MANGA REVIEW: Medaka Box

Oggi ho deciso di riproporre un altro articolo che scrissi per un altro sito (dal quale a quanto pare è scomparso) e dunque mi faccio del male mentale nel recensirvi Medaka Box, un manga di 22 volumi scritto da NisiOisiN, disegnato da Akira Akatsuki e pubblicato su Weekly Shonen Jump.

Medaka Kurokami è il presidente del Consiglio studentesco della scuola Hakoniwa. Il suo scopo nella vita è aiutare gli altri e per farlo istituisce una scatola delle consultazioni, la Medaka Box che dà titolo all’opera, dove gli studenti possono lasciare osservazioni e richieste per il miglioramento della loro vita scolastica. Insieme a lei ci sarà il suo amico d’infanzia Zenkichi Hitoyoshi come addetto agli Affari Generali del Consiglio e altri personaggi, nemici o amici di Medaka, che man mano si inseriranno in una storia con una trama sempre più ricca e colma di colpi di scena mai banali.

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NisiOisiN è noto per aver scritto romanzi per Death Note e xxxHolic e per aver sceneggiato l’anime di Bakemonogatari e in questo manga dà di nuovo prova della sua creatività e fantasia, raggiungendo alti livelli d’impossibile. Suddetta creatività si manifesta subito con il genere della storia, la protagonista, i personaggi che la circondano e le varie situazioni.

Cominciando dal genere, andando oltre i primi capitoli, ci si rende subito conto che non si è davanti ad un classico shōnen “alla Jump”, poiché questo manga è difficilmente classificabile in un unico genere: si comincia come un manga scolastico, ma si evolverà in un manga di combattimento e azione con elementi sovrannaturali, fino ad arrivare al romance passando per il genere psicologico, come forse giustamente ci si aspetterebbe dall’autore di Death Note: Another Note, senza mancare di inserire vignette dal contenuto ecchi.

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Medaka, poi, si presenta subito come una ragazza consapevole delle proprie capacità, sicura di sé, decisa e determinata nell’inseguire i propri maestosi ideali di altruismo. È fermamente convinta del proprio ruolo nel mondo e di essere in grado di aiutare tutti, compresi i propri nemici, che saranno sempre più forti e pericolosi. Coloro che le stanno intorno non riescono quasi a fare a meno di finire per volerle bene e seguire il suo desiderio di aiutare il prossimo, primo fra tutti Zenkichi, un ragazzo normalissimo che è riuscito per tredici anni a star dietro a questa ragazza eccellente in tutto. Sono poi i numerosissimi personaggi, tutti caratterizzati molto bene dalle loro eccentricità, a dare spessore alla storia e ai dialoghi.

Infine le situazioni vedono spesso competere Medaka e compagni in gare sportive e di intelletto, giochi di carte, prove culinarie o puri combattimenti dove, oltre a essere messi in mostra seni prosperosi e mutandine, saranno anche svelate le diverse abilità dei personaggi. Queste abilità sono dette capacità e Medaka stessa ne ha una. Le capacità rendono i loro possessori degli “anormali” e la scuola Hakoniwa pullula di questi studenti particolari. NisiOisiN dà sfogo alla propria fantasia anche in questo caso, non inventandosi banali capacità e poteri controllori degli elementi ma vere e proprie virtù legate all’animo umano: la capacità di far sì che nulla sia mai successo, la capacità di portare sempre a compimento qualcosa, la capacità di soggiogare le persone con le parole, la capacità di portare alla putrefazione qualcosa e tantissime altre.

Ma cosa rende ancora più godibile un manga dal contenuto già così fitto?

