ANIME REVIEW: Miraculous Ladybug

Rieccoci nella rubrica degli anime con qualcosa di un po’ diverso! Stavolta Francia, Giappone e Sud Corea uniscono le forze per la produzione di questo cartone animato in 3D, ideato da Thomas Astruc.

Inizialmente pensato in 2D e con uno stile anime, viene poi trasformato nel prodotto attuale, che vede protagonisti due nuovi supereroi: Ladybug e Chat Noir!

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Ma andiamo con ordine. Sotto la maschera di supereroi ci sono due ragazzi parigini normalissimi: Marinette Dupain-Cheng e Adrien Agreste. I due frequentano lo stesso istituto di moda e Marinette è innamorata di Adrien, il quale, quando è Chat Noir, è cotto di Ladybug. Nessuno dei due però è consapevole dell’identità segreta dell’altro! Entrambi infatti hanno ricevuto in dono un Miraculous: oggetti che conferiscono il potere della creazione (quello di Ladybug) e della distruzione (quello di Chat Noir) e dei quali i due ragazzi non possono parlare se non quando sono trasformati. Insieme, aiutati dai loro kwami Tikki e Plagg, hanno il compito di proteggere Parigi dalle trame di Papillon, altro possessore di Miraculous che vuole impadronirsi dei loro per utilizzarne i poteri. Papillon può infatti conferire poteri magici e con le sue farfalle malvagie, le akuma, trasforma le persone che nutrono rancore e rabbia repressa per farle combattere contro i due eroi. Solo collaborando tra loro Ladybug e Chat Noir possono deakumatizzare le persone innocenti.

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MANGA REVIEW: Medaka Box

Oggi ho deciso di riproporre un altro articolo che scrissi per un altro sito (dal quale a quanto pare è scomparso) e dunque mi faccio del male mentale nel recensirvi Medaka Box, un manga di 22 volumi scritto da NisiOisiN, disegnato da Akira Akatsuki e pubblicato su Weekly Shonen Jump.

Medaka Kurokami è il presidente del Consiglio studentesco della scuola Hakoniwa. Il suo scopo nella vita è aiutare gli altri e per farlo istituisce una scatola delle consultazioni, la Medaka Box che dà titolo all’opera, dove gli studenti possono lasciare osservazioni e richieste per il miglioramento della loro vita scolastica. Insieme a lei ci sarà il suo amico d’infanzia Zenkichi Hitoyoshi come addetto agli Affari Generali del Consiglio e altri personaggi, nemici o amici di Medaka, che man mano si inseriranno in una storia con una trama sempre più ricca e colma di colpi di scena mai banali.

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NisiOisiN è noto per aver scritto romanzi per Death Note e xxxHolic e per aver sceneggiato l’anime di Bakemonogatari e in questo manga dà di nuovo prova della sua creatività e fantasia, raggiungendo alti livelli d’impossibile. Suddetta creatività si manifesta subito con il genere della storia, la protagonista, i personaggi che la circondano e le varie situazioni.

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DIY&Tutorials: Flareon Gijinka Ears

Salve a tutti! Di recente ho portato per la seconda volta al Rimini Comix il mio gijinka di Flareon. Poiché il primo anno era stato messo insieme in modo molto affrettato, quest’anno ho rifatto con calma le orecchie e la coda.

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Nel fare le orecchie, mi sono ricordata che qui sul blog ho questa piccola sezione di DIY e ho pensato che fosse l’occasione migliore per rispolverarla! Non sono bravissima con i tutorial, ma spero che vi possa essere utile non solo per Flareon ma anche per altre Eeveelutions o altri tipi di orecchiette!

Dunque, cominciamo!

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#NostalgiaPortamiVia: Pokemon Indigo League

Sì, lo so, questo è uno dei pilastri della nostra infanzia. Nessuno è rimasto immune ai “mostri” creati da Satoshi Tajiri, anche chi non ha mai giocato ai videogiochi avrà visto qualche puntata dell’anime. Però non ho potuto fare a meno di notare cose su cui non ci si sofferma da bambini e quindi necessitavo di parlarne.

Partirei col botto dai traumi che mi ha suscitato la versione fornita da Netflix.

Prepare for trouble
La versione inglese del motto del Team Rocket: JessiePreparatevi a passare dei guai
JamesDei guai molto grossi
JessieProteggeremo il mondo della devastazione
JamesUniremo tutti i popoli nella nostra nazione
JessieDenunceremo i mali della verità e dell’amore
JamesEstenderemo il nostro potere fino alle stelle
JessieJessie
Jamese James
JessieTeam Rocket, pronto a partire alla velocità della luce
JamesArrendetevi subito, o preparatevi a combattere
MeowthMeowth, proprio così!

Sulla piattaforma, infatti, troviamo una versione ridoppiata: per esempio, Misty ha cambiato voce e Ash non viene più da Pallet Town ma da Biancavilla (come Rosso e Blu nel videogioco, del resto), ma questo è il meno. Il trauma più grande per me è stato il cambio di parole per il motto del Team Rocket.

Ci sono rimasta malissimo, volevo recitarlo insieme a loro!

