#NostalgiaPortamiVia: Pokemon Indigo League

Sì, lo so, questo è uno dei pilastri della nostra infanzia. Nessuno è rimasto immune ai “mostri” creati da Satoshi Tajiri, anche chi non ha mai giocato ai videogiochi avrà visto qualche puntata dell’anime. Però non ho potuto fare a meno di notare cose su cui non ci si sofferma da bambini e quindi necessitavo di parlarne.

Partirei col botto dai traumi che mi ha suscitato la versione fornita da Netflix.

Prepare for trouble
La versione inglese del motto del Team Rocket: JessiePreparatevi a passare dei guai
JamesDei guai molto grossi
JessieProteggeremo il mondo della devastazione
JamesUniremo tutti i popoli nella nostra nazione
JessieDenunceremo i mali della verità e dell’amore
JamesEstenderemo il nostro potere fino alle stelle
JessieJessie
Jamese James
JessieTeam Rocket, pronto a partire alla velocità della luce
JamesArrendetevi subito, o preparatevi a combattere
MeowthMeowth, proprio così!

Sulla piattaforma, infatti, troviamo una versione ridoppiata: per esempio, Misty ha cambiato voce e Ash non viene più da Pallet Town ma da Biancavilla (come Rosso e Blu nel videogioco, del resto), ma questo è il meno. Il trauma più grande per me è stato il cambio di parole per il motto del Team Rocket.

Ci sono rimasta malissimo, volevo recitarlo insieme a loro!

E a proposito, Meowth non si pronuncia “meo”, ma “miao”, il suo è un nome onomatopeico (anche in giapponese, il suo nome, Nyassu, contiene l’onomatopea giapponese del verso del gatto, nya). Però fa schifo e per me rimane Meo. Insomma, questo ridoppiaggio vuole evidentemente essere più fedele, traumatizzando però gli spettatori veterani come me, tanto quanto il cambio della sigla iniziale. Essendo Netflix un servizio streaming americano, non hanno messo la sigla del Giorgione nazionale, ma quella americana tradotta. Non una novità, se avete visto anche i film Pokemon: nel primissimo, infatti, quello che vede lo scontro tra Mew e Mewtwo, viene utilizzata proprio quella sigla nella scena introduttiva. Peccato che anche di questa abbiano cambiato le parole. Vi lascio qua sotto le due versioni, ditemi quale preferite voi.

Qui la versione come la trovate nel film Mew VS Mewtwo: https://www.youtube.com/watch?v=f70W-WDjLYo

Il problema maggiore di questi rewatch, per me, è che da adulti non si può fare a meno di notare quanto certe situazioni siano assurde, pur considerando il contesto “fantastico”. Sono davvero tante e in pratica in questo articolo ve le elenco per pura necessità di sfogare la mia esasperazione.

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#NostalgiaPortamiVia: Aida degli Alberi

Ok, ora voglio che torniate con la mente alle elementari circa. Squilla la campanella e voi cacciate fuori dallo zaino la vostra bella Kinder Brioss o in alternativa una Colazione Più o una PaneCioc (la mia preferita tra queste tre).

Bene. Chi di voi ricorda ancora il loro sapore perché non costretto a darne un pezzo ad ogni compagno senza merenda, ricorderà anche che, per un periodo, nelle confezioni di queste droghe che davano dipendenza merendine buonissime venivano distribuite anche delle VHS (e se siete così tanto giovani da non sapere cosa sia una VHS forse non dovreste stare su internet) di cartoni animati dai nomi improbabili, ai quali poi erano ispirati anche videogiochi per il pc e figures da collezionare. Dopotutto è la Kinder, con gli ovetti Kinder Sorpresa ci hanno fatto il grano per decenni, dunque ne avevano molto da spendere anche su questo tipo di merchandising. Dicevo, videocassette. Posso dire con una certa fierezza di averne visti più della metà ed è di uno di questi che vi voglio parlare, quello che a quanto pare mi ha colpito di più di tutti da essermi tornato in mente come un lampo qualche giorno fa.

Non vi sentite attanagliati dai feels?

Aida degli Alberi
in realtà pare non sia da considerarsi parte della serie ufficiale dei cosiddetti “cartoni di Kinder e Ferrero”, ma tra i Roteò, i Magotti, i Lunes (nomi improponibili come vi dicevo) e compagnia bella, secondo me spiccava più di tutti. Riguardarlo col senso critico che ho adesso, però, non me lo ha fatto apprezzare allo stesso modo.