Con l’avanzare dei volumi e della storia, Medaka Box diventa una critica al sistema degli shōnen pubblicati da Jump, il che è piuttosto ironico per non dire paradossale, se si considera che la serie è pubblicata proprio da questa rivista. A tutti noi vengono sicuramente in mente manga eroistici in cui il protagonista è la persona più buona del mondo, con tutti i suoi pregi e difetti, che combatte per un mondo migliore e persegue valori quali amicizia, amore, lealtà. Oppure manga in cui il protagonista è un antieroe che si scopre essere dalla parte del giusto e si finisce per sostenere, mentre se ne leggono le avventure e le vicissitudini. In Medaka Box questo non accade. Personalmente, infatti, ho trovato Medaka insopportabilmente petulante nel suo voler a tutti i costi aver ragione, nel suo “costringere” gli altri a far parte del suo piano di aiuti verso chiunque glielo chieda (concetto ribadito più volte, specificando che lei sarà disponibile “365 giorni su 365, 24 ore su 24”). Non solo, Medaka è una ragazza incapace di capire cosa sia l’amore e di comprendere davvero gli animi delle persone che cerca di aiutare, non prova empatia, portando semplicemente la richiesta a termine a modo suo. Tutto ciò, dunque, è in netto contrasto con il tipico manga “alla Jump”.

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Come se non bastasse, viene spesso rotta la quarta dimensione: i personaggi sono semi-consapevoli di trovarsi in un manga, o quantomeno di agire secondo alcuni canoni tipici dei manga, e spesso viene nominato proprio Jump come riferimento, paragonando le proprie azioni a quelle delle storie pubblicate e parodiandole. Questa consapevolezza, insieme poi ai diversi scenari che NisiOisiN riesce ad inventarsi per mettere in contrasto così tanti personaggi tutti insieme, è affiancata da dialoghi che si fanno via via sempre più lunghi ed esplicativi di quel che accade, oltre ad essere anch’essi una rottura del canone shōnen che vede spesso l’uso di balloon dal contenuto breve. Addirittura c’è un confronto tra due personaggi su quale sia il migliore tra Weekly Shōnen Jump o Jump Square (due riviste staccate della stessa casa editrice ma che si occupano di manga diversi, spesso passandoseli dall’una all’altra, a seconda che i contenuti siano più o meno adatti ai lettori di ciascuna).

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Il tutto è accompagnato da ottimi disegni, proporzionati (tranne per le tette, ma ehi… so’ giapponesi!), spigolosi a sufficienza come si addice ad uno shōnen e che si adattano facilmente ad ogni personaggio e le sue caratteristiche fisiche e caratteriali: i nomi dei personaggi sono assurdi, per niente comuni e dunque non semplici da memorizzare, difficoltà che viene ovviata dalla facile associazione che si può fare con i particolari ricorrenti dei personaggi, come gli accessori o le loro capacità.

Ricordavo vagamente di aver letto la trama di Medaka Box ma non mi aspettavo minimamente la piega che avrebbe preso, che rasenta i limiti del sovrannaturale e, se vogliamo, dell’ultraterreno.
La varietà di personaggi e situazioni è altamente coinvolgente, nonostante i lunghi dialoghi non annoia e fa riflettere moltissimo sulla natura umana, analizzandone diverse sfaccettature. In particolare apprezzo il fatto di non avere in simpatia Medaka: è difficile, a mio parere, trovare un manga il cui protagonista non stia simpatico al lettore e che siano invece i personaggi secondari ad avere un maggiore rilievo, a tal punto che potrebbero addirittura surclassarlo. I personaggi che più mi sono piaciuti sono stati Misogi Kumagawa (che penso in molti finiscano per considerare uno dei migliori personaggi mai creati, data la sua visione del mondo, della vita e dell’essere umano), Yoka Naze e alcuni personaggi minori come Myori Unzen o Miyakonojo (dei quali, tra l’altro, non viene tralasciato di raccontare il passato che li ha portati ad essere come sono ora, giustificandone il comportamento e le capacità).

Medaka Box, insomma, vi renderà più consapevoli del panorama shōnen e vi farà riflettere in una maniera del tutto differente sulle persone, i loro animi e le loro visioni della vita. È un trip, vi servirà un altro cervello quando lo avrete finito, ma ne sarà la valsa la pena.

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