realizzano sé stessi e senza il quale forse non saprebbero cosa fare. È solo attraverso la routine dei ragazzi che capiamo quanto lo sport ne influenzi la quotidianità in quasi ogni suo aspetto. Lo sport ci permette di conoscerli pian piano, come se ci allenassimo con loro, come succede nella realtà quando si fa parte di una squadra e ci si allena quasi quotidianamente. Quindi, se non ci si aspetta di imparare tutto sul baseball, l’elemento sportivo risulta molto piacevole per il lettore, che così riesce ad affezionarsi ai personaggi come fossero suoi compagni.

Anche se può avere un ruolo marginale, comunque, il baseball viene trattato molto bene in termini di disegno: i giocatori vengono disegnati in maniera proporzionata nelle pose di lancio e ricevimento della palla, le divise e gli accessori come mazze, palle e guantoni sono tutti ben dettagliati. I disegni in generale sono ben fatti, anche se dal tratto semplice che contraddistingueva il manga anni ’80: Adachi stesso ironizza sulle forme del viso un po’ tutte uguali dei suoi personaggi, quasi come se gli Uesugi non fossero gli unici gemelli xD ma nonostante ciò, anche solo gli sguardi trasmettono bene le emozioni e l’intensità del momento, caratterizzando comunque efficacemente il personaggio.

Alcune vignette, in cui Tatsuya o altri personaggi fanno dell’ironia, ricordano moltissimo quelle dei Peanuts, a cui Adachi si è sicuramente ispirato (e anche i Peanuts inoltre giocano a baseball, ricordate?), davvero si percepisce la stessa atmosfera simpatica e allo stesso tempo malinconica, poiché sono sempre in ballo i sentimenti e le riflessioni di ciascun personaggio. Infatti trovo sia molto bello anche il modo in cui sono stati caratterizzati anche i personaggi secondari: i rivali di Tatsuya, i coniugi Uesugi e il padre di Minami, l’allenatore e i compagni di squadra (in particolare Kotaro, ricevitore che fa coppia prima con Kazuya e poi con Tatsuya), nessuno è stato tralasciato e con pochi tocchi e battute ci è facile capire pregi e difetti di un singolo personaggio.

Il titolo Touch dunque si riferisce anche a questo: subito veniamo toccati dalle stesse emozioni dei protagonisti, che siano quelle d’amore o quelle verso lo sport o quelle familiari. E questo avviene in maniera semplice, poco alla volta, senza ritrovarci sommersi da questa marea. Saremo tutti un po’ come Minami, finiremo per tifare anche noi per Tatsuya, per sperare che riesca a realizzarsi senza sentire sensi di colpa nei confronti del fratello e che riesca a vivere serenamente grazie al baseball.

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