CULTURE CLUB: Hanakotoba

Nella profonda e vasta cultura giapponese, la natura ha sempre avuto un ruolo importante, sia nelle arti che nelle filosofie e nelle religioni del Paese, rappresentando simbologie che sono arrivate fino a noi. In particolare, i fiori sono una presenza frequente nei dipinti tradizionali (tanto che nella prima metà del ‘700 si diffusero dei “libri” che mostravano esempi su come dipingere diversi elementi naturali e tra questi anche vari tipi di fiori), come anche nella letteratura, tra poesia e prosa, fino a essere motivi decorativi per gli indumenti e le stanze, creando un’arte a sé, l’ikebana.

L’hanakotoba, letteralmente “parole dei fiori”, è il linguaggio che i giapponesi associano a queste bellezze della natura ed essendo oggi è l’equinozio di primavera, voglio parlarvi proprio dei fiori giapponesi. E no, non parlerò assolutamente del fiore di ciliegio, ormai trito e ritrito in tutte le salse su tantissimi blog, pagine facebook e quant’altro. Voglio parlarvi di altri fiori, altrettanto belli e significativi per i giapponesi e, perché no, anche per noi. Infatti non escluderò di raccontarvi miti e leggende legati ai fiori che ho scelto, che siano occidentali o orientali.

Hanakotoba.png

ajisai

Ajisai 紫陽花 – Ortensia
Descrizione e origini
L’ortensia, diffusissima in Cina, Giappone e Corea, è considerato il fiore della stagione delle piogge, che va da giugno fino a metà luglio. Fiorisce proprio in questo periodo (nella sua varietà più comune formando mazzolini tondi e compatti) e necessita di molta acqua. L’etimologia del suo nome scientifico, Hydrangea, infatti, potrebbe derivare dalla parola hydros, cioè acqua. Ma ciò che la caratterizza di più è la sua varietà di colori pastello, dovuta all’acidità del terreno su cui cresce, che può dunque portare da delle ortensie rosa a blu o violette! Per questo motivo è anche detta nanahenge 七変化, ovvero “le sette trasformazioni”, inoltre pare che ajisai non sia esattamente la corretta lettura dei kanji, ma un’espressione che nei giapponesi suscita l’immaginario della stagione delle piogge e dei colori di questi fiori.

Significati e leggende
Nel corso dei secoli ha acquisito numerosi significati, dalla profonda gratitudine all’orgoglio vanaglorioso. Ognuno deve le proprie origini a qualche credenza o racconto popolare radicato nella cultura del posto.
Per esempio, in Giappone, si racconta che uno dei tanti imperatori regalò delle ortensie alla famiglia della donna amata, come segno di scuse per averla trascurata. Perciò uno dei significati del donare l’ortensia sono delle profonde e sentite scuse. Inoltre, è un fiore che, come molti altri che vedremo, ha influenzato l’arte e la poesia, per via del suo caratteristico cambio di colore, a indicare sentimenti volubili e in continuo cambiamento. Veniva anche evitato dai samurai per via di questa caratteristica, che per loro voleva dire sventura.
Invece, nell’epoca vittoriana erano considerate simbolo di vanità e superbia, poiché producono molti fiori ma pochissimi semi. Ancora, possono significare freddezza e frigidità, perché nel Medioevo si credeva che coglierli portasse a non trovare mai marito.
In generale dunque possono voler esprimere scuse o ringraziamenti, vanità e orgoglio, frigidità e disinteresse per un rapporto amoroso, ma anche prosperità e abbondanza vista la quantità di fiori che produce.

utagawa hiroshige stampa su legno

Utilizzo
In Giappone l’ortensia era conosciuta per la sua bellezza ornamentale già da prima del XVII secolo. Di grande interesse per questo, se viaggiate in Giappone, è il santuario Fujinomori di Kyoto, che ha un giardino di ortensie di 5000 metri quadri e vicino al quale si tiene addirittura un festival dedicato a questo fiore! Inoltre le foglie delle ortensie di un gruppo particolare, chiamato amacha, vengono usate dai monaci buddhisti per fare un tè che viene servito ai visitatori del tempio durante la ricorrenza della nascita del Buddha, l’8 aprile, e che viene usato per il rito celebrativo durante il quale si versa questo dolcissimo infuso su una statua del Buddha, così come avvenne nel racconto della sua nascita, in cui dei draghi versano acqua pura sul Buddha.
In occidente oggi i fioristi la utilizzano spesso nei bouquet da matrimonio o di scuse e vengono donati anche per il quarto anniversario di matrimonio di una coppia.
Infine, le radici di questo fiore possono essere usate come antiossidanti e per alleviare dolori renali.

