CULTURE CLUB: Nikki, i diari giapponesi

Il 14 giugno era il “giorno del diario”, istituito in ricordo della piccola Anna Frank che col suo diario, regalatole dal padre, ci ha permesso di venire a conoscenza della sua esperienza.

Questo mi ha fatto pensare che, in Giappone, la letteratura ci offre proprio un genere dedicato a questi ricettacoli di ricordi, i cosiddetti nikki. Questo genere, nel corso dei secoli, insieme al monogatari e altri generi di narrativa, ha portato allo sviluppo dello shōsetsu, il romanzo giapponese. Inoltre, visto anche che, sempre su questo blog, ho iniziato a parlarvi del metodo bullet journal e di come utilizzarlo nella propria agenda, mi sembra giusto anche ricollegarmi all’attualità giapponese, che comprende in particolare le agende midori e hobonichi.

Partendo dalla vera e propria definizione di nikki, la parola significa letteralmente “cronaca giornaliera, diario”, ma in realtà non sempre riporta fatti in ordine cronologico e quotidiano. Infatti, in realtà, i nikki nascono come una ricerca estetica per la ricreazione della storia della propria vita. Il nikki si distingue da altri generi del suo periodo, cioè l’epoca Heian, per diverse caratteristiche:

  • è scritto in kana, ovvero l’alfabeto sillabico giapponese. Questo perché questa scrittura, all’epoca, era tenuta in scarsa considerazione, così come il genere stesso, considerato subordinato alla poesia.
  • È la prima testimonianza di letteratura femminile e questo giustifica anche l’utilizzo dei kana, poiché l’utilizzo dei kanji, e quindi della lingua cinese, era esclusivo dei nobili.
  • Non è scritto spontaneamente, ma concepito per la pubblicazione, dunque non vi sono scritte confessioni libere.
  • Potevano avere uno scopo politico, dato che si concentravano su episodi particolari attentamente selezionati e riportati con accuratezza.
  • La poesia, nonostante fossero opere narrative, rimane comunque alla base della loro stesura.
  • I tempi di narrazione sono soggettivi e non seguono un filo temporale e questo, insieme alla sua evoluzione generale, fa sì che la realtà si mescoli con la finzione.

Voglio introdurvi i nikki più conosciuti, che ho anche studiato un po’ nel corso di letteratura giapponese che ho frequentato.

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Le opere sono spesso accompagnate da illustrazioni delicate, spesso rappresentanti elementi naturali come piante e animali

Il primo esempio che vi propongo è il Tosa nikki (935), particolare perché scritto da un uomo che si è finto una donna al proprio seguito. Ki no Tsurayuki, compilatore della raccolta poetica Kokinshū, ci racconta il viaggio di ritorno verso Tosa, con la famiglia, i servi e la donna protagonista al seguito. Il resoconto di questo viaggio è costellato di numerose poesie, scritte in momenti di alta emotività, dandoci così un’idea di come la poesia fosse una vera e propria forma di comunicazione sociale di quei tempi: esse infatti vengono attribuite ai vari membri dell’equipaggio della nave su cui stanno viaggiando tutti. Essendo questo una specie di diario di viaggio, inoltre, non mancano le annotazioni su data, luogo e tempo atmosferico, lasciando tuttavia indeterminata la dimensione temporale.

Abbiamo poi il Kagero nikki (974), il primo davvero scritto da una donna, la madre di Fujiwara Michitsuna (nel sistema patriarcale giapponese, la posizione sociale delle donne era determinata dai rapporti con l’uomo di riferimento più vicino a lei). Questo nikki è incentrato sul rapporto dell’autrice col marito, il quale è infedele e causa di frustrazioni, esempio tipico delle situazioni e dei temi amorosi dell’epoca Heian.

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Izumi Shikibu

Un’ulteriore opera ci viene offerta da Izumi Shikibu, famosa poetessa del IX secolo e dama di corte che si lega a numerosi uomini nel corso della propria vita. In questo nikki affronta in particolare l’amore con un principe imperiale, in un incrocio tra monogatari, opera di narrativa, e raccolta di poesia, poiché contiene ben 150 componimenti. I temi sono dunque riconducibili a questo genere letterario, in particolare l’importanza di quest’ultimo e di concetti come miyabi e mono no aware. Particolare inoltre perché è scritto in terza persona, mentre i nikki generalmente sono scritti in prima.

