DRAMAtique: Terrace House

Oltre ai programmi divertenti di cui ogni tanto ci capita di vedere spezzoni su Facebook, anche in Giappone pare piaccia il genere reality in tv. Netflix sembra aver intuito il potenziale che soprattutto Giappone e Corea hanno in fatto di serie tv e intrattenimento in generale ed è per questo che mi trovo qui a parlarvi di Terrace House! Lo inserisco nella mia categoria “DRAMAtique” poiché, anche se non è una vera e propria serie tv, è comunque composta da più stagioni.

Possiamo paragonare Terrace House al nostro Grande Fratello. Ma meglio! I giapponesi hanno preso un format e non lo hanno semplicemente copiato, ma lo hanno reso migliore di quello ormai colmo di trash a cui siamo abituati.

Come avrete capito, dunque, ci troviamo in una casa super bella con inquilini che non si conoscono tra loro. Cosa c’è di diverso?

Innanzitutto, non si sa dove sia questa casa. Non c’è alcun red carpet ad attendere l’ingresso dei partecipanti. Questo facilita infatti la seconda differenza, ovvero il fatto di non essere assolutamente isolati dal resto del mondo: i ragazzi proseguono con le loro vite, che comprendono studio e lavoro, possono usare computer e cellulari e incontrare parenti e amici, il tutto però seguito dalle telecamere.

Altra cosa diversa ma molto interessante è che questi ragazzi sono solo sei, tre maschi e tre femmine, e tutti decidono spontaneamente di partecipare a Terrace House (immagino comunque dopo una specie di provino) senza altro fine se non quello di conoscere persone nuove e fare esperienze. Sì, perché l’ennesima differenza è che non esiste un montepremi, l’unica cosa che forse potranno trarre dal programma è la notorietà che può servire loro per decollare nello spettacolo o nella moda. Inoltre, possono decidere loro per quanto rimanere nella casa, decisamente diverso dal GF in cui è il pubblico a televotare l’eliminazione di un concorrente!

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I partecipanti iniziali di Aloha State! Da sx: Eric, Avian, Yusuke, Naomi, Lauren e Yuya

Infine, abbiamo anche in questo caso dei commentatori, raccolti in una stanza, che guardano le puntate insieme a noi. Non ho idea se le puntate trasmesse da Netflix siano solo degli highlights e quindi in Giappone i ragazzi siano seguiti 24 su 24 come nel nostro GF, o se invece è proprio strutturato così il programma. Di fatto, questi commentatori, per lo più attori, seguono le vicende come i normali spettatori ma fanno decisamente più ridere di quelli nostrani! Fanno imitazioni dei partecipanti, appioppano nomignoli, si scambiano opinioni più o meno serie, fanno congetture e fangirleggiano sui partecipanti e le coppie che si formano!

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Da sx i commentatori: Azusa Babazono, Yoshimi Tokui, You, Reina TriendI, Kentaro e Ryota Yamasato
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L’autore di One Piece, Eichiro Oda, è un grande fan di Terrace House ed essendo amico di Yamachan gli manda le sue impressioni sul programma ahah

Insomma, questo è Terrace House, una serie sulla convivenza di sei ragazzi sconosciuti, con a disposizione una bellissima casa, un’auto e nessun copione!

Il programma in realtà risale al 2012 ma le serie presenti ora su Netflix sono solo la seconda e la terza, ovvero Boys&Girls in the City e Aloha State. Io ho visto entrambe e devo dire che alla fine è quasi come una normalissima serie tv, solo che al posto di attori abbiamo persone comuni che proseguono le loro vite, convivendo con altri ragazzi più o meno della stessa età.

L’edizione Boys&Girls in the City ha avuto numerosi partecipanti ed è stata rinnovata proprio per far durare più a lungo la convivenza con i nuovi coinquilini e credetemi se vi dico che finirete per tifare per qualcuno di loro così come quando scegliete il vostro personaggio preferito per una normale serie tv o un anime. In particolare io ho veramente apprezzato tanto Hansan e Arman, che per me sono stati i migliori fra tutti i partecipanti di quella stagione. In Aloha State, invece, ambientato alle Hawaii, i miei preferiti sono stati Yusuke tra i ragazzi e Avian tra le ragazze.

La serie si rende interessante grazie allo spaccato di vita che ci offre sulla normale vita di ragazzi comuni che cercano di emergere in una metropoli come Tokyo. Alcuni, anzi, molti di loro sono aspiranti attori o fanno già i modelli e vorrebbero farla diventare un’attività a tempo pieno. Questo ci fa capire quanto il mondo dell’intrattenimento e della moda siano accessibili ma duri in Giappone. Per sfondare davvero bisogna avere soprattutto fortuna ma partecipare anche a programmi come questo aiuta, esattamente come da noi.

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*judging you in Japanese*

Io me lo sono goduta parecchio anche perché mi interessava molto vedere dei giapponesi in questo tipo di situazione piuttosto particolare e se c’è una cosa che davvero li distingue da noi è la “calma” con cui affrontano tutto, anche i conflitti. Mai un urlo, mai delle mani alzate, solo discussioni a voce, raccolti attorno a un tavolo, a scambiarsi pareri sinceri sui comportamenti tenuti. Perfino quando qualcuno diceva a un altro che era interessato a un terzo, annuivano e al massimo tiravano giù lo sguardo, mai una dichiarazione di sfida (cosa magari un po’ frustrante per noi occidentali lol).
L’ho trovato molto interessante, anche perché fino ad un certo punto sembrava che questi problemi volessero essere evitati, ma con l’arrivo di persone nuove, si crea la necessità di sputare il rospo e di incassare i colpi, anche se duri da accettare, oltre a voler iniziare a chiarire per davvero chi ha intenzione di fare cosa. Oltretutto è molto bello che non vengano inclusi solo partecipanti puramente giapponesi, ma anche “half”, come Arman, Hikaru, Wez, Cheri, Avian ecc.: avendo vissuto fuori dal Giappone, in altri contesti culturali, è una sfida in più per tutti per cercare di comprendersi e accettarsi.

Infine è anche interessante vedere i commentatori esterni che esprimono pareri e hanno reazioni più o meno esagerate su quel che succede nella casa, ma soprattutto sono divertenti perché rispecchiano esattamente quello che pensano anche gli spettatori (mi sentivo vicina a You e Torichan, che si erano innamorate di Hansan ahah)

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I primi partecipanti di Boys&Girls in the city! Da sx: Tatsuya, Yuriko, Makoto, Mizuki, Yuki e Minori

Vi ho nominato alcuni dei protagonisti di questa serie ma vi invito a guardarlo per farvi una vostra idea. Al di là del trash che questo format può offrire in un paese come il nostro, è sempre curioso osservare le interazioni sociali di un gruppo di persone ristretto, specie quando non c’è niente in palio e dunque tutto è molto più genuino come in Terrace House.

Se lo avete visto, fatemi sapere che ne pensate, io spero che porteranno avanti ancora questo format, magari di nuovo in Giappone ma in qualche zona come Okinawa o Hokkaido!

Come bonus vi lascio la sigla iniziale, che a me piace un sacco, e vi invito a cercare anche le playlist con le musiche utilizzate nel programma, secondo me veramente ben scelte!

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