ANIME REVIEW: Little Witch Academia

 

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Rieccoci con lo speciale di Halloween, stavolta dedicato a Little Witch Academia (si parla di streghe, ci sta, no?), un anime di cui ho visto crescere enormemente il fandom e che per questo motivo mi sono decisa a vedere, incuriosita anche dal character design e dalla tematica mahou shojo.

Prodotto dallo Studio Trigger, già conosciuto per un altro fenomeno anime ovvero Kill la Kill, LWA (abbreviato così per comodità) ci narra la storia di Atsuko “Akko” Kagari, una ragazza che vuole diventare strega studiando alla scuola di magia Luna Nova, per seguire le orme del suo idolo, la strega Shiny Chariot, che usava la magia per rendere felici gli altri. Akko però non ha poteri magici e sarà la prima studentessa senza poteri ammessa nella scuola, che si trova in difficoltà economiche e di reputazione poiché la magia sta pian piano venendo surclassata dalla tecnologia e dunque è “costretta” ad accettare chiunque per non dover chiudere i battenti. La vita scolastica di Akko ovviamente non sarà facile: non sa usare per niente la magia, non sa nemmeno volare sulla scopa e la sua incapacità sarà fonte di ilarità delle sue compagne, specialmente il gruppo di Diana Cavendish, erede di una famiglia di streghe piuttosto rinomata e strega capace già dall’infanzia. Ma prima dell’ingresso a scuola, insieme a Sucy Manbavaran e Lotte Jansson (le sue amiche più strette e future compagne di stanza), trova nella foresta di Arcturus lo Shiny Rod, lo scettro di Chariot. Akko quindi imparerà la magia cercando di usare lo Shiny Rod, che però risponderà solo a determinati incantesimi…

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ANIME REVIEW: Miraculous Ladybug

Rieccoci nella rubrica degli anime con qualcosa di un po’ diverso! Stavolta Francia, Giappone e Sud Corea uniscono le forze per la produzione di questo cartone animato in 3D, ideato da Thomas Astruc.

Inizialmente pensato in 2D e con uno stile anime, viene poi trasformato nel prodotto attuale, che vede protagonisti due nuovi supereroi: Ladybug e Chat Noir!

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Ma andiamo con ordine. Sotto la maschera di supereroi ci sono due ragazzi parigini normalissimi: Marinette Dupain-Cheng e Adrien Agreste. I due frequentano lo stesso istituto di moda e Marinette è innamorata di Adrien, il quale, quando è Chat Noir, è cotto di Ladybug. Nessuno dei due però è consapevole dell’identità segreta dell’altro! Entrambi infatti hanno ricevuto in dono un Miraculous: oggetti che conferiscono il potere della creazione (quello di Ladybug) e della distruzione (quello di Chat Noir) e dei quali i due ragazzi non possono parlare se non quando sono trasformati. Insieme, aiutati dai loro kwami Tikki e Plagg, hanno il compito di proteggere Parigi dalle trame di Papillon, altro possessore di Miraculous che vuole impadronirsi dei loro per utilizzarne i poteri. Papillon può infatti conferire poteri magici e con le sue farfalle malvagie, le akuma, trasforma le persone che nutrono rancore e rabbia repressa per farle combattere contro i due eroi. Solo collaborando tra loro Ladybug e Chat Noir possono deakumatizzare le persone innocenti.

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#NostalgiaPortamiVia: Pokemon Indigo League

Sì, lo so, questo è uno dei pilastri della nostra infanzia. Nessuno è rimasto immune ai “mostri” creati da Satoshi Tajiri, anche chi non ha mai giocato ai videogiochi avrà visto qualche puntata dell’anime. Però non ho potuto fare a meno di notare cose su cui non ci si sofferma da bambini e quindi necessitavo di parlarne.

Partirei col botto dai traumi che mi ha suscitato la versione fornita da Netflix.

Prepare for trouble
La versione inglese del motto del Team Rocket: JessiePreparatevi a passare dei guai
JamesDei guai molto grossi
JessieProteggeremo il mondo della devastazione
JamesUniremo tutti i popoli nella nostra nazione
JessieDenunceremo i mali della verità e dell’amore
JamesEstenderemo il nostro potere fino alle stelle
JessieJessie
Jamese James
JessieTeam Rocket, pronto a partire alla velocità della luce
JamesArrendetevi subito, o preparatevi a combattere
MeowthMeowth, proprio così!

Sulla piattaforma, infatti, troviamo una versione ridoppiata: per esempio, Misty ha cambiato voce e Ash non viene più da Pallet Town ma da Biancavilla (come Rosso e Blu nel videogioco, del resto), ma questo è il meno. Il trauma più grande per me è stato il cambio di parole per il motto del Team Rocket.

Ci sono rimasta malissimo, volevo recitarlo insieme a loro!

E a proposito, Meowth non si pronuncia “meo”, ma “miao”, il suo è un nome onomatopeico (anche in giapponese, il suo nome, Nyassu, contiene l’onomatopea giapponese del verso del gatto, nya). Però fa schifo e per me rimane Meo. Insomma, questo ridoppiaggio vuole evidentemente essere più fedele, traumatizzando però gli spettatori veterani come me, tanto quanto il cambio della sigla iniziale. Essendo Netflix un servizio streaming americano, non hanno messo la sigla del Giorgione nazionale, ma quella americana tradotta. Non una novità, se avete visto anche i film Pokemon: nel primissimo, infatti, quello che vede lo scontro tra Mew e Mewtwo, viene utilizzata proprio quella sigla nella scena introduttiva. Peccato che anche di questa abbiano cambiato le parole. Vi lascio qua sotto le due versioni, ditemi quale preferite voi.

