BujoAddict: Idee per quaderni e agende inutilizzati

Se siete fissati/e come me con la cartoleria e la cancelleria, sicuramente siete pieni di agende, quaderni e libretti ancora intonsi. Li avrete comprati, colpiti da quanto fossero belle le loro copertine o dalla qualità della carta, senza pensare a che cosa farvene una volta portati a casa.

Se non siete propensi ad usare questi quaderni o agende così carini per la scuola (fa peccato non sfoggiarli in pubblico, è vero, ma dispiace altrettanto usarli solo per scriverci formule matematiche o versioni di latino, no?), oggi voglio proporvi una serie di usi alternativi, per dare un senso a questi acquisti un tantino troppo impulsivi! Segnerò con un asterisco * quelli che ho messo in pratica anche io!

Cominciamo!

KAKEBO*
Esiste il libro omonimo (che, come si può evincere, ha origine giapponese) che spiega come tenere conto delle proprie spese dividendole per categorie e tenendo così d’occhio entrate e uscite mensili ma, al posto di comprarlo, me lo sono creata da sola, disegnando le varie sezioni per ogni categoria d’acquisto e segnando il mio budget di partenza del mese, escludendo spese fisse come abbonamenti o pagamenti vari.
Per il mio primo mese di utilizzo del kakebo, ho stabilito categorie molto ampie, giusto per iniziare a farmi un’idea riguardo le mie spese. Col nuovo mese, penso aumenterò le categorie, scegliendone di più specifiche. Potrebbe richiedere del tempo anche a voi per capire esattamente in cosa spendete di più e quando, ma con un po’ di costanza nel segnarvi le vostre spese, riuscirete anche a risparmiare qualcosa! Io inoltre ho intenzione di aggiungere qualche pagina con consigli trovati online su come risparmiare o organizzare le proprie finanze per qualche progetto 🙂

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HOME CINEMA: Death Note Netflix

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Eccomi qui con questa recensione dalla quale non potevo proprio esimermi. Questa è innanzitutto parte di una bella novità, ovvero la mia prima collaborazione con un altro blog, Cats&Chats della mia amica Ale! Inoltre, con questa recensione, apro anche la serie di articoli per lo speciale di Halloween che caratterizzerà tutto il mese di ottobre, quindi spero apprezzerete anche i prossimi!
Ho deciso di includere questa collaborazione nello speciale di Halloween per questo mese perché, a parte il titolo che, dopotutto, contiene la parola “morte”, il film di cui vi parliamo oggi io e la mia collega non è altro che un abominio.

Considerando inoltre la natura di questo articolo, ovvero la collaborazione, sento di dovermi trattenere dal fare un commento scena per scena come ho fatto durante l’intera visione del film, creando qualcosa come 7 pagine in una nota sul telefono. Quindi cercherò di essere più concisa nel descrivere quello che di fatto, per me, è un flop colossale, sia a livello di contenuti, sia a livello tecnico. Però sarò comunque piuttosto prolissa, purtroppo è così quando ho da criticare qualcosa.

Il Death Note proposto da Netflix, fin dalle primissime scene, sembra volerci sbattere in faccia la dura e triste realtà: scordatevi del Giappone, scordatevi della storia originale da cui noi abbiamo solo preso il titolo e il concept principale per stravolgere completamente tutto il resto.

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DRAMAtique: Stranger

Netflix sembra essersi gettato a capofitto sui drama coreani, caricandone moltissimi e di vario genere, dal thriller alla commedia romantica. Ho quindi deciso di dare una possibilità anche agli attori di questo Paese, pur essendo rimasta un po’ basita dalla recitazione giapponese in drama come Itazurana Kiss (di cui vi ho parlato qui, se vi interessa).

La mia scelta è quindi ricaduta su Stranger, o Secret Forest, che dir si voglia, poiché l’attrice co-protagonista, Doona Bae, era un volto a me già conosciuto: la potete trovare nelle produzioni americane di Cloud Atlas e la serie che ha provocato una mobilitazione quasi mondiale su qualsiasi social contro la sua cancellazione, Sense8.