ajisai ya
katabira doki no
usu asagi

Ortensia―
color azzurro
su un kimono di canapa

tsubaki

Tsubaki 椿 – Camelia
Descrizione e origini
La camelia ha origini cinesi ma una delle sue varietà ha assunto il nome di “rosa giapponese” per via del suo forte legame folkloristico con questo paese. La corolla possiede tanti morbidi petali arrotondati, che possono essere di vari colori, dal bianco al rosso, e la sua caratteristica principale è di sfiorire cadendo per intero dalla pianta.

Significati e leggende
Tale caratteristica è associata alla leggenda che ne racconta la nascita e che vede protagonista il dio del vento, delle tempeste e degli uragani Susanoo, fratello della magnifica e splendente Amaterasu. Dopo esser stato esiliato dalla sorella nella regione di Izumo, da bellicoso e insolente com’era, Susanoo diviene protettore dell’umanità e, tra le sue gesta, viene ricordata l’uccisione del serpente Yamata no Orochi. Questi chiedeva in sacrificio la ragazza più bella del paese, i cui genitori si rivolgono a Susanoo chiedendogli aiuto. Dopo un’estenuante battaglia (altre versioni invece dicono che il serpente si ubriacò col sake che Susanoo fece preparare per il suo arrivo), quando il dio posa la spada intrisa di sangue per chiedere la mano della fanciulla, le gocce di sangue fanno nascere una pianta con fiori bianchi macchiati di rosso, ovvero lo tsubaki. Questo fiore era il simbolo del ricordo delle precedenti vittime del serpente, morte prematuramente.
Un’altra leggenda vuole che il ventottesimo patriarca buddhista Ta Mo si punì dopo essersi addormentato durante una delle sue meditazioni. La punizione fu di togliersi le palpebre per rimanere sempre sveglio durante le meditazioni e sul punto in cui le gettò, nacque la camelia da tè.
Un ulteriore significato è dato dalla sua composizione: i petali sono sostenuti dal calice, così come una giovane viene protetta dal proprio amato, dunque esprime un forte attaccamento amoroso, insieme alla caduta intera del fiore che, nella visione cinese, esprime la devozione eterna degli innamorati. In Corea la sua fioritura prolungata è sinonimo di amore devoto e imperituro e per questo motivo viene inserita nei bouquet nuziali.
Per il capodanno cinese è considerata di buon auspicio ma non dev’essere mai indossata tra i capelli dalle donne, poiché vorrebbe dire una lunga attesa prima di poter rimanere incinte.
Sono inoltre simbolo di estrema raffinatezza ed eccellenza, come in effetti suggeriscono la figura di Marguerite Gautier, protagonista de La signora delle camelie di Alexandre Dumas, e quella di Coco Chanel, che scelse questo fiore come simbolo del proprio marchio (insieme all’iconica doppia C) poiché emblema eccelso della propria passione per il suo amante Arthur Edward Capel.

yusen rotolo camelie

Utilizzo
La varietà sinensis viene utilizzata appunto per produrre un infuso che aiuta a mantenere un alto livello di efficienza, grazie all’alta concentrazione di caffeina delle sue foglie, e questo fu talmente apprezzato da inglesi e olandesi, che avevano instaurato fin dal XVIII secolo rapporti con la Cina, che si cercò in tutti i modi di esportarla anche in Europa, ma senza successo principalmente per via del divieto cinese dell’esportazione delle piante da tè. Viene tutt’oggi utilizzata per produrre infusi di tè oolong o kukicha e altri tè verdi e neri, mentre un tempo i semi venivano usati per estrarre olio per lampade e capelli.
In seguito ai rapporti commerciali, la varietà japonica giunse in Europa e sorprendentemente resistette molto bene al clima rigido, decisamente diverso da quello delle zone tropicali da cui nasceva. Qui venne quindi usata con propositi ornamentali, vista la lunga durata del fiore.
Alcune varietà vengono utilizzate per problemi cardiaci, asma e infezioni dalla medicina tradizionale cinese, mentre il tè prodotto con le sue foglie ha proprietà antiossidanti.

