My Bookshelf: Gridare amore dal centro del mondo

Non so perché io abbia scelto Gridare amore dal centro del mondo come lettura per questo mese tutto dedicato all’amore, dato che non è affatto un libro allegro o particolarmente scritto bene. Lo avevo in libreria fin dal 2009 ma non l’ho mai riletto fino adesso, eppure l’ho scelto immediatamente quando si è trattato di dover decidere cosa proporvi per questo mese e spero vi colpirà come ha colpito me.

Gridare amore dal centro del mondo
Questa è la copertina dell’edizione in mio possesso, ma ce n’è anche un’altra se preferite quelle con fotografie 🙂

Questo libricino di poco più di cento pagine, di Kyoichi Katayama, ci racconta l’innocente storia d’amore tra Sakutaro e Aki. I due sono compagni di classe già alle medie ma durante i loro anni al liceo si avvicinano, scambiandosi un diario, rifacendo insieme la strada di casa, passando insieme le vacanze estive. Sono perfettamente a loro agio insieme e, a differenza di quello che capita solitamente tra le coppie giapponesi, comunicano spesso reciprocamente i propri sentimenti l’uno all’altra. Sakutaro dunque ci racconta come passano le sue giornate insieme ad Aki, che però lentamente ma inesorabilmente si ammala di leucemia. Fin dall’inizio sappiamo che Aki non sopravvive alla malattia, perché il racconto comincia proprio con Sakutaro che si dirige in Australia con la famiglia di lei per spargere le sue ceneri. Quelli che leggiamo infatti sono i ricordi di Sakutaro, ormai adulto, con un tono davvero malinconico che ci fa capire come in realtà non abbia mai superato davvero la morte di Aki.

kyoichi katayama
Kyoichi Katayama

Infatti, come storia parallela, c’è anche quella del nonno di Sakutaro, che impartirà al nipote una lezione sull’amore di cui lui stesso è esempio: la morte non sconfigge davvero la vita finché l’amore provato gli uni per gli altri rimane intatto nei cuori di chi vive. Anche dopo la morte possiamo incontrare di nuovo i nostri cari e questo deve darci la forza di andare avanti. Ed è con questa speranza, anche se piccola e praticamente insignificante, che Sakutaro ci parla della sua amata.

Questo perfetta dimostrazione di amore eterno mi sembrava adatta quindi per questo periodo, nonostante il triste epilogo, poiché in realtà vuole solo essere un incoraggiamento a dare il meglio di noi nell’amare incondizionatamente qualcuno, nella maniera più pura.

Il racconto scorre via in un soffio, come se guardassimo un film (film che tra l’altro è stato effettivamente prodotto, insieme ad un drama e ad un manga omonimi), ha uno stile semplice e senza fronzoli ma che comunque riesce a trasmettere i sentimenti dei personaggi. Il libro in Giappone ha avuto un tale successo, all’epoca della sua uscita, da superare il record di vendite di Norwegian Wood di Murakami e in questo senso ritengo sia meritato, poiché in molte meno pagine è riuscito a trasmettermi molto di più. Non lo definirei un bestseller, ma se non voleste nulla di impegnativo che però sia toccante e piacevole da leggere, seppur dolceamaro, sicuramente fa per voi.

P.s.: ho scoperto solo con questa rilettura che è stato tradotto da una prof del mio corso all’università! Sono tentata di chiederle un autografo ahahah

Amare una persona significa

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