Italians do it better: Panna Cotta di Giulia Zucca

Finalmente ricominciamo a parlare di fumetti italiani! A Lucca ho fatto scorpacciata e voglio iniziare parlandovi di Panna Cotta di Giulia Zucca alias Nekucciola, edito da Mangasenpai! I colori pastellosi e la coppia di protagonisti in copertina hanno attirato la mia attenzione e come al solito non mi sono sbagliata sulla prima impressione. quindi direi di introdurvi subito a questa deliziosa storia!

Facciamo da subito la conoscenza di Cicely Blanc (mi raccomando Cicely e non Cecily!), una ragazza molto studiosa e diligente ma un po’ maldestra e insicura che, per far colpo su un ragazzo, decide di iscriversi ad un corso di pasticceria, tenuto dall’eccentrico maestro di dolci Honoré Chevalier. Al corso però, pur essendo partita con tanta buona volontà, si troverà da subito in difficoltà, capendo presto di non essere molto portata. Dopo esser fuggita dal corso, imbarazzata per il caos causato, incontra l’oggetto del suo amore per puro caso e finisce per invischiarsi in una situazione ancor più complicata: il giovane, di nome Persil Prince, la giudica da subito una ragazza a modo e perciò desidera davvero assaggiare la sua cucina! Sarà Honoré, nonostante i disastri della ragazza, a venire in aiuto di Cicely proponendole un dolce molto semplice ma di effetto, la panna cotta, da portare al suo prossimo incontro con Persil. Da qui in poi sarà un susseguirsi di situazioni equivoche e imbarazzanti, soprattutto per Cicely, che inizierà a far chiarezza sui propri sentimenti , soprattutto nel secondo volume, grazie anche agli incoraggiamenti della sua coinquilina Pepper e all’intrusione di altri due personaggi, Makeen e Makeela.

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La trama è degna di uno shojo giapponese: un amore ancora non corrisposto, il desiderio di farsi notare della protagonista, il triangolo amoroso e il tema della pasticceria/cibo con cui prendere per la gola l’innamorato (è una tradizione tipica in Giappone, per esempio, che le ragazze a san Valentino regalino del cioccolato e non di meno che preparino il bento per i propri fidanzati)! Elementi semplici e già molto usati ma presentati con tutta l’ironia necessaria per renderli sotto una nuova ed unica prospettiva, direi anche piuttosto personale.

Infatti, innanzitutto, la storia si svolge in Francia, paese noto per la sua varietà di cibi e dolci, metodi di cucina e per i suoi chefs patissières, dando dunque non solo un tocco originale all’ambiente in cui si muovono i personaggi, ma anche la possibilità di spaziare con la fantasia con i dolci nominati e mostrati nelle illustrazioni di copertina, nelle vignette o nei titoli dei capitoli. Perfino il nome di Honoré richiama la famosa torta Saint Honoré e anche alcuni luoghi citati dai personaggi hanno nomi che richiamano il mondo della cucina, dettaglio che ho trovato stupendo, poiché permette di discostarsi dal tema della pasticceria per approfondire quello romantico, senza che il primo venga dimenticato. Si vede che l’autrice si è impegnata molto nel non lasciare nulla a caso su questo tema!

E mentre si sviluppa la storia, anche i personaggi subiscono una crescita e dei cambiamenti, specialmente Honoré, che viene molto influenzato dalla presenza di Cicely, così ingenua e allo stesso tempo energica. I due protagonisti risultano essere dei personaggi a tutto tondo, pronti a mettersi alla prova su diversi fronti e a “lasciare la strada vecchia per quella nuova”.

Il loro character design è adorabile, dal tratto morbido ma ben delineato, e soprattutto si sposa bene con le loro personalità: per esempio trovo sia stata una scelta azzeccata dare ad Honoré i capelli lunghi (nonostante siano una fissa dell’autrice ahahah), poiché gli conferiscono un fascino piuttosto eccentrico, molto diverso rispetto a Persil, che invece col suo capello più corto ha proprio l’aria di un damerino!