Il vero protagonista di Stranger è il signor Hwang Si-Mok. Egli svolge il proprio lavoro di procuratore (che in Corea pare consista non solo in lavoro d’ufficio e poi in tribunale, ma anche in una vera e propria ricerca di indizi e prove sul campo, come un investigatore criminale della polizia) con freddezza ed impassibilità, dovute ad un’operazione al cervello, nel lobo frontale, che quindi gli ha fatto perdere ogni capacità di provare e mostrare emozioni, oltre a provocargli lacune nel relazionarsi con gli altri e a conferirgli una forte sensibilità al suono.
Tutto ciò gli torna parecchio utile nel corso del caso che coprirà tutti i 16 episodi e che tratta della morte per accoltellamento di un uomo coinvolto anche in un altro caso e a cui Si-Mok voleva porre delle domande.
Man mano che indizi e rivelazioni si faranno strada nella mente di Si-Mok, egli viene affiancato dall’investigatrice Han Yeo-Jin, con la quale crea in qualche modo una sorta di amicizia. Gradualmente, durante le indagini, che dureranno diverso tempo, i due si immergeranno nella corruzione delle figure politiche e istituzionali del loro Paese, fino a scovarne le origini oscure, in un crescendo di colpi di scena.

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Il procuratore Hwang Si-Mok e la poliziotta Han Yeo-Jin
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* I’m watchin you in Korean *

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BujoAddict: Monthly, Weekly, Daily Log

Oggi, in questo veloce articolo, voglio introdurvi ai diversi tipi di log per il vostro bullet journal. Dovete perdonare la scarsa qualità delle foto, purtroppo non sono molto brava e soprattutto sono pigra ma per le prossime volte spero di riuscire a farne di più “aesthetic” e soprattutto più luminose. Se avete consigli per l’editing e su come farle più stabili, è tutto ben accetto!

Cominciamo subito con la visione mensile. Avete varie opzioni, io vi propongo 3 delle mie che ho utilizzato quest’anno. Innanzitutto dovrà comprendere un calendario e uno spazio per una lista di cose da fare in questo mese. Io consiglio anche di tenervi uno spazio per eventi e cose da fare anche per il mese successivo, perché sicuramente nel corso di quello attuale salteranno fuori altre cose ed è meglio potersele segnare (certo, c’è sempre il Calendex a vostra disposizione, ma quello è più utile per informazioni più lontane nel tempo). Continuate a leggere le didascalie, dove troverete un commento per ogni proposta!

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In questa visione mensile, oltre alla lista di cose da fare in generale e per il blog, ho deciso di mettere anche 3 goals che vorrei raggiungere entro fine mese. Stabilirne 3 è utile per riuscire a concentrarmi meglio sul loro raggiungimento, senza lasciarmi distrarre da altri obbiettivi che posso raggiungere più avanti. Il calendario è in verticale, con abbastanza spazio per poter segnare appuntamenti, eventi e altre informazioni utili del mese.
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Anche in questo caso il calendario è verticale ma ho fatto solo una lista semplice di cose da fare in questo mese, insieme ad uno spazio per il mese successivo. Ho però aggiunto un tracker per le abitudini, di cui vi parlerò nel prossimo articolo, in questo caso strutturandolo in piccoli calendari, per cambiare un po’ il design che uso di solito.

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GG – Games&Gadgets: Kodama

Era tanto che non scrivevo di giochi da tavolo, ma finalmente ne ho trovato un altro di cui parlarvi, molto semplice e carino!

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Si tratta di Kodama: The tree spirits, un gioco di carte della Uplay ideato da Daniel Solis.
Come potete ben immaginare, ho scelto di parlarvi di questo gioco poiché consiste nel far crescere degli alberi che saranno ricettacoli per i nostri kodama, spiriti della natura che risiedono appunto nelle piante. Abbattere questi alberi porterebbe sventura, per cui sarà nostro dovere rendere l’albero grande e accogliente per questi spiritelli.