Kyutan no
iwao no ue no
ochi tsubaki

tra le rapide–
caduto sulle rocce
un fiore di camelia

kiku

Kiku 菊 – Crisantemo
Descrizione e origini
Il nome di questo fiore viene dalla composizione delle parole greche chrysós, che significa oro, e ánthemon, cioè fiore, che quindi conferiscono il significato di “fiore d’oro”.
Un nome che si addice a uno dei fiori prediletti in Giappone, poiché fu scelto come simbolo dell’Impero giapponese e per lo stemma della famiglia imperiale: per via dei suoi numerosi petali che creano una bellissima corolla, ricorda il Sole e l’Imperatore è considerato un discendente diretto della dea sole Amaterasu. Si suppone però che il crisantemo sia di origine cinese e che dunque abbia raggiunto il Giappone per importazione tramite la Corea; il primo ad adottarlo come emblema della casata imperiale fu l’Imperatore Go Toba, che ne fece simbolo di nobiltà, tanto che anche il trono viene detto “del Crisantemo”. Inoltre, nel periodo Heian la casa imperiale usava bere il sake preparato con petali di crisantemo, facendo istituire una festa dedicata a questo fiore il nono giorno del nono mese, mentre è stato utilizzato sempre come simbolo anche da altre casate nobiliari (ma quello a sedici petali rimane esclusivo della famiglia imperiale) e dai santuari shinto.

Significati e leggende
Il crisantemo in Oriente ha grande importanza nell’arte iconografica e letteraria, per via della sua bellezza ornamentale e dei suoi significati: il primo di questi è la gioiosità della vita ma esso simboleggia anche la fede nella rinascita, derivante dal Buddhismo, e l’immortalità.
Il primo significato lo si deve al fatto che questo fiore viene donato in occasioni felici come matrimoni o compleanni. In Cina e in Corea è infatti il fiore delle spose e, per l’occasione della sua fioritura e quindi della festa ad esso dedicata in Giappone, il giardino imperiale viene reso accessibile al pubblico per poterne ammirare le numerose varietà coltivate.
Per il secondo significato, legato alla vita e alla rinascita, esiste la leggenda di una bambina e della sua mamma in punto di morte, a cui viene concesso di rimanere ancora sulla terra tanti giorni quanti i petali di un fiore donatole da uno spirito impietosito. La bambina, per prolungare questo tempo, divise i petali in parti più piccole e quando la Morte, dopo che i giorni prestabiliti furono passati, venne per prendersi la madre, vedendo quel gran numero di petali, concesse il prolungamento della vita della donna di un numero di anni pari al numero dei petali del fiore, divenuto crisantemo.
Una leggenda decisamente in contrasto con la credenza italiana, che vede il crisantemo come il fiore dei morti, poiché fiorisce in prossimità della ricorrenza dedicata.
Esso, infine, ha acquisito il significato di immortalità e longevità grazie alla sua elevazione a simbolo dell’Imperatore, data la sua discendenza divina, e per via della sua forte resistenza al freddo.

Tsuchiya_Koitsu kiku

Utilizzo
Oltre al già citato sake prodotto con i suoi petali, si credeva che il crisantemo avesse ottime qualità curative per ubriachezza e debilitazione in generale e che potesse allungare la vita.

kiku no ka ya
Nara ni wa furuki
hotoketachi

il profumo dei crisantemi
a Nara tanti
antichi Buddha

loto

Renge/Hasu 蓮華 – Loto
Descrizione e origini
Il loto, con sole due specie provenienti da America, Asia e Australia, è una pianta acquatica perenne che sboccia tra maggio e settembre, ovvero quando l’acqua riesce a mantenere una temperatura piuttosto mite. I fiori di loto sono molto appariscenti e decorativi, hanno tanti petali incurvati che possono essere di vari colori e numerose particolarità: hanno le radici sul fondo dello stagno o lago, le foglie capaci di mantenersi pulite e asciutte e rimangono aperti per poche ore, richiudendosi poi nel tardo pomeriggio.

