DRAMAtique: Ito-kun A to E

Per concludere in bellezza questo mese dedicato all’amore, l’ideale è parlare di una serie tv dove non c’è nessun lieto fine per la storia d’amore in questione, no? XD La cosa si fa ancora più complicata se si tratta di quattro storie parallele di altrettante donne innamorate però dello stesso uomo.

Queste sono le premesse per Ito-kun A to E o The many faces of Ito, serie prodotta da Netflix, tratta da un romanzo, che ci dà una visione piuttosto cinica dell’amore, condita di un po’ di critica sociale.

La protagonista è Rio Yazaki, celebre sceneggiatrice di un famoso drama, dopo il quale non ha più scritto nulla. Alla ricerca quindi di ispirazione per qualcosa di pari successo, trova l’illuminazione grazie a degli incontri casuali con alcune sue fan. Yazaki infatti, in occasione dell’uscita di un suo libro contenente consigli amorosi per le donne che hanno amato il suo drama, sceglie quattro donne per fingere di aiutarle a risolvere i loro problemi di cuore. È durante le interviste con ciascuna di loro che si rende conto che in realtà tutte parlano dello stesso uomo: un certo Ito che le tratta in maniera diversa l’una dall’altra, spesso approfittando dele loro debolezze e insicurezze.

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Italians do it better – Giacinto e Agape di Martina Masaya

Ieri era San Valentino e non si può celebrare il grande potere dell’amore al di sopra di tutte le cose senza parlare di un topos letterario che forse non tutti conoscono ma che è reso ancor più esemplare dalla mano di Martina Masaya, nel suo fumetto Giacinto. Ho conosciuto un po’ per caso questa autrice, il cui stile ad acquerello mi ha conquistata subito per la sua unicità. Ho dunque comprato al volo Giacinto non appena uscì al Lucca Comics 2016 e non ne sono assolutamente rimasta delusa, anzi, ho comprato di corsa anche Agape, uscito invece allo scorso Lucca, dove ho anche avuto il piacere di incontrare Martina di persona (ragazza gentilissima e carinissima!)

Disclaimer: nessuna di queste immagini mi appartiene, ma sono dell’autrice e di ManFont, esse vengono utilizzate a solo scopo illustrativo del fumetto in questione.

Personalmente ho frequentato il liceo classico, quindi il tema della mitologia greca mi è molto familiare. Devo ammettere, dunque, che mi piace moltissimo ritrovarlo anche nel fumetto italiano e che vengano scelti miti meno noti ma comunque significativi come quello dell’amore tra il principe spartano Giacinto e il dio del sole Apollo.

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Con un’eleganza e una delicatezza disarmanti, Martina ci introduce i due protagonisti e ci conduce per mano lungo lo sviluppo del loro rapporto “illecito” (poiché un dio non poteva amare un mortale, malgrado ci siano molti precedenti che dimostrino il contrario, ma in effetti quanti di questi amori si sono rivelati positivi e a favore del mortale?), senza lasciare nulla al caso. Infatti, l’idillio dei due, espresso tramite i loro incontri amorosi anche piuttosto espliciti, viene ben presto scosso dalla rabbia di un dio minore, Zefiro, il dio del vento anch’egli innamorato di Giacinto, finora rimasto in disparte. Tutto avviene secondo il mito, quindi non aspettatevi assolutamente un lieto fine: Martina rispetta la tradizione e allo stesso tempo la fa propria, suscitando sentimenti profondi nel lettore e nei pochi personaggi coinvolti con le sue pennellate delicate e intense al tempo stesso, anche nei momenti culminanti della storia.

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My Bookshelf: Gridare amore dal centro del mondo

Non so perché io abbia scelto Gridare amore dal centro del mondo come lettura per questo mese tutto dedicato all’amore, dato che non è affatto un libro allegro o particolarmente scritto bene. Lo avevo in libreria fin dal 2009 ma non l’ho mai riletto fino adesso, eppure l’ho scelto immediatamente quando si è trattato di dover decidere cosa proporvi per questo mese e spero vi colpirà come ha colpito me.

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Questa è la copertina dell’edizione in mio possesso, ma ce n’è anche un’altra se preferite quelle con fotografie 🙂

Questo libricino di poco più di cento pagine, di Kyoichi Katayama, ci racconta l’innocente storia d’amore tra Sakutaro e Aki. I due sono compagni di classe già alle medie ma durante i loro anni al liceo si avvicinano, scambiandosi un diario, rifacendo insieme la strada di casa, passando insieme le vacanze estive. Sono perfettamente a loro agio insieme e, a differenza di quello che capita solitamente tra le coppie giapponesi, comunicano spesso reciprocamente i propri sentimenti l’uno all’altra. Sakutaro dunque ci racconta come passano le sue giornate insieme ad Aki, che però lentamente ma inesorabilmente si ammala di leucemia. Fin dall’inizio sappiamo che Aki non sopravvive alla malattia, perché il racconto comincia proprio con Sakutaro che si dirige in Australia con la famiglia di lei per spargere le sue ceneri. Quelli che leggiamo infatti sono i ricordi di Sakutaro, ormai adulto, con un tono davvero malinconico che ci fa capire come in realtà non abbia mai superato davvero la morte di Aki.

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MANGA REVIEW: Lovely Complex

Questo mese trattiamo di amore, com’è giusto che sia quando si avvicina San Valentino! Ma non preoccupatevi, tutto quello che proporrò sarà adatto anche per tutti i single là fuori! 😀

Se mi venisse chiesto quale manga associo all’amore e a tutte le sue difficoltà, non posso fare a meno di pensare a Lovely Complex per primo! Uno di quelli che più mi è rimasto nel cuore per la sua semplice comicità e dolcezza con cui ci propone la storia di una coppia di liceali apparentemente male assortita.