Qui la versione come la trovate nel film Mew VS Mewtwo: https://www.youtube.com/watch?v=f70W-WDjLYo

Il problema maggiore di questi rewatch, per me, è che da adulti non si può fare a meno di notare quanto certe situazioni siano assurde, pur considerando il contesto “fantastico”. Sono davvero tante e in pratica in questo articolo ve le elenco per pura necessità di sfogare la mia esasperazione.

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ANIME REVIEW: Shingeki no Kyojin

Sì, finalmente mi sono decisa. Ho guardato Shingeki no Kyojin. Ci sono voluti anni, eh, ma vi ho raggiunto, maledetto gregge di pecore. Ora finalmente faccio parte di voi. Dov’è il Levi che mi spetta?

Shingeki no Kyojin per me è stato una sorpresa. Finora l’avevo ignorato perché nella mia testa avviene questa discussione interiore:“È mainstream? Ah allora mi sa che non lo guardo… leggo commenti di gente troppo esaltata, mi passa la voglia”. Non so il perché, ma succede questo. Ma finalmente l’ho visto e posso dire di non esser rimasta delusa.

La trama penso la conosciamo ormai tutti, ma non si sa mai, magari qualcuno di voi si sta approcciando ora ad anime e manga, quindi farò una breve sinossi.

Ci troviamo in un mondo post-apocalittico dal mood vagamente medievale, in cui il genere umano è stato decimato e confinato dietro tre mura concentriche altissime, che servono per proteggere ciò che resta della popolazione da ciò che l’ha minacciata un secolo prima, i giganti. Questi sono delle creature deformi e goffe ma enormi e dalla forza distruttiva che si nutrono degli esseri umani. Per difendere le mura da eventuali attacchi del nemico, sono stati istituiti tre differenti corpi militari, in uno dei quali si arruoleranno i protagonisti: Eren, Mikasa e Armin, tre ragazzini che hanno perso tutto dopo un recente attacco dei giganti, il primo dopo cento anni. Eren, in particolare, è decisissimo ad eliminare quindi tutti i giganti, poiché ha visto la madre venir mangiata viva da uno di essi.

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ANIME REVIEW: Re:Zero

Ho concluso la visione di un nuovo anime, dopo secoli dall’ultimo che ho visto (ormai li guardo solo con il mio ragazzo, da sola riesco a vedere solo serie tv D:), quindi perché non parlarvene?

Si tratta di Re:Zero e se non lo conoscete, molto male.

Re:Zero kara hajimeru isekai seikatsu, “Ricomincio una nuova vita da zero in un nuovo mondo”, nasce dapprima come romanzo amatoriale di un certo Tappei Nagatsuki. Con romanzo amatoriale intendo proprio una sorta di fanfiction originale, come potreste trovarne sui nostri EFP e Wattpad per intenderci, pubblicata gratuitamente su un sito dedicato (giapponese ovviamente). Tappei ha avuto fortuna e la sua storia è stata notata ed apprezzata al punto da esser trasposta prima in una light novel (romanzo con illustrazioni) e ora in anime. La storia però non è assolutamente finita e l’autore continua a dar sfogo alla propria fantasia, tenendo i fan sulle spine con spoiler sui capitoli successivi. Io pure spero facciano una seconda serie per l’anime e che portino le light novel in Italia, sarei curiosa di vedere anche com’è scritto. Ma per ora vi parlerò della prima serie anime, che ho trovato comunque molto ben fatta.

Come protagonista abbiamo un ragazzo di nome Natsuki Subaru, un hikikomori (persona che isola sé stessa dal mondo, rifiutandosi di avere qualunque contatto umano con esso, con l’eccezione di internet, videogiochi e altri passatempi solitari) che di punto in bianco si trova in un mondo dall’atmosfera decisamente fantasy. Essendo esperto di giochi con questo tipo di ambientazione, crede di potersela cavare, agendo come farebbe in un mondo virtuale, ma presto scoprirà che non sarà così facile, anzi.

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ANIME REVIEW: Himouto! Umaruchan

Ebbene sì, riesco a guardare qualche anime ogni tanto! Prediligo senza dubbio i manga e i fumetti perché oltre ad essere completi sono fisici, si possono sfogliarne le pagine e stare ad osservare le loro immagini più a lungo. Ma non disdegno qualche anime di tanto in tanto e questa volta cercavo qualcosa di leggero che mi occupasse qualche serata vuota, perciò eccomi a parlarvi dell’ultimo che ho visto ^^

Credo che alla maggior parte delle persone che conosco piaccia rimanersene a casa a guardare serie tv, giocare ai videogiochi o semplicemente gingillarsi infischiandosene del mondo esterno e, ammettiamolo, è una vera pacchia!

Bene, Umaru Doma è lo spirito guida di tutti noi!

Himouto! Umaruchan è un anime uscito nel 2015, tratto dal manga omonimo ed è una commedia che ci mostra la vita quotidiana di una ragazza studentessa del liceo, Umaru, con il fratello maggiore Taihei. Umaru è bellissima, tutti si girano a guardarla, è brava a scuola in tutte le materie ed è ammirata anche dalle sue compagne. Ma appena torna a casa mostra la sua vera natura: una fannullona perdigiorno che ama ingozzarsi di schifezze, prime fra tutte patatine e coca cola, mentre legge fumetti o gioca ai videogiochi ossessivamente. Il fratellone, che lavora tutti i giorni in un ufficio, bada continuamente alla sorellina, cercando in tutti i modi di correggere alcuni suoi comportamenti capricciosi ma finendo semplicemente per arrendersi il più delle volte.

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Umaru in tutta la sua bellezza da un frame della sigla finale

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