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Molte cose in questo fumetto richiamano alcuni tratti tradizionali degli shojo: alcuni tipi di inquadrature, i retini, la protagonista dai grandi occhi e dai capelli fluenti, ecc. ma allo stesso tempo se ne discosta sotto alcuni aspetti. Una cosa che ho apprezzato particolarmente, per esempio, è che tutti i personaggi abbiano connotati diversi che li rendono unici e riconoscibili, al contrario di molte autrici giapponesi che usano la stessa identica forma facciale per ogni personaggio, compresi quelli maschili. Ulteriore punto a favore dell’autrice è la presenza di sfondi: tantissimi mangaka lasciano intere pagine senza un accenno di sfondo, affidandosi fin troppo ai retini per creare atmosfera, quasi i personaggi si teletrasportino da un luogo all’altro come per magia! Giulia, piuttosto, riempie l’unico angolo disponibile della vignetta con un dettaglio di un mobile o dell’ambiente circostante, per farci sempre capire dove si trovano i personaggi, senza comunque rinunciare a qualche retino romantico.pn57

Infine i personaggi sono tutti molto dinamici, anche nelle illustrazioni d’inizio capitolo per esempio si percepisce il loro movimento e la loro vivacità, al contrario di altri tipi di illustrazione dove sembra quasi che posino per una rivista di moda xD

Io ho detto tutto ma voglio assolutamente che leggiate questo fumetto, perciò approfondiremo alcune cose insieme a Giulia Zucca in persona, che si è prestata a qualche domanda!

Ciao Giulia e grazie per la tua disponibilità! Sono super felice di poterti fare queste domande 🙂 Cominciamo subito con una sui protagonisti: come hai creato i personaggi di Cicely e Honoré?
Ciao a tutti! Dunque, come mio solito, quando do vita a una storia e ai suoi personaggi, prendo ispirazione da eventi della mia vita personale per poi stravolgerli e trasformarli in qualcosa di totalmente diverso, giocando soprattutto sull’inaspettato. In questo caso sono due gli eventi che mi hanno ispirata: il primo è sicuramente la mia passione per la cucina (avendo anche fatto dei corsi privati) il secondo è stato il trasferimento di una mia cara amica a Parigi. Ecco, se la storia che scrivo è ispirata per certi versi da episodi che ho davvero vissuto, i personaggi sono ispirati, sebbene per piccola parte, a persone che davvero conosco, solo che in quest’ultimo caso cerco di renderli vivi e reali plasmando una storia alle loro spalle, dandogli sia motivazioni caratteriali che fisiche in base alle loro esperienze individuali. Si può dire che come Cicely sia ispirata alla mia amica, disinvolta, determinata ma allo stesso tempo sfiduciata, Honoré è una parte del mio io.

Interessante! Allora qual è il tuo personaggio preferito e perché?
Direi che il mio personaggio preferito sia decisamente Honoré! È un personaggio emotivamente complesso ed è abbastanza difficile far intendere al lettore come, pur agendo in un modo stravagante e determinato per quanto riguarda una persona a lui cara, all’interno di sé nasconda un lato totalmente diverso incapace di prendersi cura dei propri sentimenti, se non addirittura di se stesso. Come ho detto prima, ogni personaggio che creo ha come base il carattere di qualcuno che conosco, ebbene Honoré è l’unico personaggio che prende ispirazione dal mio carattere. Forse è per questo che sento maggiore parentela con la sua personalità.

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I protagonisti di The Slayers disegnati da Araizumi. Ho comprato il fumetto, potrei parlarvene in futuro!

Da quali mangaka prendi ispirazione e perché?
Allora come stile la mia ispirazione è venuta sempre dall’illustratore Rui Araizumi (disegnatore di The Slayers, ndr) mentre per quanto riguarda l’impostazione delle tavole e lo scorrimento della storia cerco di prendere spunto da ogni lettura su cui poso gli occhi, che sia un fumetto francese, italiano o manga. Ovviamente devo attenermi a determinate regole legate allo stile ma cerco sempre di non farmi bloccare troppo da queste ultime cercando più di lasciarmi guidare dal mio istinto e dal gusto personale.

