MANGA REVIEW: Killing Stalking

TRIGGER e SPOILER ALERT: io lo metto soprattutto per gli spoiler, anche se secondo me, per quel poco che è uscito, non penso sia roba troppo eclatante e soprattutto non è roba tenuta segreta che poi viene rivelata, ma sono proprio i fatti che accadono. Consideratelo una specie di grazia da parte mia, vi risparmio qualcosa forse. Infatti metto anche il trigger perché gli argomenti non sono leggeri, quindi se siete rimasti all’oscuro di tutto siete ancora in tempo per rimanerci.

Bene. Due parole su Killing Stalking.

Ho scoperto di recente che i thriller mi piacciono assai. Ne ho letto uno di Ken Follett, ho finito il secondo di Natsuo Kirino, insomma mi sono da poco addentrata in un genere che sembra fare al caso mio perché se scritto bene, mi tiene incollata alle pagine (e spesso ho questo problema di non riuscire a portare avanti certe letture se dopo poco non mi prendono). Ma ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola.

Killing Stalking è un manhwa (fumetto simile al manga ma coreano) per il momento disponibile solo online, che potrebbe essere classificato come un thriller, per di più psicologico, poiché i due protagonisti hanno una relazione… particolare. Ed è questo il problema.

Yoon Bum è un ragazzo mingherlino, talmente tanto che pensava sarebbe stato addirittura esentato dalla leva obbligatoria che vige in Corea per i giovani maschi adulti. Già da prima si era infatuato del bel Sangwoo, ma dopo la leva, durante la quale lo incontra di nuovo, egli diventa una vera ossessione per Yoon Bum, che sviluppa un sentimento romantico per lui che lo tormenta ogni giorno. E per questo ogni giorno Yoon Bum segue la vita di Sangwoo da lontano, praticamente stalkerandolo, finché non lo troviamo davanti alla porta di casa del ragazzo a cercare di aprire la serratura codificata.

Quello che non ci aspettiamo, se ancora non lo avessimo capito dallo stile di disegno e dall’atmosfera, è la brutta piega che prenderà tutto ciò. Yoon Bum, dopo essere riuscito ad entrare in casa di Sangwoo, viene aggredito alle spalle e si risveglia legato in un seminterrato, scoprendo che il suo aggressore non è altri che il suo adorato Sangwoo. Scopriamo allora che Sangwoo è semplicemente uno squilibrato, uno psicopatico che si diverte a giocare con la vita altrui. E quando dico giocare, intendo letteralmente: per esempio, dopo aver SPACCATO A MAZZATE le gambe di Yoon bum per fare in modo che non scappi, dopo averlo QUASI IMPICCATO perché ha provato a scappare e abusi sessuali vari, un giorno Sangwoo porta nel seminterrato un vecchio bavoso che ci stava provando con lui in un locale. Sangwoo quindi costringe il vecchio e Yoon Bum a giocare a carte per stabilire chi dei due dovrà morire. Questa è una scena di forte impatto psicologico ovviamente e di suo è molto ben fatta, perché tutto basato su una scommessa.

Yoon Bum è disperato, non vuole morire e quando vede che Sangwoo gli suggerisce le carte da prendere per vincere, crede di essere in qualche modo speciale per lui. Ma Sangwoo lo fa perdere e cerca di costringere il vecchio a uccidere Yoon Bum come stabilito. Se non che Sangwoo riesce a ingannarlo e a ucciderlo insieme a Yoon Bum, che non ha modo di evitarlo perché trattenuto con la forza da Sangwoo.

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Ma quel che mi triggera, è ciò che segue.

Ora questo dovrebbe essere l’apice della follia, almeno per il momento. Un ragazzo viene non solo tenuto prigioniero e abusato, ma anche costretto a uccidere, per il puro divertimento del pazzoide che lo ha sequestrato. Ma no, si può passarci sopra perché esiste una cosa chiamata fandom.

Non siamo nuovi a storie di rapporti abusivi, bastano due parole: Cinquanta Sfumature. Ma qui si va oltre, abbiamo un ragazzo di 24 anni che Mr Grey in confronto è un cagnolino in cerca di affetto. Non solo, abbiamo anche un altro protagonista remissivo più di Anastasia Steele che, pur essendo terrorizzato da lui, chiama a gran voce il nome del proprio sequestratore.