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#NostalgiaPortamiVia – W.I.T.C.H. pt.2

No, ok, scherzavo. Qualcosa da dire per fare la polemica ce l’ho ancora. se non avete letto la prima parte, correte a rimediare e poi tornate qui.
Perché questo è lo spoiler degli spoiler, ciò che vi farà cadere le braccia, sbattere la testa sulla scrivania ripetutamente e ingozzarvi di cibo per riuscire a riprendervi dallo shock.

Voglio parlare del finale. Nella prima parte di questo articolo ho scritto che mi aveva confermato il fatto che non mi piacciono i finali aperti.
Non è solo questo. È che proprio è una cazzata ‘sto finale.
Mi immagino il dialogo avvenuto nella redazione:

“Ok, raga, non guadagnamo più una ceppa, abbiamo fatto tante cazzate, ora ci tocca chiudere. Come lo concludiamo ‘sto fumetto?”
“Poniamo le Guardiane davanti alla scelta finale!”
“Cioè?”
“Dovranno scegliere se perdere i poteri come le precedenti Guardiane o diventare Sovrane Magiche”
“Uhm buona idea. Ma che sarebbero le Sovrane Magiche?”
“Mi sono inventato il nome sul momento, in qualche modo devono chiamarsi se non saranno più Guardiane”
“Ah, ok. E poi?”
“Loro superano delle prove idiote e diventano talmente super magiche che diventano una cosa sola!” -pausa- “Tipo Power Rangers e Megazord!”
“Che idea GENIALE!”

Fu così probabilmente che nacque Sixtar, the Ultimate Guardian, the Biggest Shit EVER.

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#NostalgiaPortamiVia – W.I.T.C.H. pt.1

Altra nuova rubrica (ma le cose nuove non si dovrebbero fare con l’anno nuovo? Va beh)! Ci tenevo molto a scrivere questo post e spero ci sia qualcuno che avrà voglia di leggerlo fino in fondo.
Spero di non risultare troppo polemica, mi rendo benissimo conto che ora ho tutta un’altra capacità critica e che quello di cui vado a trattare si tratta di un prodotto destinato ad un altro target, spero che ciò che dirò venga preso con ironia, dato che la maggior parte delle cose sono più assurde che altro.
Vi ricordo ancora una volta che potete seguire la mia pagina facebook Kotodama and Tea Time per essere aggiornati sui miei nuovi articoli, commentare insieme e conoscerci 🙂
Con questa premessa, si comincia!

Il Lucca Comics è una graaaande fiera e, come tale, è un’enorme occasione per cercare tesori nascosti. La prima esperienza mia e di Luca (di cui ho scritto un post qui sul blog) ha dato degli ottimi frutti e, insieme al mal di schiena, ci siamo portati a casa anche due serie complete della nostra infanzia/pre-adolescenza: W.I.T.C.H. e PK New Adventure.

Quest’oggi vi parlo appunto di W.I.T.C.H. (che per comodità, d’ora in avanti, scriverò Witch sia per riferirmi al titolo sia al gruppo delle ragazze), di cui c’è davvero molto da dire e la maggior parte delle cose che dirò non sarà positiva, andando quindi un po’ contro la “politica” che mi sono imposta e in cui credo, ovvero recensire solo quello che ci piace.

Ma in questo caso dovevo scrivere qualcosa in proposito, perché ritrovandolo in fiera sono stata super felice, non avendo mai letto la fine e non avendo nemmeno mai cercato informazioni a riguardo, quindi quale occasione migliore per scoprirlo da sola? L’avessi mai fatto. No, ok, non sono pentita del mio acquisto. Di sicuro ho fatto contento il tizio dello stand, che non credo contasse di liberarsi così facilmente di 139 volumetti spillati al prezzo a cui li aveva messi (che è meglio non farvi sapere…). Diciamo che preferirei non esistessero, come minimo, gli ultimi 50 volumi.

Sarà un post lungo e pieno di spoiler, io ve lo dico. Da qui in poi non c’è via di ritorno. Per chi non conosce il proseguimento della storia fino alla fine, sarà come scoprire la vera storia e il finale di Rossana o Piccoli Problemi di Cuore (credetemi, la Mediaset censura davvero TANTO). Dove vorrò andare a parare, lo scoprirete leggendo fino in fondo almeno la mia recensione (già non avete letto il fumetto, fate almeno lo sforzo!).

witch

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