E a proposito, Meowth non si pronuncia “meo”, ma “miao”, il suo è un nome onomatopeico (anche in giapponese, il suo nome, Nyassu, contiene l’onomatopea giapponese del verso del gatto, nya). Però fa schifo e per me rimane Meo. Insomma, questo ridoppiaggio vuole evidentemente essere più fedele, traumatizzando però gli spettatori veterani come me, tanto quanto il cambio della sigla iniziale. Essendo Netflix un servizio streaming americano, non hanno messo la sigla del Giorgione nazionale, ma quella americana tradotta. Non una novità, se avete visto anche i film Pokemon: nel primissimo, infatti, quello che vede lo scontro tra Mew e Mewtwo, viene utilizzata proprio quella sigla nella scena introduttiva. Peccato che anche di questa abbiano cambiato le parole. Vi lascio qua sotto le due versioni, ditemi quale preferite voi.

Qui la versione come la trovate nel film Mew VS Mewtwo: https://www.youtube.com/watch?v=f70W-WDjLYo

Il problema maggiore di questi rewatch, per me, è che da adulti non si può fare a meno di notare quanto certe situazioni siano assurde, pur considerando il contesto “fantastico”. Sono davvero tante e in pratica in questo articolo ve le elenco per pura necessità di sfogare la mia esasperazione.

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MANGA REVIEW: Bakuman

Ho iniziato ad avvicinarmi sul serio ai manga intorno ai tredici anni e a quell’età ero a malapena riuscita a capire dove diavolo potessi comprarli. Fu quindi sorprendente per me, pochi anni dopo, la prima lettura di Bakuman, prodotto dai famosissimi autori di Death Note, Tsugumi Ohba e Takeshi Obata.

Bakuman ci parla della strada piena di ostacoli e fatica che Moritaka Mashiro e Akito Takagi decidono di affrontare per diventare mangaka famosi e pubblicare sul più importante settimanale di manga, Weekly Shōnen Jump.

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Saiko e Shujin

Mashiro, chiamato da tutti Saiko (lettura diversa dei suoi kanji che significa “il migliore”), è un ragazzo delle medie sfiduciato sul proprio futuro: in Giappone è cosa comune per gli studenti aspirare a entrare in una buona università e poi in una buona azienda, mentre Mashiro si sente estraniato da questa prospettiva che non lo stimola. L’unica cosa che sembra affascinarlo è la sua compagna di classe Miho Azuki, che osserva di sottecchi e di cui disegna ritratti sul proprio quaderno, alla quale però non riesce a dichiararsi. Un pomeriggio, Mashiro dimentica il quaderno in aula e andando a riprenderlo viene a contatto con Takagi, in seguito chiamato Shujin (anche in questo caso, leggendo diversamente i kanji del suo nome si ottiene il significato di “carcerato”), che ha visto i disegni di Mashiro e gli propone di diventare mangaka insieme a lui. Inizialmente Mashiro è molto scettico e rifiuta la proposta, poiché conosce bene il duro lavoro che comporta essere un fumettista: lo zio infatti era un mangaka e dopo il primo successo fece molta fatica a ottenere la pubblicazione di un’altra serie, tanto da morire per l’eccessiva dedizione al lavoro. Ma Takagi trova subito il modo per stimolare l’interesse di Mashiro e riesce a portare il compagno nei pressi della casa di Miho Azuki, dove Mashiro e la ragazza si scambieranno una solenne promessa: raggiunti i loro sogni, cioè quello di ottenere un anime dal manga di Mashiro e Takagi e che Miho diventi una doppiatrice per dar voce all’eroina di quell’anime, i due si sarebbero sposati.

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La proposta di Saiko a Miho

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DRAMAtique: Terrace House

Oltre ai programmi divertenti di cui ogni tanto ci capita di vedere spezzoni su Facebook, anche in Giappone pare piaccia il genere reality in tv. Netflix sembra aver intuito il potenziale che soprattutto Giappone e Corea hanno in fatto di serie tv e intrattenimento in generale ed è per questo che mi trovo qui a parlarvi di Terrace House! Lo inserisco nella mia categoria “DRAMAtique” poiché, anche se non è una vera e propria serie tv, è comunque composta da più stagioni.

Possiamo paragonare Terrace House al nostro Grande Fratello. Ma meglio! I giapponesi hanno preso un format e non lo hanno semplicemente copiato, ma lo hanno reso migliore di quello ormai colmo di trash a cui siamo abituati.

Come avrete capito, dunque, ci troviamo in una casa super bella con inquilini che non si conoscono tra loro. Cosa c’è di diverso?

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CULTURE CLUB: Nikki, i diari giapponesi

Il 14 giugno era il “giorno del diario”, istituito in ricordo della piccola Anna Frank che col suo diario, regalatole dal padre, ci ha permesso di venire a conoscenza della sua esperienza.

Questo mi ha fatto pensare che, in Giappone, la letteratura ci offre proprio un genere dedicato a questi ricettacoli di ricordi, i cosiddetti nikki. Questo genere, nel corso dei secoli, insieme al monogatari e altri generi di narrativa, ha portato allo sviluppo dello shōsetsu, il romanzo giapponese. Inoltre, visto anche che, sempre su questo blog, ho iniziato a parlarvi del metodo bullet journal e di come utilizzarlo nella propria agenda, mi sembra giusto anche ricollegarmi all’attualità giapponese, che comprende in particolare le agende midori e hobonichi.

Partendo dalla vera e propria definizione di nikki, la parola significa letteralmente “cronaca giornaliera, diario”, ma in realtà non sempre riporta fatti in ordine cronologico e quotidiano. Infatti, in realtà, i nikki nascono come una ricerca estetica per la ricreazione della storia della propria vita. Il nikki si distingue da altri generi del suo periodo, cioè l’epoca Heian, per diverse caratteristiche:

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