Significati e leggende
Quando si pensa al fiore di loto, viene automatica l’associazione al Buddhismo e all’Induismo, poiché ne è diventato uno dei simboli principali. Non solo sembra essere il fiore da cui nascono le divinità, ma è anche il fiore che rappresenta la purezza di queste ultime poiché elevate ad un grado di coscienza superiore. Infatti, come il fiore, che dalle radici immerse nel fango, emerge sulla superficie dell’acqua, così chi è illuminato si erge dopo un lungo cammino di meditazione e purificazione della mente e dello spirito. Il loto dunque è anche simbolo del distacco e del disinteressamento dalle cose terrene e specialmente quello bianco indica la purezza mentale e spirituale e ciò è dovuto proprio alla sua capacità di mantenersi pulito da solo, come metafora della pulizia di sé dalle passioni terrene. Uno dei più importanti sutra della tradizione buddhista Mahāyāna, prende il nome da questo fiore, il Sutra del Loto, ed è il fondamento delle scuole Tendai e Nichiren in Giappone.
Anche in occidente il loto ha fatto parte della nostra tradizione: nell’Odissea, Ulisse e i suoi compagni giungono, tra gli altri, nel paese dei Lotofagi, i mangiatori di loto, che provoca un piacevole stato di oblio e assuefazione in chi lo mangia.

loto renge

Utilizzo
Proprio in Cina si ritiene che il loto sia molto salutare e infatti il suo decotto può avere proprietà curative ed emollienti, mentre se bruciata come incenso, la pianta può avere effetti allucinogeni (che possono quindi ricollegarsi al sopracitato mito dei lotofagi). In Asia i suoi petali vengono usati come cibo, insieme ai semi e altre parti del fiore, mentre la foglia è utilizzata come piatto. Inoltre per la festa della Luna, in Cina, viene fatta una torta con i semi di loto e tuorli d’uovo d’anatra.
Infine, è ovviamente utilizzato come pianta ornamentale per vasche e laghetti.

hasu ike ya
ora de sono mama
tama matsuri

Laghetto dei loti
come sono non colti
per la festa dei morti

girasoli

Himawari 向日葵Girasole
Descrizione e origini
I girasoli sono piante perenni che possono raggiungere anche un’alezza di tre metri o più. In Giappone il girasole è coltivato fin dal XVII secolo ed è diventato simbolo, tra le altre cose, della città di Kitakyūshū, nella prefettura di Fukuoka.
Una particolarità davvero speciale di questo fiore è di essere in grado di estrarre dal terreno le sostanze più tossiche, come l’uranio. Questa caratteristica è stata notata nel caso di Cernobyl, dopo l’incidente nucleare. I girasoli assorbivano le sostanze radioattive, ripulendo il terreno, e così anche in Giappone si è preso a coltivare grandi campi di girasoli dopo lo tsunami di Fukushima.

Significati e leggendehimawari art
Per questo motivo, recentemente, il girasole è sicuramente diventato simbolo di rinascita e speranza per il Giappone. Ma prima di questo è anche rappresentazione dell’abbondanza di questo Paese e del legame con la sua dea shintoista principale Amaterasu, incarnazione del Sole. Oltre a seguire il sole (fenomeno chiamato eliotropismo), infatti, i girasoli hanno un’altra caratteristica curiosa: i piccoli fiori al centro, nella parte marrone. sono disposti a spirali che vanno in senso orario e antiorario. Questa struttura forma uno schema preciso a cui corrispondono i numeri della successione di Fibonacci (per esempio 34 e 55 o 55 e 89) e sembra che questo permetta ai fiorellini di non farsi ombra tra loro e di ricevere più sole possibile. Così come il fiore si nutre dei raggi solari, anche i giapponesi si rimettono nelle mani dell’imperatore, discendente della dea Sole.
In Cina, invece, il girasole ha significati di auguri di lunga vita e di buona sorte. Il suo colore è considerato segno di vitalità, intelligenza e felicità. Inoltre, nell’aristocrazia cinese si pensava che mangiarne le parti garantisse l’immortalità. Oggi è anche considerato un portafortuna per occasioni come diplomi o nuove imprese.
Anche in occidente comunque abbiamo qualche riferimento a questo fiore: nella mitologia greca, la ninfa Clizia, innamorata di Apollo, dio del sole, scopre che egli si è innamorato della figlia di un re. Offesa, riferisce al sovrano la relazione e questi fa sotterrare la figlia. Apollo incolpa Clizia e la ripudia ed ella, continuando ad ammirare disperatamente il sole, finisce per trasformarsi in un girasole. Inoltre, ricordiamo sicuramente tutti i famosi girasoli dipinti da Van Gogh!

