Lists: Idee regalo a tema Giappone

Eccoci qua con il primo articolo speciale a tema natalizio! Visto quanto mi sono divertita per fare quello di Halloween, propongo anche questo in vista del Natale e del Capodanno, tanto per dare, per una volta, una degna conclusione anche al mio anno “blogghistico”.

Mi sembra dunque l’ideale cominciare con un bell’elenco di regali! Se per questo Natale volete ricevere un regalo a tema Giappone oppure farne uno a qualcuno che possa apprezzare, questa lista fa al caso vostro! Si tratta di vari tipi di regalo, che potete scegliere in base alla personalità del destinatario e che possono rispondere alle esigenze di tutte le tasche! Inoltre ve li ho divisi anche per tipologia e quando possibile vi linko in fondo all’articolo anche i negozi dove acquistarli, quindi non avrete proprio scuse per ridurvi all’ultimo 😉 Questa lista l’ho compilata basandomi anche su alcuni oggetti che già posseggo da appassionata ma altri li vorrei anch’io, quindi mi sono lasciata un po’ ispirare anche dal mio desiderio! Spero che possa tornarvi utile se siete ansiosi come me quando si tratta di fare i regali di Natale o che possa servirvi se vi siete presi all’ultimo e non avete nessuna idea xD

TRADIZIONALI

kokeshi1KOKESHI
Le bambole kokeshi sono bambole tradizionali realizzate a mano in legno, con la caratteristica di avere una testa a sfera e un busto allungato, senza braccia né gambe. Sono di buon auspicio e un oggetto molto carino da tenere come soprammobile, davvero raffinate. È possibile collezionarle, essendocene di diversi tipi, qui vi lascio qualche esempio, ma se non poteste permettervi quelle più tradizionali (che possono essere abbastanza costose), esiste il marchio Kimmidoll, più contemporaneo e colorato, che propone i portachiavi e le statuine delle proprie bamboline. Io le trovo davvero carine perché ognuna di loro possiede un nome e rappresenta un aspetto della vita: per esempio io posseggo Nami che rappresenta la buona sorte!

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kimmidoll
Personalmente adoro le Kimmidoll, sono un perfetto incrocio tra tradizione e stile pop più moderno!

maneki neko
MANEKI NEKO
I maneki neko (come vi ho spiegato approfonditamente anche nel mio articolo dedicato ai gatti in Giappone) sono gatti solitamente bianchi che reggono una moneta in una zampa, mentre con l’altra salutano. Sono anch’essi portatori di fortuna, specie per le attività commerciali, poiché con la zampa, più che salutare, attirano i clienti! Il loro colore può comunque cambiare in base all’ambito di protezione.
Potreste anche in questo caso regalare un maneki neko tradizionale, oppure optare per una serie di maneki colorati per augurare al vostro destinatario buona fortuna in tutti gli aspetti della sua vita!

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HOME CINEMA: Paprika

Anche stavolta lascio qui una vecchia recensione che feci per un altro sito, dal quale sembra essere sparita. Volevo che venisse inclusa sul mio blog, poiché si tratta di un film d’animazione e fantascienza di un famoso regista giapponese, Satoshi Kon.
Questo film mi è stato consigliato da un senpai all’università e non sapevo davvero cosa aspettarmi ma ha insistito così tanto che alla fine ho dovuto guardarlo e non me ne sono di sicuro pentita!

Paprika prende il via mostrandoci colei che dà nome al film, una ragazza che, scopriremo presto, viaggia nei sogni altrui con incredibile agilità e sicurezza. Ella non è altri che un alter ego onirico della dottoressa Atsuko Chiba, una psicoterapeuta che, in collaborazione con i colleghi studiosi Tokita e il dottor Shima, sfrutta la tecnologia della DC Mini per penetrare il subconscio dei pazienti attraverso i loro sogni. La DC Mini, però, è uno strumento pericoloso, poiché ancora in fase sperimentale, e se usato da mani sbagliate può causare indicibili danni psicologici e annullare l’identità di chi viene colpito dai suoi effetti.