Ancora, abbiamo nel 1060 il Sarashina nikki, che narra i pellegrinaggi dell’autrice, la figlia di Sugawara no Takasue. Il suo nikki pare non fosse originariamente concepito per essere divulgato, poiché affronta temi personali come il percorso spirituale della protagonista e la sua passione per il genere monogatari. Inoltre vi sono contenuti di stampo buddhista, che rimandano agli insegnamenti del Buddhismo della Terra pura e del Sutra del Loto.

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Murasaki Shikibu

Infine, ci è arrivato dall’XI secolo il diario di Murasaki Shikibu, autrice anche del più famoso Genji monogatari. Questo diario, che non viene diviso in sezioni giornaliere, si incentra sugli eventi alla corte di Shōshi, figlia di Michinaga, il quale viene in questo modo esaltato indirettamente.

Veniamo ora alla parte più moderna, con le agende giapponesi Hobonichi e Midori!

Lo Hobonichi (letteralmente “quasi ogni giorno”) è una marca nipponica di agende, caratterizzate da pagine molto sottili ma resistenti, il che permette di utilizzare diversi tipi di penna senza che queste trapassino i fogli. Ci sono le visioni annuale, mensili e giornaliere, con date, fasi lunari, piccoli calendari per avere sempre sott’occhio l’intera settimana e citazioni. Infine, è possibile personalizzare l’agenda con accessori come copertine rimovibili, taschine, portapenne, ecc.

Ho visto usare gli hobonichi come veri e propri diari scrapbook, su cui vengono appuntati gli eventi della giornata insieme a disegni, adesivi e fotografie significative, ma ovviamente può essere usato come una qualsiasi agenda. Trovo però super carino il suo utilizzo alternativo, per mantenere attiva la fantasia mentre si cerca di conservare preziosi ricordi della vita di tutti i giorni, cosa che ovviamente non accade con una normale agenda per gli impegni. Ovviamente qualsiasi tipo di quaderno/agenda può essere “convertito” in hobonichi, senza per forza comprare il prodotto di marca, quindi vi lascio qualche ispirazione di ragazze giapponesi e non che danno sfogo alla loro creatività e allegria!

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Poi esiste il Midori o Traveller’s Notebook, che consiste essenzialmente in una copertina in materiale resistente, come il cuoio, e al centro degli elastici con i quali si tengono insieme gli inserti, come fosse una rilegatura. Si possono quindi inserire quanti quaderni si vogliono e utilizzarli per tante cose. Essendo considerato un quaderno di viaggio, come i nikki di cui vi ho parlato, si potrebbe per esempio tenere un piccolo quaderno con l’itinerario e tutte le informazioni utili; un altro invece può essere il diario vero e proprio, con la raccolta delle nostre impressioni e di qualche foto istantanea magari; un altro ancora invece può essere usato per collezionare qualcosa, mi vengono in mente per esempio francobolli del posto o i timbri dei posti visitati (in Giappone ogni luogo ha un proprio timbro che può essere stampato su un quaderno apposito, su cui potrete collezionarli tutti!); o se siete disegnatori potreste inserire un piccolo sketchbook per abbozzare qualcosa dei paesaggi che visitate! La comodità di questo metodo è che è perfetto per i viaggiatori, poiché può essere di dimensioni più piccole rispetto ad altre agende ed è comodo se non si ha esattamente il tempo e le cose necessarie per fare troppe decorazioni. Come detto, poi, è anche fatto apposta per essere resistente quindi non c’è nemmeno la preoccupazione di rovinarlo!

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Mi piace moltissimo notare come l’uso dei diari non sia venuto a mancare nel corso dei secoli e che, anzi, ora stia venendo riscoperto. Considero il mio bullet journal anche una sorta di diario, poiché non riesco a raccontare sempre quel che succede ogni giorno e questo metodo mi permette comunque di rivedere cosa facevo settimane, mesi, anni addietro. Il tempo sembra veramente sfuggirci dalle mani e questi sono sicuramente i metodi migliori se volete riuscire a conservarne la memoria 🙂

 

Link utili:
Struttura e pagine presenti nello hobonichi https://www.jetpens.com/blog/guide-to-the-hobonichi-techo-planner/pt/900

Idee per utilizzi dello hobonichi: http://help.1101.com/store/techo/collection/en

Tutorial per crearvi da soli il vostro midori!: https://www.youtube.com/watch?v=SYMY7tHNBFs

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