20170823_001224Le regole sono molto semplici. Tutti i giocatori partiranno con una carta-tronco, da tenere sul bordo del tavolo poiché, crescendo, il nostro albero potrebbe diventare decisamente ingombrante! Su ogni carta-tronco è presente una caratteristica: vermetto, nuvola, fiori, funghi, stella o lucciola. Queste si trovano anche sulle carte-ramo, che andremo a scegliere a turno dalle quattro scoperte al centro del tavolo. La plancia segna-punti riporta anche le tre stagioni di cui si compone la partita: queste ci aiuteranno a scandire i round per la scelta delle carte-ramo.

 

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Ecco come pian piano si estenderà il vostro albero (feat. la bottiglia di sciroppo alla violetta che mi hanno regalato, buonissimo!)

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MANGA REVIEW: Videogirl Ai

Ritorno sulla rubrica manga con un altro repost dal precedente sito per cui ho scritto questa recensione. Essendo sparita ogni cosa ho deciso di riproporre qui quelle recensioni e stavolta, per ricominciare bene dalle vacanze, cosa c’è di meglio di Video Girl Ai? Un manga scritto e disegnato dal maestro Masakazu Katsura, ai più noto anche per Zetman e I”s, e facente parte di una serie dedicata alle cosiddette videogirl.

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Il protagonista è Yota Moteuchi, rinominato da tutti “Motenai Yoda” ovvero “senza donne”, a causa della sua scarsa esperienza in amore e del suo carattere impacciato con l’altro sesso. Innamorato della compagna di scuola Moemi Hayakawa, decide di dichiararsi alla ragazza ma, poco prima di riuscirci, Moemi si confida con Yota e gli rivela di avere una cotta per il suo migliore amico, Takashi Niimai. Yota decide quindi di rinunciare alla propria dichiarazione e addirittura di aiutare Moemi a confessarsi a Takashi.

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Italians do it better: Midnight Roads di Matteo Parisi e Elisa Di Virgilio

Finalmente riesco a tornare su questa rubrica! Ultimamente seguo con sempre più interesse lo sviluppo del fumetto italiano e dei fumettisti emergenti e sono contentissima di ricevere sempre risposte positive da parte degli autori a cui propongo le mie interviste. Questa volta tocca a due autori che, per me, prima di tutto sono stati compagni di gioco da tavolo al negozio Magic Warrior, ma che ora sono anche fumettisti che seguirò con interesse!

Midnight Roads dunque è la prima fatica della coppia di autori Matteo Parisi e Elisa Di Virgilio. Insieme ad altre 7 colleghe, hanno dato vita ad un fumetto fantasy dall’ambientazione fatata!

Ci troviamo infatti a percorrere le cosiddette Strade della Mezzanotte, ovvero il mondo fatato di norma invisibile all’occhio umano, in compagnia di due cacciatori, Jin e Reela. I due sono sulle tracce di una creatura fatata di nome Pelkrin, artefice di efferati omicidi accomunati da un dettaglio piuttosto macabro: la rimozione dei bulbi oculari delle vittime. Questi è ora alle calcagna di una ragazza, Seline, che Jin e Reela devono assolutamente riuscire a proteggere. Ma le fate sono creature pericolose e per averci a che fare bisogna essere attrezzati, così come bisogna conoscere bene il mondo in cui vivono, molto diverso da quello percorso dagli esseri umani.

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Addirittura compare uno yokai giapponese!

Matteo, sceneggiatore per Midnight Roads, trae ispirazione e conoscenze dal folklore e dalle fiabe presenti un po’ in tutto il mondo riguardo le fate e gli spiriti. Sottolineo però il fatto che non si limiti esclusivamente a ciò che viene tramandato: innanzitutto, è da notare infatti che l’avventura di Jin e Reela si svolge nel bel mezzo degli Stati Uniti d’America, non proprio il primo posto a cui pensiamo quando parliamo di fate. Questo conferisce alla storia un’atmosfera diversa, più accattivante e “western”, per via delle lunghe strade presenti in questo Paese. La prima che mi viene in mente è la famosissima Route 66 ed è veramente interessante come si sposi bene l’idea di questa strada lunghissima da percorrere con lo scorrimento del tempo più rapido nel mondo fatato.

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