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La dottoressa Atsuko Chiba alias Paprika

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My Bookshelf: Kafka sulla spiaggia

Finalmente, dopo numerosi tentativi, ho trovato un libro che valesse la pena di recensire per questa rubrica. Come da regola che mi sono autoimposta, qui tratterò un libro per autore, soprattutto per non trovarmi incastrata negli stessi temi ogni volta che vi propongo qualcosa. Nel caso abbiate suggerimenti, non fatevi scrupoli, le uniche condizioni sono le seguenti: recensisco appunto un libro per autore, quindi date un’occhiata alla cronologia della rubrica per farvi un’idea di chi ho già trattato; possono essere libri scritti da autori giapponesi, cinesi o coreani oppure da autori di altre nazionalità, in tal caso l’importante è che almeno le tematiche o l’ambientazione o qualche personaggio siano giapponesi, cinesi o coreani; nessun limite di generi, che siano romanzi o (auto)biografie, basta che siano validi e rispondano alle precedenti caratteristiche.

Bene, stavolta tocca all’osannato Haruki Murakami, di cui avevo già letto Norwegian Wood. Questo non mi colpì come invece ha fatto Kafka sulla spiaggia e per tale motivo il momento per questo scrittore è arrivato solo ora. Ciò non significa, però, che io sia riuscita a comprendere appieno questa lettura, in quanto Murakami è un vero e proprio maestro nel mescolare realtà e fantasia, in un vortice onirico da cui difficilmente si riesce a uscire lucidi.

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Questa è la copertina che mi piace di più tra le varie edizioni del libro

Lungo tutto il libro seguiremo le vicende dei due protagonisti che non si incontreranno mai, ma le cui vite si intrecceranno indissolubilmente fino alla risoluzione finale degli eventi che li vedono coinvolti.

Tamura Kafka scappa di casa il giorno del suo quindicesimo compleanno, dopo aver pianificato la fuga per due anni. Essa è dovuta ad una sorta di profezia, o piuttosto maledizione, dai tratti edipici, enunciatagli da suo padre: Tamura ucciderà il padre e giacerà con la madre e la sorella. Per questo il ragazzo decide di mettere una distanza di sicurezza prima che questa profezia si compia, partendo senza una meta precisa.

Il signor Nakata, invece, da bambino fu al centro di uno strano incidente: in gita in montagna con la sua classe delle elementari, lui e tutti i suoi compagni all’improvviso persero misteriosamente i sensi. Dopo poco però i bambini si risvegliarono, immemori dell’accaduto. L’unico a subire dei danni permanenti e evidenti fu proprio Nakata, risvegliandosi dal coma dopo due settimane con un’amnesia totale e la perdita delle conoscenze fino ad allora acquisite. Così ha vissuto tutta la vita con un sussidio, senza saper leggere né scrivere, ma riuscendo inspiegabilmente a parlare con i gatti.

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MANGA REVIEW: Boku no Hero Academia

Di recente sentivo il bisogno di uno shonen tra le mie letture manga, quindi quando mi è capitato tra le mani Boku no Hero Academia ho deciso di dargli una possibilità, poiché conoscevo già il suo autore, Horikoshi Kohei. Non potevo fare scelta migliore, ora ci sto in fissa.

izuku midoriya
Non vi fa tenerezza? ❤

La storia del protagonista, Izuku Midoriya, ha luogo in un futuro in cui, misteriosamente, le persone hanno sviluppato delle capacità chiamate quirk. Questi quirk sono praticamente superpoteri di vario tipo e a causa di essi la società si è sviluppata in maniera inaspettata, divenendo culla di moltissimi eroi! Quasi tutti posseggono il quirk, tranne il nostro sfortunato Midoriya, che fa parte di quella bassa percentuale di popolazione senza un quirk. Ma il ragazzo, nonostante ciò, si appassiona lo stesso al mondo degli Heroes, continuando in cuor suo a sognare di poterlo diventare anche lui. Il suo desiderio si realizzerà grazie al supereroe più grande e forte di tutti, il “simbolo della pace” All Might, col quale creerà un solido legame d’amicizia e un rapporto allievo-maestro: All Might infatti trasferisce il proprio quirk, il One for All, a Midoriya e questo gli consentirà di frequentare l’accademia per diventare un Hero, lo Yuei!

Ma se pensate che questo manga si riduca ad una semplice vita scolastica su come si diventa Hero, con battaglie solo tra studenti, vi sbagliate di grosso. Certo, queste non mancheranno, poiché i quirk hanno diverse caratteristiche che favoriscono la competizione, ma questo manga (e il relativo anime) è interessante perché non si limita solo a questo.

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CULTURE CLUB: Leggende metropolitane giapponesi e non solo

Eccomi a raccontarvi alcune tra le più paurose e inquietanti leggende metropolitane e non che circolano nel paese del Sol Levante. Vi giuro che cercarle, soprattutto le immagini, mi hanno messo tantissima inquietudine addosso… si vede proprio che non guardo horror!