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Per chi non lo conoscesse, Lovely Complex, anche abbreviato in LovCom, ci narra le vicende di Risa Koizumi e Atsushi Otani, compagni di classe che per ironia della sorte non rispecchiano per niente il significato dei loro cognomi: Koizumi infatti significa “piccola fonte” ma Risa è più alta rispetto alla media delle ragazze giapponesi; Otani invece significa “grande valle” ma, al contrario, lui è piuttosto basso. Per questo i due continuano a punzecchiarsi sulle proprie stature, finché entrambi si rendono conto che a causa dei propri complessi non hanno ancora trovato un ragazzo e una ragazza con cui stare. Così mettono da parte le loro solite baruffe per conquistare gli oggetti del loro interesse, tra malintesi, piani architettati che finiscono in buchi nell’acqua e risate.

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#NostalgiaPortamiVia: NANA

L’aria fredda dell’inverno porta con sé piacevoli ricordi e malinconia, ecco perché ci ritroviamo finalmente, dopo secoli, su questa rubrica! Presa da questo raptus nostalgico, dunque, mi sono guardata su VVVVID (vi aspettavate dicessi Netflix eh???) tutte le 50 puntate dell’anime di NANA, per un bel viaggio sul treno dei feels! Pronti a partire anche voi?

Breve accenno alla trama, per rinfrescare la memoria o per informare le giovani leve: la nostra storia ha inizio quando le due protagoniste si incontrano per caso su un treno che dalla provincia va verso Tokyo. Ciò che le accomuna, oltre alla destinazione, è il nome identico: Nana (che può voler dire “sette” in giapponese, numero molto ricorrente all’interno della serie). Le somiglianze in realtà si fermano qui: Nana Komatsu è una ragazza spensierata ed esagitata e si sta trasferendo a Tokyo per amore, mentre Nana Osaki, ragazza apparentemente più posata nonostante l’outfit punk, si dirige verso la capitale per tentare di sfondare nel mondo della musica. Le due sembrano destinate a separarsi come facciamo tutti dopo un viaggio interminabile con degli sconosciuti, ma il loro voleva essere un incontro fatale e infatti finiranno per affittare lo stesso appartamento, diventando coinquiline e amiche.

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My bookshelf: Cronache di un gatto viaggiatore

Eccoci con la prima recensione dell’anno! E visto che è la prima, perché non cominciare subito con un libro strappalacrime?

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Hiro Arikawa

Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa pare sia stato un caso editoriale in Giappone e siccome noi sappiamo bene quanto i gatti facciano parte della cultura giapponese (e se non lo sapete qui ho scritto un articolone a riguardo!) non ho potuto esimermi da questa lettura, tanto più che non avevo mai letto ancora un romanzo che trattasse dell’amicizia tra un umano e il suo compagno peloso.

Si può dire, in realtà, che l’incontro tra Satoru e il suo gatto sia stato l’inizio non solo di una semplice amicizia, ma di un legame profondo di fiducia reciproca e di comprensione, una comprensione tale da non rendere nemmeno necessarie delle spiegazioni.

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Ma andiamo con ordine. Satoru è il protagonista di questo racconto velato di una nostalgia inspiegabile, reso scorrevole e piacevole nonostante ciò dalla voce narrante del gatto in questione. Satoru salva infatti il gatto dopo che questi rimane vittima di un incidente e gli dà il nome Nana, per via della sua coda ad uncino che gli ricorda il numero sette (nana in giapponese). Nana in realtà, pur essendo randagio, non era in cerca di un padrone ma dopo esser guarito con le cure di Satoru, decide di non andarsene e accetta questo nome. I due cominciano quindi a condurre una vita piuttosto tranquilla insieme finché un giorno Satoru porta con sé Nana per un lungo viaggio, volto alla ricerca di qualcuno che possa prendersi Nana in affido.

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BujoAddict: nuovo bujo e nuove pagine!

Nuovo anno, nuova vita!

No ok, non è così semplice, ma cercare di partire col piede giusto è già qualcosa no? Anche per voi, questa è l’occasione migliore per cominciare un bullet journal e se ancora non lo avete fatto, vi rimando al mio primo articolo che vi spiega cos’è e perché dovreste averne uno e in seguito ai due articoli dove vi spiego cos’è il Calendex e come potreste strutturare i giorni e le settimane sul vostro bujo!

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Detto questo, vorrei mostrarvi il mio nuovo bullet journal, stavolta non si tratta di una Leuchtturm1917, come vi consigliavo negli articoli precedenti, ma di uno Scribbles that matter, che è la bomba del momento in questo ambiente! Non solo perché uguale in tutto e per tutto alla classica Leuchtturm (quindi comprensivo di indice e pagine numerate e puntinate) ma con degli extra che mi hanno portato a sceglierlo immediatamente: innanzitutto la grammatura della carta, 100g, quindi spessa abbastanza da non far trapassare praticamente nessuna penna, nemmeno gli Stabilo Pastel che vanno di moda ultimamente e che anche io utilizzo (come vedrete nelle pagine che vi mostrerò); inoltre c’è una pagina dedicata alle keys, cioè i simboli che decidete di usare per cose da fare, eventi, ecc. e il color code, se avete più aspetti della vostra vita di cui occuparvi e da poter riconoscere a occhio; c’è anche un pen loop per avere sempre una penna a disposizione; e perfino una pagina per il pen test, per verificare che le vostre penne non trapassino la pagina!

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Ci sono tanti colori diversi e ci sono entrambe le versioni con o senza i doodles in bassorilievo sulla copertina

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