Adesso andiamo più nel dettaglio del fumetto! Come mai hai scelto la Francia come ambientazione, invece dell’Italia che ha anch’essa una grande tradizione culinaria?
Come detto in precedenza una delle cose che maggiormente ha spirato la creazione di Panna Cotta è stato il trasferimento della mia cara amica a Parigi. Il suo amore spassionato per questa città mi ha così coinvolta che spesso ci dilettavamo nella pasticceria francese, chiedendomi aiuto anche per via dei miei corsi di cucina alle spalle. In un certo senso credo sia stata proprio la Francia a venirmi incontro! Ma non fraintendete, adoro la pasticceria italiana e penso non abbia niente da invidiare a quella francese, solo che per come la vedo io in pasticceria si abbracciano tutte le ricette, ogni dessert è aldilà della propria nazione e unisce sia cuori che persone (ps. questo è anche il pensiero di Honoré)

Adoro che tu ci riveli questi dettagli sulla personalità dei personaggi come fossero persone reali! Visto che il tema sono i dolci, quali sono i preferiti dei tuoi personaggi? E il tuo?
Allora, partendo da quello più ovvio per Honoré è la Panna cotta (non solo perché ha molteplici tipi di gusti ma … non voglio fare spoiler, chi ha letto il secondo volume conosce di certo il secondo motivo!). Cicely invece ,proprio come la sua personalità, predilige i gusti più semplici, infatti i suoi dolcetti favoriti sono le Madeleine (dei dolcetti soffici con una particolare forma a conchiglia) in oltre hanno un pronunciato aroma di limone che per lei che adora gli agrumi li rendono sicuramente i suoi preferiti! Makeen invece preferisce i dolci liquorosi e uno dei suoi prediletti è il Babà (sopratutto perché può prenderlo con le dita e gustarsene più d’uno), mentre Makeela non sa dire di no ai sorbetti (in particolare adora quel pizzicorino che le viene sul palato). Di Persil sappiamo solo che adora il cioccolato ma voci di corridoio parlano anche di un certo amore per il maraschino. Per quanto riguarda me … beh potrei annegare tranquillamente nel Tiramisù ❤  

Hai detto che è il dolce preferito di Honoré, ma perché hai scelto come“simbolo” del fumetto proprio la Panna Cotta?
La panna cotta è un dolce che si trova abitualmente ovunque, se fai attenzione non è raro trovarlo addirittura per colazione. Ma oltre ad essere uno tra i miei dessert al cucchiaio preferiti è anche legato ad un evento divertente del periodo dei corsi di cucina: ero ancora inesperta e molti ingredienti erano ancora un mistero per me. Un giorno tra le ricette da fare sbuca questa panna cotta con salsa ai frutti di bosco. Tutto bene all’inizio, il sapore era giusto e sembrava filare tutto liscio, se non quando arrivai al punto di sfilare il pirottino … in quel momento la panna cotta mi si sciolse sotto gli occhi diventando un blob informe. Lo chef si avvicinò guardandomi in modo strano e dopo una chiacchierata capii di aver sbagliato le dosi della colla di pesce (avevo messo un foglio solo pensando che fosse una monodose) inutile dire che fui lo zimbello della classe! Questo episodio mi colpi talmente che l’ho inserito anche nel fumetto benché a Cicely sia andata decisamente meglio!

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Mi ricordo perfettamente quella scena ahahah!
Cosa ti piace di più di questa tua storia? Cosa vorresti che venga apprezzato e notato dai tuoi lettori?
Ammetto che uno dei temi che circonda spesso le mie storie è la solitudine, sebbene non venga mai sottolineata in maniera drammatica anche per via del mio senso dell’umorismo. In questo caso per solitudine si intende Honoré, la maniera in cui imposta il cammino davanti a sé e il suo inimmaginabile blocco emotivo che lo trattiene dall’aprirsi a qualcuno. In questo senso ciò che spero si avverta di più sia il calore che trasmettono i molteplici personaggi riuniti assieme. Ogni personalità si incastra all’altra con i suoi pregi e difetti come in un meccanismo, dove ognuno con la propria individualità offre qualcosa al’’altro, come in una famiglia. In effetti posso affermare con certezza che il capitolo che più mi ha trasmesso il calore dei personaggi e la loro armonia è stato il Quinto: Aspettando la notte rosa.