Ma partiamo subito col botto parlando di Kuchisake Onna, la Donna dalla bocca tagliata.

La leggenda vuole che un samurai geloso della propria donna, bellissima e per questo secondo lui infedele, le abbia tagliato da parte a parte la bocca con la katana in un impeto di gelosia, chiedendole poi “Chi ti considererà bella adesso?”.

La Kuchisake Onna, dunque, gira con una mascherina sul volto per le vie, armata di grosse forbici, chiedendo ai malcapitati la fatidica domanda: “Pensi che io sia bella?” (in giapponese “Kirei da to omou?”). Se la tua risposta sarà affermativa, Kuchisake Onna si toglierà la mascherina chiedendoti “Anche così sono bella?”. In questo caso, se la risposta diventasse negativa, Kuchisake Onna ti ucciderebbe. Ma se invece risponderai di nuovo di sì, allora Kuchisake Onna sfigurerà con le proprie forbici il tuo volto nel suo stesso modo (l’uso delle forbici è dato dal fatto che “Kirei” col significato di “bella” è omofono di “Kire”, imperativo del verbo “tagliare”). Ci sono versioni in cui Kuchisake Onna insegue la vittima che le ha risposto affermativamente fino a casa, per poi ucciderla sulla soglia, e altre in cui porta le vittime che rispondono negativamente nella casa dove lei fu sfigurata. Infine ce ne sono altre ancora dove se rispondi positivamente, lei ti donerà un rubino e ti lascerà vivo.

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Italians do it better: Ale&Cucca di Elisabetta Cifone

Altro giro, altra corsa! Sempre per la nostra rubrica dedicata ai fumettisti italiani, emergenti e non, stavolta voglio parlarvi di Ale & Cucca, edito da Kasaobake, di Elisabetta Cifone.

Disclaimer: nessuna di queste immagini mi appartiene, ma sono dell’autrice e sotto il copyright di Kasaobake e vengono utilizzate a solo scopo illustrativo del fumetto in questione.

Questo fumetto mi ha attirata subito per i disegni e le copertine colorate, ritraenti i personaggi della storia, in particolare le due protagoniste: Alessia, detta Ale, e Veronica, soprannominata Cucca.

seconda di copertina
Cucca a sinistra e Ale a destra, chi vi piace di più di primo impatto?

Di inusuale c’è che i personaggi sono tutti appena appena tredicenni, ma nonostante ciò la media dei lettori può tranquillamente immedesimarsi, poiché ha già attraversato questa fase! XD

Il fumetto, infatti, ruota attorno ai problemi adolescenziali, soprattutto quelli amorosi, delle due protagoniste, amiche strette pur essendo piuttosto diverse: Ale è una ragazzina carina e dolce ma un po’ piagnucolona e insicura, mentre Cucca è un tipino tutto pepe a cui non sempre riesce di fare la dura.

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ANIME REVIEW: Little Witch Academia

 

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Rieccoci con lo speciale di Halloween, stavolta dedicato a Little Witch Academia (si parla di streghe, ci sta, no?), un anime di cui ho visto crescere enormemente il fandom e che per questo motivo mi sono decisa a vedere, incuriosita anche dal character design e dalla tematica mahou shojo.

Prodotto dallo Studio Trigger, già conosciuto per un altro fenomeno anime ovvero Kill la Kill, LWA (abbreviato così per comodità) ci narra la storia di Atsuko “Akko” Kagari, una ragazza che vuole diventare strega studiando alla scuola di magia Luna Nova, per seguire le orme del suo idolo, la strega Shiny Chariot, che usava la magia per rendere felici gli altri. Akko però non ha poteri magici e sarà la prima studentessa senza poteri ammessa nella scuola, che si trova in difficoltà economiche e di reputazione poiché la magia sta pian piano venendo surclassata dalla tecnologia e dunque è “costretta” ad accettare chiunque per non dover chiudere i battenti. La vita scolastica di Akko ovviamente non sarà facile: non sa usare per niente la magia, non sa nemmeno volare sulla scopa e la sua incapacità sarà fonte di ilarità delle sue compagne, specialmente il gruppo di Diana Cavendish, erede di una famiglia di streghe piuttosto rinomata e strega capace già dall’infanzia. Ma prima dell’ingresso a scuola, insieme a Sucy Manbavaran e Lotte Jansson (le sue amiche più strette e future compagne di stanza), trova nella foresta di Arcturus lo Shiny Rod, lo scettro di Chariot. Akko quindi imparerà la magia cercando di usare lo Shiny Rod, che però risponderà solo a determinati incantesimi…

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