Utilizzo
Il girasole non ha un profumo particolare, dunque più che come fiore ornamentale è sfruttato in altri ambiti: a Zama, nella prefettura di Kanagawa, si svolge un festival a luglio in cui si celebra la fioritura dei campi con prodotti derivati dal fiore, mentre per poter ammirare le lunghe fila di girasoli c’è anche il parco di Ashizawa a Tokyo.

Himawari no
shibe wo miru toki
umi kieshi

E quando vidi
i girasoli in fiore
scomparve il mare

peonia

Botan 牡丹 – Peonia
Descrizione e origini
La peonia si divide in due tipi, quella legnosa e quella arborea, entrambe d’origine cinese. Arrivate in Giappone nel periodo Nara (VIII secolo), sono poi state ibridate nella forma giapponese, che produce fiori più semplici rispetto a quelli cinesi, che invece sono più grossi e con doppia fioritura. È definita anche “re dei fiori” per questo motivo, poiché molto appariscente in tutti i suoi colori, dal bianco, al rosa fino al rosso. Nel periodo Genroku (1688-1703), ci fu un boom nella coltivazione di questa pianta, in particolare nelle varietà kan botan e fuyu botan, di tipo arboreo che sboccia in inverno. All’inizio del XIX secolo la peonia è comparsa anche in Europa.

Significati e leggende

La peonia è importantissima nella cultura cinese, poiché è un’ emblema ufficiale del paese e ha ruoli importanti in diverse festività e tradizioni religiose. È legata ad un forte significato di ricchezza e nobiltà di spirito, alla prosperità e all’onore. Nelle arti cinesi e giapponesi tradizionali rappresenta la bellezza femminile ma in Giappone le peonie arboree rappresentano anche la buona sorte. Inoltre, sempre in Giappone, sono state usate per simboleggiare più sensualmente la bellezza e il desiderio femminile.
Nella cultura occidentale, invece, sono simbolo di un matrimonio felice, ideali da regalare in particolare per il dodicesimo anniversario di matrimonio; durante l’epoca vittoriana pare però rappresentassero anche la timidezza, perché si credeva che le fate si nascondessero maliziosamente tra i petali di questo fiore.

Large-Hokusai-Peonies

Utilizzo
In erboristeria e omeopatia, questa pianta viene considerata utile per le sue proprietà sedative, antispasmodiche, antiallergiche e antinfiammatorie.
In Cina parti della pianta vengono usate per creare un leggero tè bianco che si crede abbia proprietà medicinali e nella medicina cinese tradizionale si pensava che potesse trattare anche i dolori mestruali e migliorare la circolazione sanguigna.

Il fiore in sé viene normalmente usato come pianta ornamentale nelle aiuole o nei terrazzi ed è stato rappresentato da diversi artisti, oltre che orientali, anche europei come Renoir e Van Gogh.

Emi wo fukunde
botan ni yoseshi
omowa kana

Visi pieni di gioia
l’aspetto di chi è
vicino alle peonie

Così finisce la nostra rassegna di fiori caratteristici del Giappone e dell’Asia in generale. Spero vi sia piaciuto scoprire altri lati della cultura asiatica, rappresentata non solo dal classico fiore di ciliegio ma anche da una vasta varietà di piante e simbologie “radicati” in essa allo stesso modo. Qual è il  vostro fiore preferito e che vi farebbe piacere ricevere? 🙂

Alla prossima!

Iwanu ga hana

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