Io trovo che in ciascun capitolo si sia potuto percepire come tutti i personaggi riescano a legarsi tra loro, soprattutto proprio grazie alla cucina e al cibo. Che ruolo pensi abbia la cucina nella vita delle persone?
Io credo che il rapporto che una persona assume nei confronti del cibo e della cucina possa rivelare molto del suo carattere. Spesso lo diamo per scontato ma prendersi quell’oretta per coccolarsi e cucinarsi qualcosa di buono, oppure rendere felice una persona preparando il suo piatto preferito … è un momento rilassante che dedichiamo esclusivamente al nostro piacere e a quello di una persona a noi cara. Per me la tavola è un luogo d’incontro e sono convinta che cucinare possa essere un’esperienza ricca e profonda capace addirittura di avvicinare le persone.

Parlaci un po’ del processo creativo per Panna Cotta e della tua vita da fumettista!
Premetto che, nonostante io mi obblighi ad iniziare piuttosto presto per rispettare le date di consegna, arrivo sempre col chiedermi perché vado sempre di corsa eheh! Come in ogni fumetto preparo prima la sceneggiatura, capita molte volte di segnarmi su post-it o pezzetti di carta momenti ispirati da inserire qui e la nel fumetto (magari una scena particolarmente romantica o una frase eccezionalmente toccante) e non è raro poi che abbia lo studio disseminato di foglietti! In tutto ciò penso molto, cerco di immedesimarmi nei personaggi, di immaginarmeli esattamente come se fossero delle persone che conosco e provare a capirne le reazioni e le motivazioni di determinati gesti. Dopo aver definito finalmente tutti i passaggi, gli eventi e i capitoli del fumetto passo allo storyboard e infine all’inchiostrazione e ai retini! Per quanto riguarda me, cerco sempre di impormi delle regole come per esempio la sveglia alle 7.00, lavora dalle 8.00 alle 12.00, fai una pausa pranzo con riposino e riprendi dalle 16.00 alle 21.00. Credo che quello che occorre sia solo molta autodisciplina! Ovviamente per quanto riguarda la fase creativa non posso impormi di farmi venire idee, però quel che mi aiuta molto è ascoltare musica mentre guido!

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La copertina per lo sketchobbok uscito a Lucca!

Penso ti copierò l’idea dei post-it, spesso ho qualche idea random e non ho mai nulla su cui scriverla xD
Siamo alla fine di questa intervista, quindi puoi darci un’anticipazione sul terzo volume senza spoiler? E sai già cosa farai dopo?
Qualche anticipazione sul terzo volume? Posso solo dire che succederanno molte cose e tutte le domande troveranno una risposta! Purtroppo non posso dire di più, come avrete capito in Panna Cotta niente succede per caso ^^ Dopo aver terminato il terzo ed ultimo volume, ho intenzione di realizzare un volume unico interamente a colori, riadoperando i personaggi di Panna Cotta ma riplasmandoli per dare vita a una storia in formato fiaba intitolata Il Cavaliere di Marzapane (avevo già realizzato una copertina per il quaderno uscito a Lucca 2016). Era da tempo che volevo cimentarmi in un fumetto a colori e questo piccolo racconto sarà molto interessante da realizzare! Dopodiché arriverà il momento della Strega di Picche (ancora in fase di lavorazione).

Tutto ciò mi intriga un sacco, attenderò con ansia sia il volume a colori che la tua nuova storia! Grazie mille per il tuo tempo e continua così!

Panna Cotta si concluderà con il terzo volume, nel quale la pasticceria tornerà in primo piano. Sono curiosa di sapere come si risolveranno i diversi “conflitti”, specie quelli nel cuore di Cicely! In conclusione, questo fumetto è stato una piacevole sorpresa in tutto e ve ne consiglio la lettura se cercate qualcosa di simpatico e romantico e che soprattutto vi concili l’appetito xD

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