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E’ manzo però quindi va tutto bene, no?

Ed ecco che mi triggero. È questo ciò che manda in visibilio i fan di questo manga. Non il thriller, non il fatto che questi due personaggi disturbati e dal passato di merda che li accomuna possano interagire, ma che ci sia una sorta di rapporto romantico tra i due protagonisti.

Una volta possedevo qualche yaoi, non sono estranea al genere. Crescendo ho imparato a giudicarli per quello che sono ovvero prodotti volti in effetti solo a mostrare l’atto sessuale, che si distinguono dagli hentai solo per l’aspetto romantico e leggermente narrativo. Sinceramente non considererei Killing Stalking parte di questo genere, poiché Sangwoo utilizza Yoon Bum come una specie di surrogato della presenza femminile, ma tra loro avvengono rapporti sessuali che, anche se non sono considerabili stupri, sono malati poiché scaturiscono da una situazione estrema e sono privi di sentimenti d’amore. Amore che invece pare vedano solo i fan di questo manhwa, che già shippano questi due come fossero una coppia normale e che omettono tutto lo schifo che c’è dietro, senza considerare che in pratica Yoon Bum ha una sindrome di Stoccolma bella pesante. Questi due personaggi hanno lasciato che i loro lati peggiori, che comprendono sadismo, violenza, masochismo, depressione, rabbia, prendessero il sopravvento e questi certo non contribuiscono a creare una bellissima immagine del loro rapporto.

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Quello che mi manda in bestia è che invece, come per Cinquanta Sfumature e altri romanzi del genere che spuntano adesso in libreria come funghi, un rapporto malato fatto di abusi venga romanticizzato e reso come qualcosa da desiderare, solo per quei momenti di breve durata in cui lo psicopatico sembra meno tale. E non sto esagerando: alla ricerca di recensioni negative, per capire se fossi solo io a essermi fatta sfuggire qualcosa, ho trovato quasi solo gente (principalmente ragazze) presa benissimo tanto da decidere di fare anche raccolte di immagini dei due protagonisti (seriously, su Wattpad tra l’altro, con tanto di sbavi vari e espressioni da bimbaminkia) e amv su youtube con canzoni e sequenze pseudo-romantiche. Stiamo parlando di un manhwa dai contenuti gore, ok?, non di uno shojo manga, però ehi, ci sono due uomini che fanno sesso. Ah, e nota bene come questo in giro venga “consigliato” a chi è piaciuto Yuri on Ice. YURI ON ICE, signori, dove i protagonisti pattinano sul ghiaccio e la cosa più violenta che può succedere è cadere durante una piroetta.

Di per sé il prodotto sarebbe anche riuscito, dico davvero, perché si percepisce la tensione che una situazione del genere può causare: il sentirsi in bilico tra la vita e la morte non appena si fa un passo falso, il continuo terrore nei confronti di un pazzo furioso dall’umore altalenante dato da un disturbo borderline, il sollievo temporaneo nell’essere ancora sopravvissuti e la quasi totale rassegnazione al fatto di dover assecondare il volere del tuo carceriere, tanto da finire per distorcere la tua visione di lui. Non è certo qualcosa di nuovo nel mondo della narrativa (mi viene da pensare a Misery di Stephen King, da cui secondo me l’autore/autrice di Killing Stalking ha preso evidente ispirazione) ma comunque è certamente qualcosa di avvincente. Qualcosa che sfortunatamente viene rovinato dai fenomeni social dei nostri tempi per diventare solo veicolo di un messaggio sbagliato.

Non oso immaginare cosa capiterà con la pubblicazione di Killing Stalking da parte di JPOP in Italia. Sono pronta a trovare alle fiere cosplay di Sangwoo e Yoon Bum che si faranno fare servizi fotografici semi-erotici, trascendendo ogni altro contenuto di quest’opera che altrimenti sarebbe meritevole di pubblicazione, se solo il pubblico fosse diverso.

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